Il problema dei gruppi di Telegram: cosa si prova a essere carne da macello

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Non sentirete le solite notizie in questo articolo, più che altro, abbiamo già scritto di come quei canali su Telegram siano ancora vivi e vegeti e che, ogni tanto, tornino a fare scalpore come se per un periodo se ne andassero e poi tornassero. Ma io voglio che in questi articolo, parliamo di come le vittime, perché, purtroppo sì, in questo caso ci sono delle vittime la cui vita viene rovinata per sempre per colpa di viscidi omuncoli che si preoccupano solo di eiaculare, vivono la loro esistenza.

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Non voglio dare la colpa. Non dirò qualcosa come è colpa di chi li crea o, come purtroppo qualcuno ha scritto, è colpa delle ragazzine. Davvero è così importante dare la colpa a qualcuno? Ci fa sentire meglio dare la colpa a qualcuno? O vogliamo provare ad agire e cercare di salvare le ragazze e le bambine? Perché, flash news, io su uno di quei gruppi sono entrata e stavo per vomitare. C’erano bambine. C’erano bambine, c’erano ragazze, c’erano fidanzate, c’erano persino figlie e sorelle. C’erano ragazze sessualizzate da sconosciuti o persone di cui si fidano.

Sono entrata in uno di quei gruppi su Telegram e ho davvero visto la feccia umana, un letamaio dove davvero sembrava si facesse a gara per chi fosse il più viscido. Qualcuno si offriva di commentare ragazze, anche non nude. Commentare, si intende, insultare e degradare. Vi spiego come funziona: un uomo ripugnante X invia la foto di qualcuno, in genere che conosce, e l’uomo ripugnante Y la degrada. Entrambi ci godono, l’unica che non ne giova è la ragazza ignara di essere circondata da luridi uomini.

E sapete chi è l’unico che può far qualcosa? Oh no, non la polizia postale. Con tutto il rispetto per le autorità, ma basta leggere le FAQ e il regolamento di Telegram per sapere che, a meno che siano così stupidi da utilizzare il proprio nome e cognome o numero di telefono (o altri errori da dilettanti), è impossibile trovare un utente di quei gruppi, o meglio ancora il pesce grosso che vi sta dietro. L’unico che potrebbe intervenire è Telegram, smettendola di proteggere i membri che umiliano le ragazzine. Perderebbero utenti? Certamente. Ma salverebbero la vita di tantissime ragazze.

Cosa significa essere una vittima dei gruppi di Telegram

Tu vivi la tua vita tranquillamente. Un giorno poi ti svegli e una tua conoscenza, qualcuno che ti vuole bene, ti avvisa che una foto che hai pubblicato sul tuo profilo è finita in uno di quei gruppi su Telegram di cui tutti, ogni tot settimane, parlano. E no, non vi azzardate a pensare: ma che foto era? Perché non importa, è irrilevante. Poteva essere una foto del volto, poteva essere una foto vestita, una foto in intimo, in costume, con la linguaccia o sorridendo: chi diamine ti ha dato il permesso di postarmi giusto per fare il fighetto in mezzo a un branco di decerebrati?

Un giorno ti svegli e vieni a scoprire che quelle foto o quei video che magari un tempo erano privati, o che erano pubblici ma che lo erano sul tuo OnlyFans o sul tuo profilo, adesso sono carne da macello, e tu ti cominci a sentire davvero così. Divorata, vuota, una vittima. E non provate neanche a dire cose come: e ma allora perché le postavi o le avevi? Volevi solo attenzioni o cattiverie del genere. Perché finché non vi trovate a vivere una situazione del genere, dovete solo tacere. Ma visto che, ne sono sicura, non lo farete, proviamo a spiegarvi cosa significa.

