Glee, Kevin McHale contro le teorie sulla “maledizione”: “State mancando di rispetto ai morti”
A distanza di anni dalla sua conclusione, Glee continua a far parlare di sé, e Kevin McHale questa volta non resiste. Non solo per il successo che ha avuto o per la nostalgia dei fan, ma anche per le numerose tragedie che hanno colpito il cast nel corso degli anni. Le morti di Cory Monteith, Mark Salling e Naya Rivera hanno alimentato, soprattutto sui social, una serie di teorie complottiste secondo cui la serie sarebbe stata colpita da una sorta di “maledizione”. Un’idea che torna periodicamente virale e che questa volta ha spinto Kevin McHale, interprete di Artie Abrams, a intervenire pubblicamente con parole durissime.

Leggi anche: Glee potrebbe tornare: Ryan Murphy riaccende le speranze dei fan con una nuova versione della serie
Table of Contents
ToggleKevin McHale sbotta contro le teorie del complotto
Negli ultimi giorni su TikTok sono tornati a circolare video che rilanciano vecchie ipotesi su una presunta maledizione legata a Glee. Alcuni creator hanno persino definito le morti degli attori come dei “sacrifici”, trasformando tragedie reali in contenuti sensazionalistici.
Una deriva che Kevin McHale non ha più voluto ignorare. L’attore ha pubblicato uno sfogo su X, criticando apertamente chi continua a diffondere queste narrazioni.
“Fatemi sfogare oggi, perché il modo in cui troppi di voi parlano di persone reali che sono morte, definendole un ‘sacrificio’ o una ‘maledizione’ in relazione a un programma TV, è semplicemente diabolico e completamente privo di umanità e di qualsiasi contatto con la realtà . Andatevene a quel paese.”

Parole molto dure, ma che fotografano un fenomeno sempre più diffuso sui social, dove vicende drammatiche vengono trasformate in storie misteriose da consumare in pochi secondi, spesso senza alcun rispetto per le persone coinvolte e per le loro famiglie.
let me log off today because the way too many of you talk about real people who have passed as a "sacrifice" or a "curse" in regards to a tv show is fucking diabolical and untethered from any sort of humanity or reality. get fucked.
— Kevin McHale (@druidDUDE) July 29, 2026
Le tragedie che hanno colpito il cast di Glee
Il successo di Glee è stato accompagnato, negli anni successivi, da una lunga serie di eventi tragici che hanno inevitabilmente segnato il ricordo della serie.
Nel 2013 morì Cory Monteith, protagonista dello show nei panni di Finn Hudson. Cinque anni dopo fu la volta di Mark Salling, interprete di Noah Puckerman. Nel 2020 arrivò poi la tragica morte di Naya Rivera, che perse la vita durante una gita in barca con il figlio.
A questi episodi si sono aggiunte anche le scomparse di alcuni membri della troupe tecnica, elementi che hanno alimentato online l’idea di una presunta “maledizione”. Una teoria che, però, non trova alcun fondamento e che, come ha sottolineato McHale, rischia soltanto di banalizzare tragedie profondamente umane.
Il confine tra interesse per una vicenda e spettacolarizzazione del dolore, soprattutto nell’era dei social, è infatti sempre più sottile.
Una serie che ha cambiato la televisione
Quando debuttò nel 2009, Glee fu molto più di una semplice serie musicale.
Creata da Ryan Murphy, Brad Falchuk e Ian Brennan, raccontava le vicende del glee club della William McKinley High School mescolando musica, comicità e temi allora poco affrontati nella televisione generalista, come il bullismo, l’identità sessuale, la disabilità e la salute mentale.

Il successo fu enorme. Oltre agli ascolti televisivi, Glee divenne un fenomeno culturale capace di vendere milioni di album, organizzare tournée mondiali e conquistare una generazione di spettatori.
Anche per questo motivo continua ancora oggi a essere scoperta da nuovi fan sulle piattaforme di streaming.
Ryan Murphy apre al ritorno di Glee
Proprio mentre Kevin McHale riportava l’attenzione sulla serie, Ryan Murphy ha riacceso l’entusiasmo dei fan parlando di un possibile ritorno. Durante la presentazione della sua nuova serie The Shards, il produttore ha confessato di provare ancora un forte legame con Glee.
“Ho amato tutti loro. Mi sono divertito moltissimo a realizzare quella serie. È una serie interessante perché è ancora attuale. Tantissimi ragazzi la stanno guardando per la prima volta. Ogni tanto penso che forse le persone vorrebbero vedere una rivisitazione. Forse dovremmo farla.”
Per il momento non esiste alcun progetto ufficiale, ma le parole di Murphy non sono passate inosservate. Considerando il numero impressionante di produzioni che segue contemporaneamente, l’idea di un remake o di una nuova versione di Glee non sembra affatto impossibile.
Tra nostalgia e rispetto
Il possibile ritorno della serie riporta inevitabilmente sotto i riflettori anche il suo passato. Ma il messaggio lanciato da Kevin McHale invita a distinguere tra la nostalgia per uno show che ha segnato un’epoca e il bisogno di trasformare ogni tragedia in una teoria virale.
Le morti che hanno colpito il cast di Glee sono eventi reali, che hanno lasciato ferite profonde nelle famiglie, negli amici e negli stessi colleghi. Cercare spiegazioni esoteriche o parlare di “maledizioni” può sembrare un modo per rendere più affascinante una storia già drammatica, ma finisce per fare esattamente l’opposto: svuota quelle vicende della loro umanità .
Ed è probabilmente questo il motivo per cui Kevin McHale ha deciso di rompere il silenzio. Per ricordare che, dietro un fenomeno televisivo, c’erano prima di tutto persone vere.
Potrebbe interessarti anche:
Glee potrebbe tornare: Ryan Murphy riaccende le speranze dei fan con una nuova versione della serie
Glee: in arrivo una docuserie
#91 – Riviviamo i classici della nostra adolescenza: Santana e Brittany, Kurt e Blaine
Heather Morris difende Mark Salling su Twitter: «è stato parte della famiglia»
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty


