Economia e finanza

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Dopo l’obbligo del Pos, arrivano i commercianti No Pos
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Dopo l’obbligo del Pos, arrivano i commercianti No Pos

Dopo l'introduzione delle sanzioni per i commercianti che non permetteranno di pagare con il Pos, diversi commercianti hanno fatto partire il movimento No Pos, che non consiste nell'opporsi al pagamento elettronico, bensì vorrebbero abolire le commissioni, che spesso sono anche molto costose, soprattutto se parliamo di una piccola attività. La legge che obbliga i commercianti a dover consentire i pagamenti con il Pos esiste già da diversi anni, tuttavia solo ieri sono state introdotte le sanzioni. Fonte: Pexels Da ieri tutti i commercianti dovranno rispettare l’obbligo di dotarsi di POS, obbligo che esiste da anni. Da questa settimana, però, chi deciderà di non far pagare con l’apparecchio potrebbe essere multato: una multa fissa di 30 euro per ogni transazione rifiutata, e un’aggiu...
Pos obbligatorio: chi non accetta pagamenti con carta può essere multato
Economia e finanza, Flash News

Pos obbligatorio: chi non accetta pagamenti con carta può essere multato

Da oggi, giovedì 30 giugno, entrano in vigore le sanzioni indirizzate ai commercianti e ai professionisti che non accetteranno i pagamenti tramite il POS, ovvero il dispositivo che permette ai clienti di pagare con carte di credito e bancomat. In realtà, però, l'obbligo esiste già da diversi anni, ma fino a oggi non erano mai state introdotte delle multe per chi ancora non lo utilizzava, per cui i commercianti spesso si prendevano il diritto e la libertà di non accettare i pagamenti economici, non rischiando alcuna sanzione. Fonte: Pexels In diverse occasioni ci capita di andare a mangiare qualcosa in un bar, a bere qualche shottino in pub, e poi andare a pagare e chiedere: «accettate carta?». In realtà la risposta a questa domanda dovrebbe essere scontata, in quando dal decreto leg...
Russia: multati Pinterest, Twitch e Airbnb
Economia e finanza

Russia: multati Pinterest, Twitch e Airbnb

Il servizio di streaming video Twitch, il social network Pinterest, la società di noleggio vacanze Airbnb e la United Parcel Serviced (UPS) sono stati tutti multati da un tribunale della Russia martedì scorso per essersi rifiutati di archiviare i dati personali dei cittadini russi in Russia, fa sapere Reuters. Tutte e tre le piattaforme sono state multate per 2 milioni di rubli (circa 37 mila e 700 dollari). Anche a United Parcel Service, società americana di trasporto e spedizione pacchi, è stata multata per 1 milione di rubli. Il 28 giugno un tribunale di Mosca ha dichiarato di aver sottoposto Twitch, Pinterest, Airbnb e United Parcel Service a una multa salata per essersi rifiutati di archiviare i dati personali dei cittadini russi in Russia. Questo può solo significare che il ...
Google pagherà Wikimedia Foundation
Economia e finanza

Google pagherà Wikimedia Foundation

Google ha deciso di pagare la Wikimedia Foundation per fornire informazioni sempre più accurate e aggiornate sul proprio motore di ricerca. D'altronde, in tantissime keyword Wikipedia si trova fra i primi posti e quindi è uno dei siti più cliccati quando si ricerca un'informazione, che sia un "cos'è Google" o un "seconda guerra mondiale storia". Per questo motivo c'è bisogno, per evitare quante più fake news possibile, di informazioni curati e sicure. Pagando Wikipedia, questo sarà possibile. Lanciato lo scorso anno, Wikimedia Enterprise consente ai clienti (come Google) che riutilizzano enormi quantità di informazioni dai servizi di Wikimedia di accedere ai suoi contenuti in modo più efficiente. Invece di fare affidamento su dump di dati gratuiti e API pubblicamente disponibili (i...
Domani sciopero nazionale di diverse compagnie aeree
Economia e finanza

Domani sciopero nazionale di diverse compagnie aeree

«Mercoledì prossimo, 8 giugno, confermato lo sciopero nazionale di 4 ore, dalle 10 alle 14, di piloti ed assistenti di volo della compagnia aerea Ryanair, Malta Air e della società CrewLink» (che fanno riferimento alla compagnia irlandese), leggiamo in una nota condivisa da Filt Cgil e Uiltrasporti, che denunciano l'«impossibilità di aprire un confronto dedicato alle problematiche che da mesi affliggono il personale navigante». Fonte: Pexels Insieme a queste associazioni, anche il personale di volo di EasyJet protesterà «contro la compressione dei diritti culminata in licenziamenti ingiustificati, contro la mancanza di solidità operativa, a danno di passeggeri ed equipaggi e contro il totale degrado delle relazioni industriali». Volotea, invece, parla di «una continua condotta antis...
Salario minimo: scontro in Italia
Economia e finanza

