Is Anyone Up?: che fine ha fatto Hunter Moore

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Da qualche giorno è online su Netflix il documentario “L’uomo più odiato di internet”, che parla della storia del Revenge Porn, da dove tutto è iniziato. In particolare, parla di Hunter Moore e del suo sito, Is Anyone Up?, e di come Charlotte Laws abbia guidato una vera e propria battaglia nei suoi confronti, l’unica ai tempi a non andare contro le vittime ma a cercare di aiutarle in qualche modo a riottenere la propria vita. E oggi che fine ha fatto Hunter Moore?

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Parliamo prima del documentario “L’uomo più odiato di internet”, docuserie composta da tre episodi da 60 minuti circa ciascuno, diretta da Rob Miller e con Vikki Miller come producer. I produttori esecutivi sono Alex Marengo e Adam Hawkin. È stato pubblicato su Netflix il 27 luglio 2022, ed è già divenuto un successo, tanto che in molti si sono chiesti: che fine ha fatto Hunter Moore? E altre hanno ringraziato che in Italia esista una legge contro il revenge porn (non tutti i paesi sono così fortunati).

Riguardo la trama, racconta la storia della missione intrapresa da una madre di una vittima del sito Is Anyone Up? contro il cosiddetto “re del revenge porn”, Hunter Moore, responsabile di aver fatto pubblicare online le foto di nudo della figlia della donna ma anche di tantissime altre donne. Lui si autoproclamava “rovinatore di vite professionista” e ha raggiunto la fama nei primi anni 2010 creando IsAnyoneUp.com, un famigerato portale di “revenge porn”. Il sito pubblicava foto di nudo di donne e uomini, spesso senza il loro consenso e con risultati devastanti.

Moore si è creato un folto gruppo di seguaci che pendeva dalle sue labbra. Questa serie in tre parti documenta la resa dei conti, avvenuta per mano dell’unica forza più temibile di un esercito di troll: una madre che vuole proteggere la figlia. La storia è presentata tramite interviste esclusive e commoventi a molte donne e uomini che hanno lottato per fare eliminare le proprie foto dal sito, ad agenti delle forze dell’ordine che hanno lavorato al caso e ai paladini che si sono battuti per mettere Moore in ginocchio.

Is Anyone Up?: che fine ha fatto Hunter Moore?

Hunter Moore è nato a Sacramento, in California, nel 1986 ed è conosciuto per essere il fondatore di Is Anyone Up?, sito che fra il 2010 e il 2012 ha condiviso migliaia di contenuti a sfondo sessuale senza ovviamente il consenso delle persone raffigurate, che in alcune occasioni venivano anche “doxate“, ovvero i loro social e spesso anche le vie di casa o i numeri di telefono venivano esposti al pubblico, causando non pochi problemi alle vittime, quasi esclusivamente donne.

Il sito era stato creato quasi per sbaglio, mentre Hunter Moore cercava di condividere con i suoi amici delle foto di una ragazza con cui stava andando a letto. Sia chiaro, e sottolineiamolo visto che per alcune testate il primo intento non era sbagliato: è sempre sbagliato inviare foto intime di ragazze, anche solo con alcuni amici e non con tutto il mondo. In poche settimane il sito è divenuto popolare ed era sulla bocca di tutta la scena alternativa californiana. Poi, in un paio d’anni, è divenuto un fenomeno nazionale e mondiale.

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In seguito poi al lavoro di Charlotte Laws, insieme ad Anonymous e poi l’FBI, sia Hunter Moore che il suo collega hacker Charles Evans sono stati arrestati nel 2014. Moore ha ricevuto solo due anni e mezzo di pena, sebbene inizialmente dovessero essere sette, e una volta uscito dal carcere, in un mondo completamente cambiato (se oggi qualsiasi individuo dovesse replicare Is Anyone Up?, tantissimi attivisti si muoverebbero contro di lui, mentre ai tempi persino in televisione si dava la colpa alle vittime e solo alle vittime), ha scelto di mantenere un profilo basso.

Ha pubblicato un libro di memorie, Is Anyone Up?: The Story of Revenge Porn e aveva inizialmente acconsentito a essere intervistato per il documentario di Netflix che lo vede protagonista, ma poi si è tirato indietro e il suo punto di vista è stato fatto trasparire tramite i tweet che ha pubblicato fra il 2010 e il 2012, insieme ai podcast in cui ripete di essersi pentito di quel che ha fatto. E oggi è sui social network? Non ne siamo del tutto sicuri. Sappiamo che è stato bannato da Facebook per una decade, ma da Twitter?

Su Twitter c’era un profilo con il suo nome e cognome che parla di Is Anyone Up? e che condivide diversi tweet in linea con il suo personaggio, facendo riferimento ad hashtag e avvenimenti dell’epoca in cui il suo sito era virale, ma al momento in cui scriviamo quest’articolo, il profilo è sparito. Georgia Coan, giornalista e presentatrice della BBC, ha scritto che il profilo è stato sospeso questa mattina. Il profilo, comunque, non era verificato, quindi non c’è la certezza che fosse davvero Hunter Moore o qualche fan che lo imitava.

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Sappiamo per certo, però, che c’è ancora un seguito, “La Famiglia”, che continua a parlare di lui come un Dio e come un eroe, e che vede le donne sempre allo stesso modo. E lo stesso fa l’uomo più odiato di internet. Oggi, 12 anni dopo, non si è minimamente pentito di quel che ha fatto.

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