Denise Pipitone: ultime notizie, l’anonimo scrive a Chi l’ha visto


Continuano le indagini riguardo alla scomparsa di Denise Pipitone, ma giorno dopo giorno ci avviciniamo sempre di più alla verità, a quello che è successo quel primo settembre 2004, quando la piccola, ai tempi di 4 anni, è stata prelevata mentre giocava di fronte casa di sua nonna. Mercoledì scorso l’avvocato Frazzitta ha avvisato durante l’episodio di Chi l’ha visto di aver ricevuto una lettera anonima con dei dettagli importanti, e adesso quest’anonimo ha scritto anche alla redazione del programma Rai. Domani sapremo tutto. Intanto leggiamo le ultime dichiarazioni.

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Denise Pipitone

Chi sta seguendo il caso, non fa che parlare d’altro da quasi una settimana: la lettera anonima sembra aver rivoluzionato le indagini, o meglio sembra aver riaperto una pista che, persino Piera, Piero e l’avvocato, avevano dimenticato. Tuttavia, non si sa molto, e anche dopo la diretta non sono stati fatti nomi (se non quelli di Anna Corona e Jessica Pulizzi, che sembrano non essere coinvolte fra i nomi citati nella missiva), ma l’avvocato ha sottolineato che si trova tutto nell’ambito familiare.

Il caso di Denise Pipitone è tornato sulla bocca di tutti, dai social, ai programmi televisivi, da quando Olesya, una ventenne russa alla ricerca della sua mamma, ha contattato un programma russo. E subito la ragazza ci è sembrata la nostra Denise, scomparsa da 17 anni. Tuttavia, il gruppo sanguigno non coincideva con quello della bambina, per cui la storia si è chiusa in quel momento. O così si pensava. Perché qualche settimana dopo siamo stati avvisati della riapertura delle indagini sulla scomparsa della bambina, anche in seguito a tutti gli errori che sono stati fatti nel primo periodo.

La mamma Piera Maggio e il papà Pietro Pulizzi, comunque, non smettono di aspettare il ritorno a casa della piccola, ormai quasi 21enne, cercando di fare luce su quel che le è successo quel primo settembre 2004, quando è scomparsa nel nulla mentre giocava davanti casa della nonna. Al fianco di Piera e Pietro, c’è sempre l’avvocato Giacomo Frazzitta, pronto a fare giustizia a tutta la sofferenza a cui la famiglia è stata sottoposta, ma anche pronto a rispondere a chiunque attacchi Piera Maggio.

Le dichiarazioni della Pm Angioni

Partiamo dalle dichiarazioni di Maria Angioni, ex pm del caso di Denise Pipitone, che ha rilasciato delle ipotesi durante la diretta di Mattina Cinque, delle ipotesi che ci hanno sconvolto e che aprono una nuova pista. «L’idea che ho maturato e che nel rapimento della bambina ci siano stati due gruppi di persone: quelle cattive e quelle buone», ha detto, ricordando le indagini di qualche anno fa e quindi esponendo il ragionamento a cui era arrivata.

«Quando ho lavorato a Marsala, c’erano sempre diverse persone sulla strada che sembravano lì a far niente ma dopo un po’ ho capito che erano sentinelle, non necessariamente della mafia, ma sentinelle di qualcosa che non è lo Stato. Mi sono detta che ci saranno state anche a Mazara del Vallo e che qualcuno non può che aver visto alcune scene del rapimento di Denise», ha continuato. Che sia proprio una di queste sentinelle l’anonimo della lettera?

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Denise Pipitone

Secondo la pm Angioni, poi, «se questa bambina è stata presa da persone mosse da passione, da rabbia, da odio è possibile che ci siano state sentinelle che hanno mandato il messaggio ad altre persone che volevano bene alla bambina e che sono intervenute in un secondo momento, prelevandola e portandola via, perché la bambina era in pericolo, perché così com’era stata presa quel giorno, poteva anche essere presa in un momento successivo». Centrerebbero quindi due famiglie, chiamiamole così. Un gruppo avrebbe rapito la bambina per farle del male, e l’altro per salvarla.

Solo in questo modo la pm «si spiega perché c’era tanta gente sospetta. Tutti naturalmente hanno agito cercando probabilmente di prendere in giro gli inquirenti, sia quelli che l’hanno rapita per farle del male, sia quelli che li hanno bloccati e l’hanno presa e portata lontano, in modo che nessuno potesse farle del male. Ecco, solo così, con una ricostruzione complessa, si spiega perché ci fosse tanta gente che ha tenuto comportamenti che fanno pensare un inquirente: non erano comportamenti cristallini». È comunque un’ipotesi che ci piace, perché implica che Denise Pipitone stia bene e sia viva.