Salario minimo: scontro in Italia

In Germania il salario minimo sarà aumentato a €12 all'ora. Il parlamento tedesco venerdì scorso ha approvato l'aumento del salario da 9,82 a 10,45 il primo luglio e poi a 12 il primo ottobre. In Italia, invece, non esiste ancora una riforma del genere e secondo l'ultimo report di In-work poverty in the EU l'Italia ha l'11,7% del lavoratori dipendenti che ricevono un salario inferiore ai minimo contrattuali. E con ciò, c'è ancora qualcosa che si dice contro. Dopo che la Germania ha voluto fare questo salto di qualità, in Italia è iniziato il discorso sul salario minimo. Per il Movimento 5 Stelle è una priorità, per il Ministro per la pubblica amministrazione invece non va bene «perché è contro la nostra storia culturale di relazione industriali», mentre per il segretario della Cis...
Elon Musk contro lo smart working
Economia e finanza

Elon Musk contro lo smart working

Elon Musk non apprezza i vantaggi dello smart working. Non dover pagare dei mezzi pubblici, non dover spendere benzina per spostarsi in un altra parte della città o della provincia, risparmiare molto tempo da dedicare poi a se stessi. Certo, ci sono lavori più propensi allo smart working di altri, ma per Elon Musk quello dei dipendenti di Tesla non è smart, per cui devono passare almeno 40 ore settimanali in ufficio. Pena il licenziamento. CEO di Tesla e di SpaceX, uno degli uomini del momento, di cui tutti parlano e che tutti conoscono. Ritenuto rivoluzionario, secondo il Time è la persona dell’anno, e poi cade su un qualcosa di così semplice. Certo, ha 50 anni e sotto un certo punto di vista potrebbe essere considerato un boomer, e certo è anche che decide lui come gestire la pro...
Gamestop: in arrivo un marketplace per gli NFT?
Economia e finanza

Gamestop: in arrivo un marketplace per gli NFT?

Gamestop è una delle catene più famose per gli appassionati di giochi e di gaming, come anche delle varie piattaforme, e sembra che adesso, proprio mentre il mercato dei Bitcoin sta completamente collassando, stia pensando di lanciare una piattaforma per NFT, che arriverà (forse?) a giugno 2022. Il progetto, tra l'altro, è abbastanza coerente con la nuova strategia dell'azienda, in quanto si sta preparando ad abbandonare il modello brick and mortar per abbracciare una formula quasi del tutto digitale. Tutti sappiamo cosa sia Gamestop, ma per chi lo conoscesse solo di nome, sappiate che è il più grande rivenditore di videogiochi nuovi e usati in tutto il mondo (anche se non conviene tanto vendere a loro un vostro videogioco, scusate ma devo essere onesta), insieme anche ad accessori...
Fish & Chips: a rischio la specialità britannica
Economia e finanza

Fish & Chips: a rischio la specialità britannica

Gli inglesi possono letteralmente vantarsi del thè e del fish and chips, ma adesso persino questa deliziosa specialità è a rischio a causa della guerra in Ucraina. In realtà, questo non dovrebbe stupirci più di tanto, in quanto per friggere serve l'olio di girasole e per il fish serve il pesce bianco russo, ma anche il fertilizzante che gli agricoltori britannici usato per i raccolti di patate, proviene dalla Russia, e chiaramente negli ultimi mesi il prezzo è triplicato. Vogliamo anche aggiungere il prezzo della farina utilizzata per la pastella per friggere? Insomma, il fish and chips è ufficialmente a rischio. Foto di Daria Shevtsova da Pexels Già in un'altra occasione abbiamo sottolineato come il prezzo dell'olio di semi di girasole sia aumentato. Chiunque entri in un centro com...
McDonald’s esce dalla Russia dopo 32 anni
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McDonald’s esce dalla Russia dopo 32 anni

All'inizio della guerra sono state tante le aziende e le associazioni che si sono allontanate, di spontanea volontà o no, dalla Russia, alcune più importanti di altre. McDonald's, però, non era fra quelle. Almeno fino a oggi. Apple, Adidas, Colgate, Coca-Cola, Disney, Ferrari, Google, sono solo alcune delle aziende che hanno tagliato fuori la Russia e i russi, oltre anche alle competizioni sportive o, abbiamo visto proprio di recente, canore, come è successo con l'Eurovision. Quello che fa più scalpore, però, è proprio la scelta di McDonald's. Fonte: Twitter Alcune aziende hanno abbandonato la Russia di propria spontanea volontà, altre un po' incitate da Anonymous, che sin dall'inizio della guerra si è schierato dalla parte dell'Ucraina, violando i servizi di streaming russi Wink e ...