Tag: revenge porn

La vittima di Piacenza è stata riconosciuta a causa del video postato da alcune testata e da Giorgia Meloni
News dal mondo

La vittima di Piacenza è stata riconosciuta a causa del video postato da alcune testata e da Giorgia Meloni

Oltre alla sofferenza, anche la beffa. La vittima di stupro di Piacenza, divenuta popolare in tutta Italia poiché la leader del primo partito italiano, Giorgia Meloni, ha diffuso il video in cui viene violentata (per onestà: prima di lei, è stato diffuso anche da alcune testate come Il Messaggero), ha fatto sapere di essere disperata in quanto i suoi familiari l'hanno riconosciuta a causa di quel video che è, sì, censurato, ma dove si sente chiaramente la voce della donna. La Procura di Piacenza sta indagando a carico di ignoti per la diffusione del video. Il revenge porn in Italia è punibile. La legge 19 luglio 2019 n. 69, all’articolo 10 stabilisce che la "diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti" è vietata in Italia ed è punibile «con la reclusione da uno a...
Giorgia Meloni e il favore ai gruppi Telegram e al dark web con il video e l’audio di uno stupro pubblicato su Instagram
Opinioni attuali

Giorgia Meloni e il favore ai gruppi Telegram e al dark web con il video e l’audio di uno stupro pubblicato su Instagram

Abbiamo parlato del problema della sicurezza online tante volte. Ne abbiamo parlato per i gruppi Telegram in cui foto e video di ragazze vengono pubblicate senza il consenso, per il sito di Pornhub che rovina la vita a delle ragazze, non rimuovendo i video dei loro stupri, e ne abbiamo parlato anche per la storia del sito Is anyone up?. Eppure Giorgia Meloni ha avuto il coraggio di pubblicare un video, con audio, in cui una donna viene stuprata, solo perché lo stupratore è un richiedente d'asilo. Da lei, però, neanche un post per le due ragazze francesi stuprate, minacciate e derubate da un barese. Ogni tot mesi si parla dei gruppi e dei canali Telegram, e ogni tot mesi ci sconvolgiamo. Vediamo le foto e i video di queste ragazze che avevano semplicemente postato una parte della loro ...
Is Anyone Up?: che fine ha fatto Hunter Moore
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Is Anyone Up?: che fine ha fatto Hunter Moore

Da qualche giorno è online su Netflix il documentario "L'uomo più odiato di internet", che parla della storia del Revenge Porn, da dove tutto è iniziato. In particolare, parla di Hunter Moore e del suo sito, Is Anyone Up?, e di come Charlotte Laws abbia guidato una vera e propria battaglia nei suoi confronti, l'unica ai tempi a non andare contro le vittime ma a cercare di aiutarle in qualche modo a riottenere la propria vita. E oggi che fine ha fatto Hunter Moore? Parliamo prima del documentario "L'uomo più odiato di internet", docuserie composta da tre episodi da 60 minuti circa ciascuno, diretta da Rob Miller e con Vikki Miller come producer. I produttori esecutivi sono Alex Marengo e Adam Hawkin. È stato pubblicato su Netflix il 27 luglio 2022, ed è già divenuto un successo, tan...
Violenza digitale sulle donne: un problema che diviene sempre più serio
Opinioni attuali

Violenza digitale sulle donne: un problema che diviene sempre più serio

Revenge porn, cyber-flashing, doxing, body shaming. Sono solo alcune delle violenze digitali a cui le donne ogni giorno sono sottoposte. In genere, però, si tende a generalizzare e chiamare tutto: revenge porn, e questo porta solo a minimizzare il problema. Se un ragazzo invia una dickpic non desiderata a una ragazza (cyber-flashing), non è revenge porn. Se condivide tutti i suoi dati con un gruppo di sconosciuti, è doxing, non revenge porn. Per non parlare dei deep fake porn, dove addirittura il corpo nudo o pornografico non è della vittima, ma vi è solo inserito il volto. Fonte: Pinterest Secondo un rapporto pubblicato da Women’s Aid, il 45% delle vittime di violenza domestica ha subito una qualche forma di abuso online durante mentre il 48% è stato oggetto di molestie o abusi onl...
Ricattano uomini online: arrestata una 22enne e sotto accusa la madre
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Ricattano uomini online: arrestata una 22enne e sotto accusa la madre

Parliamo spesso di come sia pericolo l'internet e il web per una donna, che spesso si trova a finire in gruppi o canali senza il proprio consenso, sia con video o foto erotiche che con dei semplici scatti pubblicati sui propri social. In questa storia, che vede come protagonista una 22enne, la vittima non è la donna, bensì è il carnefice, che adescava uomini tramite un sito di incontri, si scambiavano foto erotiche e poi cominciava a ricattare, con l'aiuto della madre, tutti loro. Le vittime sono più di 60 e, in tutto, madre e figlia avrebbero guadagnato più di 100 mila euro. Fonte: FreePik Internet è un posto pericoloso, perché troviamo persone pericolose. Da Telegram a Facebook, da Twitter a Mewe, ovunque troviamo delle persone pronte a ferire le altre. Come troviamo uomini, spess...
Telegram: tiriamo le somme sul revenge porn
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Telegram: tiriamo le somme sul revenge porn

