Denise, terzo episodio della docuserie: il caso che dovrebbe far vergognare l’Italia intera

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Se nel primo episodio di Denise, la docuserie dedicata al sequestro di Denise Pipitone, ci siamo commossi a sentire le parole di Kevin e Piera, scoprendo le prime ore della scomparsa della piccola, se nel secondo ci siamo arrabbiati per come sono state condotte sin dal principio le indagini, nel terzo viviamo un mix di queste emozioni, in quanto ci rendiamo conto che, alla fine dei conti, questa bambina la stanno cercando solo Piera Maggio, Pietro Pulizzi e l’avvocato Frazzitta.

Perché ascoltare alcune dichiarazioni in un’aula di tribunale, e vedere comunque assolte delle persone, ci fa vergognare di essere italiani.

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Facciamo il nostro solito recap. Prima di parlare di questa novità di cui ancora non si sa tanto, voglio ricordarvi che qualche mese fa è stato pubblicato l’age progression di Denise Pipitone aggiornato al 2021, e potrebbe essere davvero utile per cercare l’oggi 21enne in quanto è diverso da come tutti ce la siamo sempre immaginata (molto simile alla mamma, invece nella locandina la vediamo anche molto simile al padre, Piero Pulizzi). Piera Maggio invita a condividerla quanto più possibile, senza ritagliarla o modificarla:

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Denise Pipitone

Il caso di Denise Pipitone è tornato sulla bocca di tutti, dai social ai programmi televisivi, da quando Olesya, una ventenne russa alla ricerca della sua mamma, ha contattato un programma russo. E subito la ragazza ci è sembrata la nostra Denise, scomparsa da 17 anni. Tuttavia, il gruppo sanguigno non coincideva con quello della bambina, per cui la storia si è chiusa in quel momento. O così si pensava. Perché qualche settimana dopo siamo stati avvisati della riapertura delle indagini sulla scomparsa della bambina, anche in seguito a tutti gli errori che sono stati fatti nel primo periodo.

Le indagini sono state piene di depistaggi, di bugie, di cose che non tornano, di intercettazioni che non funzionano solo con le persone indagate e qualche mese fa durante una puntata di Chi l’ha visto ci abbiamo aggiunto anche la mafia. Ma la madre di Denise Pipitone, così come tantissime persone che da anni cercano giustizia, vorrebbero solo che la bambina tornasse finalmente fra le braccia della sua famiglia che, per tutti questi anni, non ha perso la speranza e continua ad aspettarla.

Ogni giorno ci sembra di essere più vicini alla verità ma allo stesso tempo non ci vogliamo illudere, e quindi non ci resta che, ancora, inesorabilmente, aspettare.

Negli ultimi mesi abbiamo seguito con tanto interesse non solo le indagini riaperte ma anche le vecchie intercettazioni che non sono minimamente state prese in considerazioni all’epoca dei fatti. Abbiamo visto come il signor Battista Della Chiave non è stato minimamente ascoltato, con un’interprete ancora troppo inesperta che non è riuscita a comprendere quello che l’uomo davvero volesse dire. Oggi Denise Pipitone non è ancora a casa, ma speriamo che questa sia solo una situazione temporanea.

Qualche mese fa, l’avvocato Frazzitta ha esposto le motivazioni per cui il caso non deve essere archiviato, soprattutto in seguito alle ultime intercettazioni, ma a quanto pare non è servito a nulla.

Vi ricordiamo anche che prima che la commissione d’inchiesta sulle indagini fosse accettata, Italia Viva, partito di Matteo Renzi, ha fatto ostruzionismo decidendo di ricattare i colleghi. Igor Iezzi, in diretta con Milo Infante su Ore14, ha fatto sapere che lui è «rimasto stupito dal tono di questi emendamenti. Il problema è che posso capire l’esigenza di allargare il campo d’azione della commissione, partire da Denise Pipitone per poi allargare sul fenomeno». Tuttavia, per fortuna, non hanno avuto la meglio.

