Denise Pipitone: Milo Infante parla della Commissione d’Inchiesta

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La Commissione d’Inchiesta è stata subito un raggio di sole alla fine di una lunga corsa in un buio tunnel, poiché significherebbe che finalmente Denise Pipitone potrebbe avere la giustizia che ogni cittadino del mondo merita. Tuttavia, ci sono diversi ostacoli che potrebbero vietare di arrivare alla fine di questo tunnel, ostacoli che priverebbero, ancora una volta, una famiglia al diritto di sapere la verità su quello che è successo alla propria figlia. In un video condiviso su Facebook, Milo Infante, giornalista che da anni si occupa di questo caso, ha fatto chiarezza e ci ha fatto sapere che in mattinata, potremmo avere importanti novità.

Facciamo il nostro solito recap. Prima di parlare di questa novità di cui ancora non si sa tanto, voglio ricordarvi che qualche mese fa è stato pubblicato l’age progression di Denise Pipitone aggiornato al 2021, e potrebbe essere davvero utile per cercare l’oggi 21enne in quanto è diverso da come tutti ce la siamo sempre immaginata (molto simile alla mamma, invece nella locandina la vediamo anche molto simile al padre, Piero Pulizzi). Piera Maggio invita a condividerla quanto più possibile, senza ritagliarla o modificarla:

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Il caso di Denise Pipitone è tornato sulla bocca di tutti, dai social ai programmi televisivi, da quando Olesya, una ventenne russa alla ricerca della sua mamma, ha contattato un programma russo. E subito la ragazza ci è sembrata la nostra Denise, scomparsa da 17 anni. Tuttavia, il gruppo sanguigno non coincideva con quello della bambina, per cui la storia si è chiusa in quel momento. O così si pensava. Perché qualche settimana dopo siamo stati avvisati della riapertura delle indagini sulla scomparsa della bambina, anche in seguito a tutti gli errori che sono stati fatti nel primo periodo.

Le indagini sono state piene di depistaggi, di bugie, di cose che non tornano, di intercettazioni che non funzionano solo con le persone indagate e qualche mese fa durante una puntata di Chi l’ha visto ci abbiamo aggiunto anche la mafia. Ma la madre di Denise Pipitone, così come tantissime persone che da anni cercano giustizia, vorrebbero solo che la bambina tornasse finalmente fra le braccia della sua famiglia che, per tutti questi anni, non ha perso la speranza e continua ad aspettarla. Ogni giorno ci sembra di essere più vicini alla verità ma allo stesso tempo non ci vogliamo illudere, e quindi non ci resta che, ancora, inesorabilmente, aspettare.

Negli ultimi mesi abbiamo seguito con tanto interesse non solo le indagini riaperte ma anche le vecchie intercettazioni che non sono minimamente state prese in considerazioni all’epoca dei fatti. Abbiamo visto come il signor Battista Della Chiave non è stato minimamente ascoltato, con un’interprete ancora troppo inesperta che non è riuscita a comprendere quello che l’uomo davvero volesse dire. Oggi Denise Pipitone non è ancora a casa, ma speriamo che questa sia solo una situazione temporanea. Qualche mese fa, l’avvocato Frazzitta ha esposto le motivazioni per cui il caso non deve essere archiviato, soprattutto in seguito alle ultime intercettazioni, ma a quanto pare non è servito a nulla.

Vi ricordiamo anche che prima che la commissione d’inchiesta sulle indagini fosse accettata, Italia Viva, partito di Matteo Renzi, ha fatto ostruzionismo decidendo di ricattare i colleghi. Igor Iezzi, in diretta con Milo Infante su Ore14, ha fatto sapere che lui è «rimasto stupito dal tono di questi emendamenti. Il problema è che posso capire l’esigenza di allargare il campo d’azione della commissione, partire da Denise Pipitone per poi allargare sul fenomeno». Tuttavia, per fortuna, non hanno avuto la meglio.

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Poi, comunque, la commissione d’inchiesta è un testo ufficiale e vediamo per davvero la prima luce infondo al tunnel. «Una norma costituzionale prevede che si possa seguire questo iter e i deputati avranno tutti i poteri dell’autorità giudiziaria. Diciamo che è una forma di “avocazione”, di spostamento, dell’indagine a Roma. Noi confidiamo nella ricerca della verità, anche dopo 17 anni», disse l’avvocato Frazzitta e, adesso, finalmente, possiamo fare un countdown per il giorno in cui si saprà la verità, poiché c’è stato l’okay definitivo alla commissione affari costituzionali. Tuttavia, il giorno sembra essere ancora lontano.

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Denise Pipitone: le novità sulla Commissione d’Inchiesta

Tutto inizia quando le indagini sul caso di sequestro di Denise Pipitone vengono archiviate una seconda volta, come se la vita e la dignità di una bambina non fosse importante. Tutti sembravano aver perso le speranze, tuttavia poi l’avvocato Frazzitta ci ha avvisato dell’istituzione di una Commissione d’Inchiesta, in cui «i deputati avranno tutti i poteri dell’autorità giudiziaria. Diciamo che è una forma di “avocazione”, di spostamento, dell’indagine a Roma. Noi confidiamo nella ricerca della verità, anche dopo 17 anni». Tuttavia, da quel momento, tutto è sembrato nuovamente in discesa.

Dopo la gioia iniziale, infatti, ci sono stati diversi problemi. In primis, l’ostruzionismo da parte di Italia Viva. «Pare che qualche gruppo politico, ostacoli l’intenzione di avviare a breve una commissione d’inchiesta su Denise. Vorremmo capire il perché non cercare di fare chiarezza su 17 anni di fallimento sul caso», scrisse Piera Maggio ai tempi. Con Ore 14 si collegò il Capogruppo Lega Igor Lezzi, che spiegò che si voleva usare Denise Pipitone per «aprire la necessità di fare altre commissioni». Insomma, uno scambio politico. Denise Pipitone viene scambiata con la commissione sulle fake news. Ma comunque la Commissione ha ricevuto l’ok.

Ora, però, siamo nuovamente punto a capo. Milo Infante aveva fatto sapere che martedì sera ci sarebbero state importanti novità, tuttavia, in un video pubblicato ieri sera, ha spostato la deadline a questa mattina, per cui rimaniamo in attesa di altre importanti informazioni riguardo alla verità e alla giustizia nei confronti di Denise Pipitone. Nel video ha anche sottolineato che la Commissione deve essere calendarizzata per andare alla Camera e al Senato (un po’ lo stesso iter che ha dovuto subire anche il DDL Zan), e a farlo deve essere il Capogruppo del PD che ha firmato la proposta. Quindi qual è il problema?

Il problema, spiega Milo Infante, è che «c’è un accordo fra tutti i gruppi politici di limitare a solo una le proposte di commissione all’anno e il PD ha già presentato la sua proposta e non potrebbe, teoricamente per rispettare gli accordi presi con gli altri Capogruppo, presentare adesso un’altra proposta». Tuttavia non è finita, poiché si potrebbe fare una deroga con tutti i Capogruppo di tutti i partiti per far calendarizzare la Commissione. La notizia arriverà in mattinata e il giornalista terrà informati tutti.

La Commissione d’Inchiesta, ricordiamolo come ha anche fatto Milo Infante e come in passato ha spiegato anche l’avv. Frazzitta, sarebbe utile in quanto si analizzerebbero ancora una volta le prove, le intercettazioni e le decisioni che sono state prese sin dall’inizio dalle forze dell’ordine in modo da dare giustizia alla bambina e alla famiglia, quella che ogni cittadino italiano e del mondo merita. Perché cercare Denise Pipitone, significa cercare la verità, significa far marcire in galera dei criminali che da 18 anni vivono tranquilli la loro vita. E se non siete d’accordo con ciò, bisognerebbe rivedere la propria morale e farsi un esame di coscienza.

Noi aspettiamo nuove notizie, e intanto vi ricordiamo che questo sabato alle 20.25 circa andrà in onda il terzo episodio di Denise, la docuserie dedicata al sequestro di Denise Pipitone.

La storia di Denise Pipitone

Vi invito a visitare il sito ufficiale creato dalla famiglia di Denise Pipitone per informarvi meglio su questa storia. Noi cercheremo di riassumere, toccando però tutti i punti fondamentali. Era il primo settembre 2004, una bella giornata in Sicilia e la piccola Denise di quattro anni giocava nel giardino con la sua cuginetta. In quella strada abita anche una zia, che la vede correre verso casa alle 11.45 circa. Ma Denise Pipitone a casa non è mai tornata. Da quel momento, iniziano le ricerche.

Un mese e mezzo dopo la sua scomparsa, Denise Pipitone è avvistata a Milano con un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambine. La donna parla una lingua straniera, mentre la bambina italiano, come si vede da un video registrato da una guardia giurata che intanto avverte le autorità che purtroppo arrivano troppo tardi. I carabinieri sono convinti che quella fosse proprio Denise Pipitone.

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Un mese e mezzo dopo la sua scomparsa, Denise Pipitone è avvistata a Milano con un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambine. La donna parla una lingua straniera, mentre la bambina italiano, come si vede da un video registrato da una guardia giurata che intanto avverte le autorità che purtroppo arrivano troppo tardi. I carabinieri sono convinti che quella fosse proprio Denise Pipitone.

A maggio 2021 la Procura di Marsala ha deciso di riaprire il caso di Denise Pipitone, scomparsa all’età di 4 anni proprio a causa degli ipotetici errori che ci sono stati nel corso degli anni, insieme a tutti gli ipotetici depistaggi. Al momento le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone sono ancora in corso e, dopo 17 anni, è stata perquisita la casa in cui un tempo abitava Anna Corona. Mercoledì 12 maggio l’avvocato Frazzitta, che si occupa del caso, riceve una lettera anonima in cui vengono svelati degli importanti dettagli per l’indagine.

In data 2 dicembre 2021 si apre la Commissione d’Inchiesta per stabilire se le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone siano state o no compromesse. Ma stiamo ancora aspettando.

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