All'inizio del 2021, ho scritto un articolo parlando dei canali e dei gruppi Telegram stracolmi di revenge porn. Alla fine ho scritto, forse un po' speranzosa, «chissà se, nel 2021, riusciremo a liberarci di questi dannati canali e gruppi, se le persone dietro riceveranno la dovuta pena (il revenge porn in Italia è reato, ricordiamolo) e se Telegram, invece che tutelare anche chi non tutela gli altri, riuscirà a divenire un social migliore e soprattutto più sicuro per tutti». Per cui, arrivate al 30 dicembre 2021, tiriamo un po' le somme: Telegram ha smesso di tutelare i criminali o ci sono ancora delle ragazze vittime inconsapevoli di revenge porn? Fonte: FreePik Vi rispondo subito: no, Telegram non ha assolutamente fatto niente per migliorare, tantomeno lo hanno fatto gli utenti d...
GirlsDoPorn: le vittime risarcite con 18 milioni di dollari
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GirlsDoPorn: le vittime risarcite con 18 milioni di dollari

Finalmente le ragazze vittime di revenge porn sulla piattaforma GirlsDoPorn hanno ottenuto giustizia. Il mondo del porno può essere il modo per una ragazza di emanciparsi, ma allo stesso modo può essere la rovina di un'altra, che viene pubblicata senza consenso. Abbiamo parlato in un'altra occasione di questa situazione, in merito alla scandalo di Pornhub, ma questa volta parleremo di GirlsDoPorn, che tra l'altro non ha neanche più un profilo ufficiale sul sito pornografico più visitato al mondo. Fonte: FreePik Il villain di questa brutta storia ha un nome: Ruben Andre Garcia, l'uomo che ha rovinato la vita a tantissime ragazze. La procedura era uguale per tutte: rispondevano a un annuncio su Craiglist in cui si candidavano come modelle, andavano in un hotel e poi non potevano più a...
Telegram: la cybercriminalità è in aumento secondo un rapporto
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Telegram: la cybercriminalità è in aumento secondo un rapporto

Il Financial Times ha redatto un report con il gruppo di cyber intelligence Cyberint su come la cybercriminalità su Telegram sta crescendo enormemente. D'altronde non siamo troppo stupiti. Da una parte ci sono revenge porn e pedopornografia, dall'altra pirateria di film, musica o riviste, dall'altra ancora la vendita di Green Pass o addirittura gruppi che organizzano delle rivoluzioni violente contro dei politici. Non ci sconvolge più di tanto che la cybercriminalità sull'applicazione di messaggistica più frequentata da chi vuole un posto sicuro per le azioni illegali sia aumentata. Fonte: Pexels I canali illegali vengono segnalati, eliminati e poi ricreati in men che non si dica, in poco meno di un’ora si ripopolano come se le persone non abbiano altro da fare che entrare in questi...
Tiziana Cantone, secondo il medico legale non è stato un suicidio
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Tiziana Cantone, secondo il medico legale non è stato un suicidio

«Tiziana Cantone fu strangolata», queste le parole del medico legale Mariano Cingolano che arrivano cinque anni dopo la morte della 31enne che sembrava essersi suicidata dopo aver subito del revenge porn e tutte le conseguenze. Teresa Giglio, sua madre, tuttavia, non ha mai creduto che la figlia si fosse suicidata e infatti negli ultimi mesi è riuscita a far avere un'autopsia sul corpo riesumato e, quest'autopsia, ha portato a un risultato che dovrebbe far vergognare l'interno Stato italiano: Tiziana Cantone non si è suicidata, ma è stata uccisa. Qualche mese fa vi abbiamo raccontato di Tiziana Cantone e il mistero della sua morte. A prima vista, tutto sembrava portare a un suicidio. Non solo è stata attaccata da tutti i media, ma tutti quelli che conoscevano il suo nome ridevano d...
Pornhub e quella sottile linea fra il consenso e il revenge porn (o la pedopornografia)
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Pornhub e quella sottile linea fra il consenso e il revenge porn (o la pedopornografia)

Sono trentaquattro (34) le donne che hanno fatto causa alla società che gestisce il famoso sito online Pornhub, la Mindgeek. La denuncia, presentata a un tribunale della California, ha come oggetto dei video finiti sulla piattaforma senza il consenso dei soggetti, la Mindgeek è definita un'«impresa criminale» poiché ha violato la legge americana che tutela le vittime di traffico e violenza sessuale. Tra l'altro, una delle donne, parlando con la CBS News, ha detto di aver avuto solo 17 anni quando era stata spinta a girare un video nuda che poi era finito sulla piattaforma. Fonte: Pinterest È lecito quindi domandarsi: come fa Pornhub a stabilire se tutti i presenti nel video sono consenzienti? Come fa ad assicurarsi, soprattutto, che sono tutti maggiorenni nella nazione in cui vivono...