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World Mental Health: 1 persona su 8 soffre di disturbi mentali

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha postato la settimana scorsa la più ampia rassegna sulla salute mentale mondiale dall’inizio del secolo. Ci si è resi conto che oggi a soffrire di disturbi mentali è una persona su otto, una stima molto preoccupante che fa comprendere come anche il Covid-19 abbia influito molto gravemente sulla salute psicologica della popolazione. In Italia, ricordiamolo, abbiamo avuto prima il bonus monopattino del bonus psicologo.

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Vi abbiamo già parlato una volta dei profili Instagram sul body positivity da seguire su Instagram, così come vi abbiamo fatto scoprire il #freethepimple, per andare contro le modifiche che non mostrano la pelle per com’è. È normale avere la cellulite, è normale avere dei brufoli sulla pelle, come è anche normale avere dei giorni in cui si ha più fame di altri. Il cibo non è qualcosa che dovete meritarvi ma è qualcosa che vi serve per vivere. In merito a ciò, potrebbero interessarvi: Giornata contro i disturbi del comportamento alimentare: che film vedere e Ambra Angiolini parla dei disturbi alimentari.

«La salute mentale è di fondamentale importanza per tutti, ovunque. In tutto il mondo i bisogni di salute mentale sono elevati ma le risposte sono insufficienti e inadeguate. Il “rapporto mondiale sulla salute mentale: trasformare la salute mentale per tutti” è progettato per ispirare e informare una migliore salute mentale per tutti, ovunque. Basandosi sulle ultime prove disponibili, mostrando esempi di buone pratiche da tutto il mondo e dando voce all’esperienza vissuta dalle persone, mette in evidenza perché e dove il cambiamento è più necessario e come può essere realizzato al meglio», leggiamo nella panoramica del rapporto.

Leggiamo ancora: «la maggior parte delle società e la maggior parte dei sistemi sanitari e sociali trascurano la salute mentale e non forniscono l’assistenza e il sostegno di cui le persone hanno bisogno e meritano. Il risultato è che milioni di persone in tutto il mondo soffrono in silenzio, subiscono violazioni dei diritti umani o sono negativamente colpite nella loro vita quotidiana», e l’Italia purtroppo non è esentata. Tantissime persone soffrono ma non hanno il coraggio o la forza di parlare con qualcuno, e troppe volte finisce in tragedia.

Salute mentale: cosa dice il rapporto

Nel 2019 sono state quasi un miliardo le persone, di cui il 14% adolescenti, che hanno vissuto con un disturbo mentale. Il 58% delle persone suicidate avevano meno di 50 anni, e non solo. «Le persone con gravi condizioni di salute mentale muoiono in media da 10 a 20 anni prima rispetto alla popolazione generale, principalmente a causa di malattie fisiche prevenibili», e le principali cause di depressione sono l’abuso sessuale infantile e il bullismo. Nel primo anno della pandemia, poi, l’ansia e la depressione sono aumentate più del 25%.

«In tutti i paesi, sono i più poveri e svantaggiati della società quelli che sono maggiormente a rischio di malattie mentali e che hanno anche meno probabilità di ricevere servizi adeguati», leggiamo nel report. E anche prima della pandemia, «solo una piccola parte delle persone bisognose aveva accesso a un’assistenza sanitaria mentale efficace, economica e di qualità». Viene anche riportato un esempio: il 71% delle persone con psicosi nel mondo non riceve dei servizi di di salute psicologica. Mentre il 70% delle persone in paesi con alto reddito sono curate, solo il 12% di quelle nei paesi a basso reddito viene seguita.

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Diverso è per la depressione: «anche nei paesi ad alto reddito, solo un terzo delle persone depresse riceve un’assistenza sanitaria mentale formale e si stima che un trattamento minimamente adeguato per la depressione vada dal 23% nelle persone ad alto rischio». Il rapporto dell’OMS evidenzia dove e perché è necessario fare dei cambiamenti, e come farlo al meglio. Secondo i ricercatori, con il Covid-19 la situazione è peggiorata per lo stress per il contagio, per le restrizioni, per l’insicurezza finanziaria e dobbiamo continuare?

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I più deboli sono i ragazzi della generazione Z, d’altronde è quella generazione che al momento non ha troppe certezze sul proprio futuro. Ad esempio, il gender gap, l’università con professori sadici, i salari al limite dello sfruttamento, l’ansia del non essere al passo del tempi, la violenza di genere e sessuale, le discriminazioni… Parliamo adesso anche della guerra in Ucraina che ha turbato tantissime persone. La situazione non è sicuramente delle migliori.

«La vita di tutti tocca qualcuno con una condizione di salute mentale. Una buona salute mentale si traduce in una buona salute fisica e questo nuovo rapporto rappresenta un argomento convincente per il cambiamento. I legami inestricabili tra salute mentale e salute pubblica, diritti umani e sviluppo socioeconomico significano che la trasformazione delle politiche e delle pratiche in materia di salute mentale può offrire vantaggi reali e sostanziali per gli individui, le comunità e i paesi di tutto il mondo. L’investimento nella salute mentale è un investimento per una vita e un futuro migliori per tutti», ha detto il direttore generale dell’OMS, il dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus.

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Una testimonianza nel report

Dévora Kestel, Direttore del Dipartimento per la Salute Mentale e l’Uso di Sostanze dell’OMS ha chiesto il cambiamento: «ogni paese ha ampie opportunità di compiere progressi significativi verso una migliore salute mentale per la sua popolazione. Che si tratti di sviluppare politiche e leggi più forti sulla salute mentale, coprire la salute mentale nei regimi assicurativi, sviluppare o rafforzare i servizi di salute mentale della comunità o integrare la salute mentale nell’assistenza sanitaria generale, nelle scuole e nelle carceri, i numerosi esempi in questo rapporto mostrano che i cambiamenti strategici possono apportare una grande differenza».

Infine, si propongono 3 percorsi di trasformazione che si concentrano sul cambiamento degli atteggiamenti nei confronti della salute mentale, sull’affrontare i rischi per la salute mentale e sul rafforzamento dei sistemi di cura per la salute mentale: 1) Approfondire il valore e l’impegno che diamo alla salute mentale; 2) Rimodellare gli ambienti che influenzano la salute mentale, comprese le case, le comunità, le scuole, i luoghi di lavoro, i servizi sanitari, gli ambienti naturali; 3) Rafforzare l’assistenza sanitaria mentale cambiando dove, come e da chi viene fornita e ricevuta l’assistenza sanitaria mentale.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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