Ambra Angiolini parla dei disturbi alimentari

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Due giorni fa è stata la giornata contro i disturbi alimentari (e per l’occasione vi abbiamo consigliato alcuni film da guardare), oggi invece vi parliamo della testimonianza di Ambra Angiolini, attrice famosa ma che per anni, per la bellezza di quindici anni, ha sofferto del disturbo alimentare della bulimia, ma che soprattutto si è sentita oppressa dal concetto di bellezza pensato dal sistema che ci vuole tutte magre, con la pelle liscia, un bel sedere e dei capelli luminosi. Tuttavia, non doppiamo lasciare che l’opinione della società su di noi ci schiacci o, peggio, uccida.

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Ambra Angiolini

Troppo magra, troppo grossa, le cosce non devono toccarsi, voglio vedere le ossa, le ossa solo ai cani, il seno deve essere più piccolo, il sedere è meglio tondo, la vita deve essere stretta e le caviglie sottili, ma mangi?, davvero riesci a mangiarlo tutto?, mangia che sei troppo magra, se mangi così tanto non dimagrirai mai. Sono solo alcune delle parole che le persone (uomini e donne, sia chiaro, i disturbi alimentari non hanno sesso) si sentono dire ogni giorno. Sono queste le parole che, a loro volta, si ripeteranno ogni mattina quando si guarderanno allo specchio.

Sottolineiamo, anche in questo articolo, che  i disturbi alimentari non sono solamente dei corpi troppo magri, o dei corpi troppo in carne. Anche una ragazza che passa in pochissimo tempo da un peso a un altro, semplicemente decidendo di non mangiare, soffre di un disturbo alimentare. Perché i disturbi alimentari possono tormentare anche la ragazza, o il ragazzo, sfatiamo anche il mito secondo cui solo le ragazze ne soffrano, che vi sembra più in salute, quella che magari semplicemente non ha fame o ha già mangiato.

I disturbi alimentari sono dei demoni che molte volte ti porti accanto per tutta la vita. Perché anche quando pensi di stare bene, anche quando ti senti in pace con il tuo corpo e anche con te stessa, quando finirai un pasto continuerai a pensare ma non ho mangiato troppo? Devi combattere, combattere e combattere, per comprendere che il cibo non è un nemico e soprattutto non è una cosa che ti devi meritare. Se ti va un po’ di cioccolato, non devi per forza allenarti per meritarlo. Il cibo ti aiuta a sopravvivere e a essere felice, non è un premio.

La tua vittoria sarà quando riuscirai a guardarti allo specchio e non vedere solo dei difetti. Quando riuscirai a mangiare in mezzo alla gente senza pensare che ti giudicheranno. Quando taglierai i ponti con la bilancia perché un numero, quel numero che volevi sempre più basso, non rappresenta la tua felicità. Tu sei la tua felicità. Il tuo corpo in salute lo è. Un piatto di pasta finito senza sensi di colpa. Il tuo futuro. La tua vita.

Ambra Angiolini parla dei disturbi alimentari

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Ambra Angiolini

Il occasione della Giornata Nazionale del ‘Fiocchetto Lilla’ dedicata alla lotta ai disturbi del comportamento alimentare Ambra Angiolini ha parlato in un’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale della Lombardia e svoltasi a Palazzo Pirelli, a distanza dall’approvazione della legge regionale per la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari, che durante la pandemia ha causato ancora più vittime. I casi sono aumentati del 40% e l’età dei pazienti si è abbassata a 12 anni. 12 anni si è ancora delle bambine.

«I sentimenti hanno numeri importanti. Io sono stata bulimica per 15 anni, quindi tantissimo tempo. Sono qua, ne sono uscita, diciamo. Resto bulimica però, resto bulimica nell’anima, nel modo di amare. Resto bulimica perché oggi ha un senso diverso da quello che vivevo prima, quando la malattia aveva preso il sopravvento e quando mi faceva muovere gamba e braccia», ha detto Ambra Angiolini, parlando con il cuore in mano di una sua debolezza.

Continua: «Noi ci chiudiamo pensando di essere quelle sbagliate. Per il mondo non andiamo bene perché piangiamo troppo, perché sentiamo tanto il dolore degli altri. Ma a teatro se io non fossi quella che sono, se non fosse per la mia sensibilità, non trasmetterei vibrazioni. Il corpo perfetto non è quello che si vede, ma quello che si sente». Ambra Angiolini ha raccontato anche di una sua esperienza personale: «Una volta mia madre mi ha lasciato, all’altezza giusta del water, un bigliettino dove c’era scritto che io andavo bene così. Da quel momento ho capito che dovevo cambiare qualcosa. Lei si era immedesimata in me e ha capito perfettamente di cosa avessi bisogno: accettarmi così come ero».

«La storia di ognuna di loro è la storia di tutte. Oggi ho vissuto la mia storia attraverso le parole di molte di loro. Tutte chiedono scusa al loro corpo, ma non sanno che stanno facendo una durissima battaglia per proteggerlo. Ne sono inconsapevoli e io ho cercato di ricordargli che mai braccia, gambe, testa e cuore sono stati forti come loro organi come in questo momento. Anche se continuano a chiedere scusa, in realtà stanno facendo di tutto per difendere il loro corpo e non vederlo morire».

Ambra Angiolini
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Ambra Angiolini

Ha poi sottolineato che «i disturbi del comportamento alimentare non sono una ricerca di attenzione», e che «chi ne soffre vuole fuggire dalle attenzioni degli altri. Lo dico da ex bulimica: quando un adolescente inizia a chiudersi in sé, da genitore è difficile capire cosa sta succedendo. È per questo che serve più attenzione e cura, ma soprattutto gesti di amore come un bigliettino». Ambra Angiolini ha anche detto che nella regione Lombardia «riceviamo tante richieste. Finora la Lombardia si sta impegnando, ma vorremmo che questo modello sia esteso a tutta l’Italia».

La Lombardia infatti «è stata la prima ad adottare una legge regionale per la prevenzione e la cura dei disturbi alimentari», ha detto la vice presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche sociali Simona Tironi. L’associazione ha raccolto più di 28mila euro con il progetto della mostra fotografica Ri-scatti. Fino a farmi scomparire esposta lo scorso ottobre al Pac-Padiglione di Arte Contemporanea di Milano e, a questi, verranno implementati gli interventi clinici psicologici specificatamente rivolti a ragazzi con esordio recente di malattia, al fine di implementare le cure e prevenire l’aggravio della patologia.

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