HBO Max cambia volto: arrivano i video verticali e l’intelligenza artificiale
L’esperienza dello streaming sta cambiando, e sempre più piattaforme sembrano intenzionate a prendere in prestito meccanismi che fino a poco tempo fa appartenevano quasi esclusivamente ai social network. Anche HBO Max si prepara a introdurre nuove funzioni che potrebbero modificare il modo in cui gli utenti cercano e scelgono film e serie TV. Una trasformazione che punta a rendere la piattaforma più immediata e interattiva, ma che rischia anche di far storcere il naso agli spettatori più affezionati all’idea tradizionale dello streaming.

HBO Max, che ha debuttato da pochi mesi in Italia ma rappresenta già da tempo una realtà consolidata in altri mercati, sta infatti sperimentando due novità piuttosto significative: HBO Max Shorts, un feed verticale di video brevi, e un chatbot basato sull’intelligenza artificiale pensato per aiutare gli utenti a trovare qualcosa da guardare.
Il punto, però, non riguarda soltanto due nuove funzionalità. Quello che sta cambiando è l’intera filosofia dello streaming: da catalogo nel quale entrare per scegliere cosa vedere a piattaforma che cerca continuamente di suggerire, intrattenere e trattenere l’utente.
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ToggleHBO Max Shorts porta lo scrolling dentro lo streaming
La novità che potrebbe generare più discussioni è probabilmente HBO Max Shorts. Il funzionamento è piuttosto semplice: un feed verticale nel quale gli utenti possono scorrere trailer, clip e contenuti extra relativi ai film e alle serie presenti sulla piattaforma.
Il meccanismo ricorda inevitabilmente quello di TikTok, Instagram Reels e YouTube Shorts. Si scorre verso l’alto, compare un nuovo contenuto e, nel giro di pochi secondi, si decide se continuare a guardarlo oppure passare al successivo.
L’obiettivo è rendere più semplice la scoperta dei contenuti presenti nel catalogo, soprattutto in un momento in cui uno dei problemi principali delle piattaforme streaming è diventato proprio quello dell’abbondanza. Abbiamo a disposizione migliaia di film e serie, ma spesso passiamo più tempo a cercare qualcosa da vedere che a guardarlo davvero.
Un feed verticale potrebbe quindi rappresentare una soluzione pratica: invece di aprire diverse categorie, leggere sinossi e consultare classifiche, sarà sufficiente lasciarsi guidare dallo scrolling.
Ed è proprio qui che emerge il primo interrogativo. Vogliamo davvero che anche lo streaming funzioni come un social network?
Perché il meccanismo dello scrolling infinito non è neutrale. È stato progettato per ridurre al minimo il tempo necessario a decidere e per spingere l’utente a continuare a consumare contenuti. Portarlo all’interno di una piattaforma cinematografica significa trasformare anche la scelta di un film in un’esperienza sempre più veloce e frammentata.
Al momento HBO Max Shorts è in fase di test su iOS, ma l’intenzione sarebbe quella di estendere la funzione anche ad altri dispositivi.
L’intelligenza artificiale decide cosa guardare al posto nostro
La seconda novità riguarda invece l’intelligenza artificiale ed è, almeno sulla carta, molto più semplice da comprendere.
HBO Max sta sperimentando su Android un chatbot basato sull’AI che dovrebbe aiutare gli utenti a trovare più rapidamente film e serie TV. Invece di sfogliare il catalogo, sarà possibile formulare una richiesta naturale, come “voglio guardare una commedia romantica”, e lasciare che sia l’intelligenza artificiale a proporre i titoli più adatti.
È una funzione che potrebbe essere particolarmente utile per chi si trova davanti al problema ormai conosciutissimo della “paralisi da catalogo”: decine di titoli disponibili, nessuna idea precisa e mezz’ora trascorsa a leggere descrizioni senza riuscire a scegliere.
L’AI potrebbe quindi ridurre drasticamente i tempi di ricerca e rendere la piattaforma più personalizzata.
Ma anche in questo caso c’è un rovescio della medaglia.
Perché una parte del piacere di guardare film e serie TV nasce proprio dalla scoperta casuale. Un titolo trovato per caso, un film consigliato da un amico, una locandina che attira l’attenzione mentre si sta cercando tutt’altro. Se deleghiamo completamente la selezione a un algoritmo, rischiamo di entrare in una bolla sempre più precisa, nella quale vediamo soltanto ciò che corrisponde alle nostre preferenze già conosciute.
È più comodo? Probabilmente sì.
È necessariamente più interessante? Non è detto.
Dallo streaming al social streaming
Le due funzioni, prese singolarmente, possono sembrare semplici aggiornamenti tecnologici. Insieme, però, raccontano una trasformazione più ampia.
Le piattaforme non vogliono più essere soltanto luoghi nei quali scegliere un film e guardarlo. Vogliono diventare ambienti nei quali trascorrere più tempo possibile, attraverso suggerimenti personalizzati, contenuti brevi, notifiche, algoritmi e strumenti capaci di anticipare i nostri gusti.

È una logica molto simile a quella dei social network.
Prima lo streaming ci chiedeva: Cosa vuoi guardare?
Ora sempre più spesso sembra volerci chiedere: Quanto tempo vuoi restare qui mentre ti mostro qualcosa che potrebbe piacerti?
La differenza non è soltanto linguistica. Cambia il rapporto tra spettatore e contenuto. Il rischio è che il film o la serie diventino il punto di arrivo di un’esperienza costruita intorno alla piattaforma, anziché il motivo per cui quella piattaforma viene utilizzata.
La comodità vale il prezzo?
Naturalmente sarebbe ingeneroso bocciare queste novità a priori. Cercare un titolo all’interno di cataloghi sterminati può essere frustrante e un assistente AI potrebbe effettivamente aiutare milioni di persone a trovare più rapidamente qualcosa di interessante.
Anche HBO Max Shorts potrebbe rivelarsi utile per scoprire produzioni che altrimenti rimarrebbero nascoste tra centinaia di titoli.
Il problema, semmai, è capire quale tipo di esperienza vogliamo dallo streaming.
Se l’obiettivo è rendere tutto più rapido, immediato e personalizzato, HBO Max sembra andare nella direzione giusta. Se invece una parte del pubblico considera film e serie un’alternativa proprio alla velocità e alla frammentazione dei social, il rischio è che queste innovazioni rappresentino un passo nella direzione opposta.
Per gli utenti più affezionati al cinema e alla televisione tradizionale, vedere un servizio come HBO Max trasformarsi progressivamente in un feed verticale potrebbe essere difficile da accettare.
E forse è proprio questo il paradosso: abbiamo iniziato a utilizzare lo streaming per liberarci dalla televisione tradizionale e adesso rischiamo di trasformarlo in TikTok con film più lunghi.
Per ora si tratta soltanto di funzioni sperimentali e non è ancora detto che tutte queste novità diventino parte definitiva dell’esperienza HBO Max. Saranno gli utenti a determinare il successo della nuova strategia.
Una cosa, però, sembra ormai evidente: lo streaming non sta più soltanto cercando di capire cosa vogliamo guardare. Sta cercando di capire come convincerci a non smettere mai di guardare.
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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






