Milano è diventata una città per ricchi: la storia di Carmelo

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Milano è diventata una città per ricchi. Se Vdnews che si è occupata del servizio di cui parleremo oggi ha posto la storia come una domanda, io, che negli ultimi mesi ho cercato affitti anche a Milano, rispondo chiaro e tondo: Milano è una città per ricchi, perché uno studente, un lavoratore alle prime armi, quelli “senza esperienza” perché appena usciti dall’università, quelli che magari sono addirittura in stage, non riescono a poter sostenere, con il proprio solo stipendio o con una borsa di studio, la vita nella città più famosa del nord Italia.

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Abbiamo già parlato della situazione affitti in Italia quest’anno, pubblicando un report di Immobiliare Insights, celebre agenzia che affitta in tutta Italia a studenti fuorisede, secondo cui in un anno gli affitti in Italia sono aumentati dell’11%, con Milano che supera i €600 per singola stanza. «Quest’anno chi cerca una stanza in affitto in una delle principali città italiane farà meglio ad optare per una doppia: infatti, i prezzi delle singole sono aumentati di ben 11 punti percentuali rispetto al 2021 (439 euro) mentre un posto letto in doppia costa il 9% in meno (234 euro)», scrivono.

Dopo il Covid, la domanda per gli affitti comincia a crescere: sarà che forse chi ha iniziato l’università a distanza si trova a dover pagare un affitto che non può permettersi? Secondo i dati di Immobiliare, c’è un 45% in più di richiesta per le singole e 41% in più per le doppie rispetto al 2021. «Lo stock di locazioni disponibili sul mercato si riduce, rimanendo sempre di segno più per le singole (+7%) ma comunque lontano dai volumi degli scorsi anni», leggiamo.

A Milano, «per potersi permettere una stanza singola bisogna mettere a budget 620 euro di media mentre per un posto letto in doppia ne servono circa la metà (321 euro)». Un altro problema, comunque, è quello della crisi abitativa. Città come Perugia, ad esempio, non vede degli affitti esagerati, né per le stanze, né per i monolocali o gli appartamenti, e in più esiste un abbonamento dei mezzi regionale a solo €60 per gli studenti, ma si trova comunque ad affrontare la mancanza delle locazioni a causa della troppe richieste e anche per i posti letto negati dall’Adisu.

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Tuttavia, la crisi abitativa, la crisi degli affitti, non coinvolge solo gli studenti o i giovani lavoratori, ma anche gli anziani in pensione. E la storia di Carmelo, 71enne, ne è la testimonianza.

Gli affitti di Milano sono un problema anche per i pensionati

«Carmelo sta per compiere 71 anni e da settimane attende il giorno in cui la polizia verrà a portarlo via da casa sua. Assieme a lui, un gruppo di famiglie di anziani sarà sfrattato dagli appartamenti in via Dardanoni 10, in cui ha vissuto per quasi due decenni. La decisione è stata presa dalla nuova proprietà, che si è aggiudicata gli appartamenti all’asta giudiziaria dopo il fallimento della precedente società proprietaria», scrive lo staff di Vdnews in un post su Instagram. Carmelo sarebbe dovuto essere sfrattato il 17 ottobre, ma la data è stata rimandata al 4 novembre.

«Milano sta mangiando i propri figli, sta mangiando chi l’ha fatta diventare così com’è. Questa non è riqualificazione, questo è deportare i ceti più deboli e far posto a quelli più abbietti, perché chi può permettersi di pagare un affitto qua?», ha detto il 71enne alla redazione. «Queste persone servono per far funzionare questa città, però poi la notte dovrebbero scomparire. Non so dove, forse nelle fogne, per poi riemergere al mattino, mandarla avanti e poi non farsi vedere».

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Carmelo parla anche delle persone che lavorano a Milano e poi sono costrette ad andarsene perché non trovano un affitto, e anche di quelle che ci hanno vissuto e che sono costrette ad andarsene perché non possono permettersi l’affitto, e fra questi anche il 71enne che percepisce una pensione troppo bassa. «Ti trovi con il morale sotto i tacchi in questi momenti, però c’è la voglia di reagire e di opporsi a questo. Mi ha fatto piacere vedere gli studenti lottare e quindi sono delle cose che ti danno speranza».

L’uomo dice che lui non vorrebbe andarsene da Milano, nella città dove ha vissuto per gran parte della sua vita, vuole essere lui, eventualmente, a decidere quando farlo. Ma adesso si sente come se lo stessero «buttando fuori». Carmelo sta cercando anche un’alternativa accessibile, ma la situazione è abbastanza tragica. Come sottolinea l’attività Tomaso Greco, «più della metà di uno stipendio medio viene spesa per l’affitto. Nello specifico, vivere in un monolocale fuori dal centro peserebbe sullo stipendio medio il 51,6%. In confronto, una persona che vive a Parigi spende appena il 35,6%, a Berlino il 25,6%, ad Amsterdam il 37,3%».

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