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Facciamo un esempio, vi va? Un giorno create una ricetta. È buonissima, ne andate molto fieri. Tuttavia, decidete di condividerla solo con pochi, con le persone di cui vi fidate, o magari con le persone che vi pagano. Non volete che altri ci lucrino sopra. Insomma, in fin dei conti, è il vostro frutto. Tuttavia, un altro giorno, venite derubati, e qualcuno decide di cucinare quella ricetta, che fa il giro del mondo e in men che non si dica tutti la mangiano e ne parlano, anche se era vostra e voi volevate farla restare tale. E invece un ladro ve l’ha portata via, e ci ha persino guadagnato.

Per non parlare poi di quelli che la scambiano su un gruppo su Telegram. Voi ci tenevate tanto, ne andavate tanto fieri, e poi all’improvviso un uomo spregevole ve l’ha portata via e la usa come scambio per ottenere altre ricette segrete di altre donne che, purtroppo, non riescono e non possono reagire in alcun modo. Immaginate come vi sentireste se, qualcosa a cui tenete tanto, venisse oggettivizzata da persone sconosciute a cui non importa niente di quella ricetta. Che vogliono solo… mangiare. Ora vi è più chiaro?

Essere una vittima di quei canali su Telegram significa svegliarsi con l’ansia, svegliarsi con il timore che qualcuno che conoscete li scopra, vivere con la consapevolezza di non poter agire in alcun modo. Sì, segnaliamo, vengono buttati giù e poi li ricreano. Il revenge porn è un reato in Italia eppure non puoi punire qualcuno che non lascia traccia. Altre foto su quei canali sono solo foto di Instagram, semplicissime, che tu hai postato perché ti piacevi e adesso invece vengono, e vieni, degradate, ridotta a un misero pezzo di carne.

Dov’è la libertà?

Ci dicono sempre siete libere ormai potete fare quello che volete o ancora non c’è bisogno del femminismo. Ma, perdonatemi, con che coraggio? Con che coraggio osate dire che adesso non abbiamo bisogno del femminismo se letteralmente esistono dei gruppi in cui le donne (perché ci sono solo foto di donne o bambine in quei gruppi!) vengono degradate in quel modo? Come potete dirlo se non posso postare una foto senza aver paura che qualcuno decida di inviarla al suo gruppo di idioti?

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Se sono libera come dici, perché allora non posso indossare una minigonna e postarla sui social senza poi «dover accettare le conseguenze»? Come faccio a sentirmi al sicuro se persino dopo che ci sono le prove che qualcuno mi ha molestata, che sia su Telegram o nella vita reale, tu mi chiedi cosa ho fatto e perché l’ho fatto, cercando di far intendere che, in fin dei conti, avrei potuto evitarlo se solo «non avessi indossato/postato quella minigonna»?

È divertente poi come in questo modo facciano solo intendere che gli uomini siano alla pari degli animali, incapaci di controllare i propri istinti sessuali, come se non avessero il libero arbitrio e non potessero decidere di non mandare quella foto sui gruppi su Telegram, di non salvarla, di non stuprare, di non denigrare, di non insultare, di non cercare di far sentire in tutti i modi possibili la donna come se fosse solo carne da macello (e adesso me li aspetto quelli che diranno «ah no? La donna non è carne da macello?», complimenti per il senso dell’umorismo, sarai sicuramente quello simpatico della famiglia, anche perché sicuramente non sarai quello intelligente).

La chiudo qui, la chiudo qui perché mi sono stancata. Perché sono esausta di come, nel 2021, su gruppi su Telegram ma anche su altri social, essere donna sia dannatamente difficile. Ci venite a dire che adesso abbiamo più diritti degli uomini e che non dobbiamo lamentarci per tutto ma a me non sembra proprio che ci siano donne che hanno dei canali su Telegram in cui si scambiano foto e video di uomini, o di minorenni.

E non vi azzardate a dire stai generalizzandoanche le donne violentano. Sì, lo sappiamo Sherlock Holmes, lo schifo umano non si limita solo al genere maschile, e non si limita su Telegram. Ma non è una gara a chi è più sessualizzato, molestato, degradato. Se non sei uno di quegli uomini viscidi, allora sei solo un brav’uomo, non hai bisogno di sottolineare che non tutti gli uomini sono così.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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