Poi, comunque, la commissione d’inchiesta è un testo ufficiale e vediamo per davvero la prima luce infondo al tunnel. «Una norma costituzionale prevede che si possa seguire questo iter e i deputati avranno tutti i poteri dell’autorità giudiziaria. Diciamo che è una forma di “avocazione”, di spostamento, dell’indagine a Roma. Noi confidiamo nella ricerca della verità, anche dopo 17 anni», disse l’avvocato Frazzitta e, adesso, finalmente, possiamo fare un countdown per il giorno in cui si saprà la verità, poiché c’è stato l’okay definitivo alla commissione affari costituzionali.

Tuttavia, il giorno sembra essere ancora lontano.

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Denise Pipitone: il terzo episodio è un pugno in faccia e uno sul cuore

Dividerò questo terzo episodio in più parti. In primis, le persone coinvolte nelle indagini e le intercettazioni, in cui citeremo ovviamente Jessica Pulizzi e Francesca Adamo. Ci sposteremo poi sulla matriarca, su Anna Corona e su come Ilaria Mura e Carmelo Abbate facciano di tutto per difendere e per farla vedere di buon occhio dal pubblico. Infine, impossibile non parlare di Piera Maggio, della donna che per diciassette anni non ha mai mollato, per colei che ha davvero sconfitto la bestia mediatica e l’unica che ha sofferto in questa situazione.

Colei che ha dovuto costruirsi una corazza ma che, allo stesso tempo, non ha temuto di far trasparire troppo le proprie emozioni. Una persona umana, forte e coraggiosa.

Le indagini e le sedute in aula

Arrabbiata. Non so come altro descrivermi. Ero al limite, pronta a chiudere lo schermo del computer perché mi rifiuto di accettare che un Giudice serio abbia accettato le giustificazioni di Jessica Pulizzi e il silenzio di Francesca Adamo. Quest’ultima, amica della Corona, per un bel po’ di tempo è stata nel silenzio nonostante sin dal principio gli occhi degli investigatori siano stati portati sull’amica.

Una perizia calligrafica, poi, ha svelato la verità al suo posto: Anna Corona, nel momento in cui Denise Pipitone veniva rapita, non era a lavoro. È l’Adamo ad aver messo l’orario di uscita per lei. Ma perché?

Tu, madre. Tu, donna. Tu, persona decente, non ti chiedi perché nell’esatto giorno in cui la figlia del suo ex marito avuta con un’altra moglie scompare, lei ti chiede di porre l’orario di uscita al posto suo? Poi, non sappiamo. Magari glielo ha chiesto, magari sa dove davvero è andata Anna Corona in quei minuti in cui non è stata a lavoro e non parla perché, semplicemente, ha la coscienza apposto. Si dice che sia a mangiare, ma nessuno l’ha effettivamente vista mangiare.

È facile dire “sto andando in biblioteca a studiare“, ma poi in realtà vai a un bar con le tue amiche e i tuoi genitori non lo sapranno finché non ti vedranno davvero.

Francesca Adamo in tribunale sembra esasperata. Sembra che si chieda il perché sia finita in questa situazione, ma allo stesso tempo non collabora in alcun modo. Dice di essere una madre anche lei e che quindi non avrebbe mai rapito una bambina, ma non dimentichiamo che gli assassini sono degli esseri umani esattamente come noi. Essere madre non ti rende automaticamente innocente (o colpevole, ovviamente, non vogliamo accusare nessuno, stiamo solo dando le nostre sincere opinioni).

Dice di essere una madre, ma non aiuta in alcun modo Piera Maggio, che la figlia, Denise Pipitone, l’ha persa da 17 anni. Lo dice in lacrime, lo dice urlando, come se fosse lei la vittima della situazione. Perché Anna Corona le ha chiesto di mettere la firma d’uscita al suo posto? Dov’era davvero? Rispondesse a queste domande.