In ogni caso, quest’ipotesi della pm Angioni andrebbe anche d’accordo con delle vecchie intercettazioni. Tutti ricordiamo l’intercettazione sul motorino di Jessica Pulizzi, in cui sentiamo qualcosa parlare di Denise. Una di queste persone è al 60% un familiare della bambina, su cui però non si è indagato. In questa chiamata si sente una voce non identificata che dice di prendere Denise. «Ma Peppe che ti ha detto dove la dove portare?», si ribatte. «Fuori», e l’intercettazione finisce lì.

L’ipotesi è quindi che una famiglia, senza far nomi, volesse far del male a Denise Pipitone, volesse ucciderla, tuttavia un’altra famiglia ha voluto proteggerla. Per fare questo però, c’è stato un accordo, chiamiamolo così. La bambina non sarebbe stata uccisa, ma di lei non si sarebbero più dovute avere tracce, per cui sarebbe come morta.

L’anonimo scrive a Chi l’ha visto

Prima di passare alla notizia importante, vi riportiamo anche l’ipotesi di Alberto Di Pisa, ex procuratore di Marsala, che ricostruisce, insieme a Federica Panicucci, quello che secondo lui è successo il primo settembre 2004 a Denise Pipitone. La pista che illustra è anche avvalorata dal fatto che lui sia convinto al 90% che la bambina di Milano, Danas, sia proprio la nostra Denise, sia per l’aspetto, sia per il graffio, che per l’accento di Mazara del Vallo:

«Intanto partiamo dalla famosa intercettazione che ha luogo al commissariato di pubblica sicurezza di Mazara del Vallo fra Anna Corona e la figlia Jessica la quale dice alla madre “a casa l’ho portata” e questo induce a ritenere che l’abbia prelevata e l’abbia portata a casa di qualcuno che non è stato possibile identificare. E’ poi verosimile che questo qualcuno l’abbia a sua volta consegnata ad altri soggetti e quindi con un ulteriore passaggio la bambina sia stata consegnata a mio avviso a un accampamento di zingari rom che in quel momento si trovavano a Mazara del Vallo e che si allontanano immediatamente dopo il rapimento».

Due ore fa Chi l’ha visto ha annunciato che l’anonimo che ha anche scritto all’avvocato Frazzitta mercoledì scorso, ha anche scritto alla redazione, ma non sappiamo quando. Il legale di Piera Maggio, nella diretta di domenica con Milo Infante, aveva dichiarato che la puntata di mercoledì sarà molto, molto importante e verranno rilasciati diversi dettagli, senza dare però ulteriori indizi. L’avvocato si riferiva a questa grande novità, o invece ce ne sono anche altre?

«Sono 17 anni che so, non ho parlato prima per paura…», scrive Chi l’ha visto su Twitter, riportando le parole dell’anonimo che è «sicurissimo al cento per cento di quello che ho visto»: ma cosa ha visto? Lo verremo a sapere nel corso della puntata o è un dettaglio che resterà privato per preservare le indagini (e comunque non sarebbe un male per la salvezza della bambina)? Non ci resta che attendere domani, con tanta ansia.

La storia di Denise Pipitone

Vi invito a visitare il sito ufficiale creato dalla famiglia di Denise Pipitone per informarvi meglio su questa storia. Noi cercheremo di riassumere, toccando però tutti i punti fondamentali. Era il primo settembre 2004, una bella giornata in Sicilia e la piccola Denise di quattro anni giocava nel giardino con la sua cuginetta. In quella strada abita anche una zia, che la vede correre verso casa alle 11.45 circa. Ma Denise Pipitone a casa non è mai tornata. Da quel momento, iniziano le ricerche.

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Denise Pipitone

Un mese e mezzo dopo la sua scomparsa, Denise Pipitone è avvistata a Milano con un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambine. La donna parla una lingua straniera, mentre la bambina italiano, come si vede da un video registrato da una guardia giurata che intanto avverte le autorità che purtroppo arrivano troppo tardi. I carabinieri sono convinti che quella fosse proprio Denise Pipitone.

Da quell’ottobre 2004, nonostante i tanti appelli della madre, i presunti avvistamenti (insieme anche a molte persone che pensano di essere la piccola siciliana, tra cui Olesya) che non hanno mai portato a nulla, la mamma di Denise Pipitone, Piera Maggio, non ha mai perso le speranze, e noi ci auguriamo che prima o poi potrà abbracciare nuovamente sua figlia, e soprattutto avere la giustizia che merita.

A maggio 2021 la Procura di Marsala ha deciso di riaprire il caso di Denise Pipitone, scomparsa all’età di 4 anni proprio a causa degli ipotetici errori che ci sono stati nel corso degli anni, insieme a tutti gli ipotetici depistaggi. Al momento le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone sono ancora in corso e, dopo 17 anni, è stata perquisita la casa in cui un tempo abitava Anna Corona. Mercoledì 12 maggio l’avvocato Frazzitta, che si occupa del caso, riceve una lettera anonima in cui vengono svelati degli importanti dettagli per l’indagine.

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