E ora passiamo a Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise Pipitone. Jessica che era più che una ragazzina ma che non mostra la minima emozione. Sei indagata per il rapimento della tua sorellastra, una bambina di quattro anni, e ti dimostri impassibile, con nemmeno un cenno di ansia, di espressione. Carmelo Abbate nello scorso episodio ha giustificato il vandalismo di Jessica nei confronti di Piera Maggio con l’ansia e la sofferenza. Ma dove stanno quest’ansie e sofferenze in un viso impassibile?

In un viso (quello della piccola Denise Pipitone) che non ha neanche il coraggio di guardare la foto di una bambina? Ma comunque, alla faccia dell’intelligenza comune, della giustizia e anche della legge italiana, Jessica Pulizzi non viene accusata (ma non viene neanche ritenuta innocente, semplicemente non ci sono abbastanza prove per incriminarla) del sequestro di Denise Pipitone.

Con “alla faccia dell’intelligenza” non voglio portarvi a pensare che sia colpevole del rapimento di Denise Pipitone, ovviamente. Mi riferisco solo alle risposte che ha dato, alle giustificazioni che non convincono noi che siamo dei comuni cittadini, come potrebbero convincere un giudice? E invece, ce l’hanno fatta. Contestualizziamo.

Secondo i verbali, in quel momento Jessica si trova in motorino insieme a un’altra persona, un certo Fabrizio, che, dopo che Jessica afferma “io ammazzo tutti” dice: «Ce l’ammazzasti chidda?», ovvero «l’hai ammazzata quella?». Chi è quella? È stata la domanda che tutti ci siamo posti, anche dopo che la risposta è stata data in quanto aveva davvero del ridicolo.

Quella, secondo le parole di Jessica in tribunale, sono «delle galline», una delle quali lei avrebbe ucciso di peso scavalcando un muretto. L’avv. Frazzitta, però, fa notare delle incongruenze nelle tempistiche. I due si trovano in motorino, quindi l’ipotetico muretto lo avrebbero dovuto ancora scavalcare. Quindi in che senso Fabrizio chiede a Jessica se ha ucciso una delle galline se quelle galline ancora non le avevano neanche viste (non il quella giornata, almeno)?

Come può una persona con un cervello, una persona che ha studiato per anni, accettare una giustificazione del genere? Come può farsi andare bene una giustificazione del genere, in cui si indaga per il sequestro di una bambina di quattro anni? Come puoi pensare che quel chidda sia davvero una gallina e che quindi Jessica Pulizzi e Fabrizio vedano il futuro? Davvero, dobbiamo sperare in questa commissione d’inchiesta, perché se il caso di Denise Pipitone dovesse uscire fuori dall’Italia, diventeremmo lo zimbello d’Europa.

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Parole di Jessica Pulizzi, sorellastra di Denise Pipitone, che non ricorda come abbia fatto a prevedere il futuro

Anna Corona

Anna Corona è sempre impassibile, proprio come la figlia. Non un sorriso, non una lacrima, ma un cero accesso per Denise Pipitone, sì. Carmelo Abbate e Ilaria Mura ce la descrivono come una donna dal cuore d’oro che invece è stata descritta dai media come un mostro, ma a dire la verità non sono stati i media. Certo, i media, come al solito, ne approfittano, pur di fare qualche click in più. Lo abbiamo visto anche nello scorso episodio, quando hanno completamente decontestualizzato le parole di Kevin Pipitone.

Ma nel caso di Anna Corona, sono stati i suoi occhi impenetrabili e il modo in cui è sempre calma e tranquilla, come se sapesse di essere intoccabile (perché, siamo onesti, anche sapendo che tua figlia non è colpevole, dell’ansia e delle preoccupazioni devi averle, a meno che non sai di aver la spalle coperte), a non farla apprezzare dalla gente. È stata la storia, come anche i rapporti della sua famiglia.

Perché, ricordiamolo a Carmelo Abbate che forse se l’è dimenticato: la famiglia Corona proprio qualche mese fa è stata associata a quella di Messina Denaro. «Quando andavamo a ballare c’erano spesso delle retate, in discoteche o per risse o per poliziotti in borghese che vedeva l’estasi che girava tanto, ma la maggior parte delle volte in un modo o in un altro Claudio, insieme alle persone con cui era, compreso me, ci faceva alzare e andavamo via prima dell’arrivo della polizia», disse un anonimo pentito, chiamando “protezione vera e propria“, quella su Claudio Corona, fratello di Anna.

Lo stesso anonimo, di cui poi non si è più parlato, ha detto che Claudio avrebbe un’amicizia con niente di meno che Messina Denaro.

Ilaria Mura, invece, cerca di romanticizzare la dolce e innocente Anna Corona, parlando di come abbia cercato un rapporto con Piera Maggio per spiegarsi e riappacificarsi. Ma è la stessa madre di Denise Pipitone a smentirla subito: «CHIARIMENTO: Smentiamo categoricamente il fatto che racconta ILARIA MURA nella docu-serie. Anna Corona non si è MAI rivolta a noi, con questi toni buonisti, ne tantomeno per dialogare o altro. Fare intendere cose non vere. Facciamoci due conti…». D’altronde, Ilaria Mura è la stessa che ha avvisato un intercettato del calibro di Gaspare Ghaleb di essere intercettato, ha perso lievemente la credibilità.

Se Anna Corona vuole aiutare Piera Maggio, se vuole farlo davvero, può cominciare a dire la verità. Dove si trovava invece di essere a lavoro e perché proprio quel giorno ha chiesto all’amica di mentire per lei? Chi è la chidda (perché lei è molto intelligente, non potrà mica credere che chidda è una gallina!) di cui parla la figlia? E dov’era la figlia, considerando che non era in nessuno dei posti in cui ha detto di essere? La verità è quello che vuole Piera Maggio. Non delle scuse, non delle giustificazioni. La verità su che fine ha fatto Denise Pipitone.

Piera Maggio

Non mentiremo: quando Piera Maggio è andata in Marocco per controllare la segnalazione che aveva ricevuto (quella bambina in foto era davvero molto simile a Denise Pipitone, non posso neanche immaginare quanto sia stato brutto per lei), abbiamo pianto. Una mamma con una speranza che va in giro a cercare quella bambina, mostrando la foto. Le viene detto “è mia miglia” e già lì si spegne una luce, che poi diventa completamente buio nel momento in cui la vede. Non è la sua Denise, ma nonostante ciò le regala la bambola che aveva preso per lei che le regala un lungo abbraccio. Un lungo abbraccio che quella donna sta aspettando da più di 17 anni.

Ma non solo. Abbiamo visto anche i retroscena di una vicenda che abbiamo seguito in diretta proprio lo scorso anno, quando i giornali hanno fatto trapelare la notizia della polizia che stava cercando il cadavere di Denise Pipitone nel pozzo della casa dove un tempo viveva Anna Corona. Abbiamo visto la rabbia e la sofferenza di una madre che da 17 anni aspetta una notizia, la verità su quel che è successo e che probabilmente è anche pronta (per quanto una madre possa essere pronta a sentire una notizia del genere) a sentire della sua morte. Ma, qualsiasi sia la verità, la si può accettare, purché venga fatta giustizia.

L’episodio si conclude con una frase che ha messo i brividi un po’ a tutti. Perché molte persone, in particolare i leoni da tastiera, dicono sempre «secondo me è morta», «illudete solo la madre», «inutile cercarla ancora», e questi sono solo i più gentili. Ma Denise Pipitone, fino a prova contraria, va cercata viva e, anche se non fosse più fra noi, va comunque cercata la verità. Perché la giustizia è uguale per tutti e non può passare l’idea che se rapisci una bambina di 4 anni, puoi farla franca. «Loro sanno che Denise è morta», ha detto Piera. Delle parole che, dette da quella mamma coraggio, ci hanno fatto scendere una lacrima.

Alla prossima settimana. L’ultimo episodio della docuserie su Denise Pipitone è già in onda su Discovery Plus, ma noi seguiamo la programmazione del Nove, che lo trasmettere domenica alle 21.25, circa.

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Denise Pipitone

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