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Emmy Awards 2026: The Pitt e Hacks dominano le nomination, ma non mancano sorprese ed esclusioni eccellenti

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La corsa agli Emmy Awards 2026 è ufficialmente iniziata e, come ogni anno, l’annuncio delle nomination ha già acceso il dibattito tra fan e addetti ai lavori. A dominare questa edizione sono due titoli molto diversi tra loro: il medical drama The Pitt, che conquista il maggior numero di candidature, e la comedy Hacks, protagonista di un risultato storico. Accanto ai grandi favoriti, però, non sono mancate esclusioni che hanno fatto discutere e alcune sorprese destinate a rimescolare completamente le carte in vista della cerimonia del 14 settembre.

Emmy-Awards-da-The-Pitt-a-Zendaya-tutti-i-candidati-delledizione-2026-1024x800 Emmy Awards 2026: The Pitt e Hacks dominano le nomination, ma non mancano sorprese ed esclusioni eccellenti

Tutte le principali nomination agli Emmy Awards 2026

The Pitt è la serie più nominata dell’anno

La vera trionfatrice delle nomination è The Pitt, che porta a casa ben 25 candidature, diventando la serie più nominata di questa edizione degli Emmy. Un salto impressionante rispetto allo scorso anno, quando si era fermata a 13 nomination, e la conferma che il medical drama targato HBO Max è ormai uno dei fenomeni televisivi del momento.

Tra le candidature più importanti spiccano quella come Miglior serie drammatica, quella di Noah Wyle come miglior attore protagonista e ben tredici nomination dedicate al cast. Un risultato che conferma quanto la serie sia riuscita a conquistare sia pubblico che critica grazie a un racconto intenso, realistico e a un cast corale particolarmente apprezzato.

Anche Hacks festeggia un traguardo storico. La quinta stagione della comedy ottiene 24 nomination, stabilendo un nuovo record: nessuna serie comica aveva mai raggiunto un numero così alto di candidature in una singola edizione degli Emmy. Il precedente primato apparteneva a The Bear e The Studio, entrambe ferme a 23.

Apple TV+ convince, HBO Max resta la piattaforma da battere

Se HBO Max domina ancora una volta il numero complessivo di candidature – circa 122 nomination – anche Apple TV+ può sorridere grazie a due delle rivelazioni dell’anno.

La horror comedy Widow’s Bay conquista ben 19 candidature, diventando una delle sorprese più piacevoli della stagione televisiva, mentre il thriller Pluribus ne ottiene 18, confermando l’ottimo momento creativo della piattaforma di Cupertino.

Tra le miniserie, invece, a imporsi è la seconda stagione di Beef, che raccoglie 16 nomination e si presenta come la favorita nella propria categoria.

Le categorie principali: sfide apertissime

Per il premio di Miglior serie drammaticaThe Pitt dovrà vedersela con una concorrenza agguerrita composta da The DiplomatThe Gilded AgeA Knight of the Seven KingdomsParadisePluribusSlow Horses e Your Friends and Neighbors.

Nella categoria comedy troviamo invece Abbott ElementaryThe BearHacksMargo’s Got Money TroublesNobody Wants ThisOnly Murders in the BuildingShrinking e Widow’s Bay, in una delle competizioni più equilibrate degli ultimi anni.

8c579ecfdbda231ea45158e594d498df1c600910f68ddfbbaa6dbb1a5b4e1ebd Emmy Awards 2026: The Pitt e Hacks dominano le nomination, ma non mancano sorprese ed esclusioni eccellenti

Tra gli interpreti protagonisti spiccano nomi di assoluto livello come Noah WyleGary OldmanMark RuffaloCarrie CoonZendayaJean SmartMartin ShortJason SegelAyo EdebiriMatthew RhysOscar IsaacCarey MulliganSarah Snook.

Miglior serie drammatica

  • The Diplomat (Netflix)
  • The Gilded Age (HBO Max)
  • A Knight of the Seven Kingdoms (HBO Max)
  • Paradise (Hulu)
  • The Pitt (HBO Max)
  • Pluribus (Apple TV+)
  • Slow Horses (Apple TV+)
  • Your Friends and Neighbors (Apple TV+)

Miglior serie comedy

  • Abbott Elementary (ABC)
  • The Bear (FX)
  • Hacks (HBO Max)
  • Margo’s Got Money Troubles (Apple TV+)
  • Nobody Wants This (Netflix)
  • Only Murders in the Building (Hulu)
  • Shrinking (Apple TV+)
  • Widow’s Bay (Apple TV+)

Miglior miniserie o serie antologica

  • All Her Fault (Peacock)
  • The Beast in Me (Netflix)
  • Beef (Netflix)
  • DTF St. Louis (HBO Max)
  • Love Story: John F. Kennedy Jr. and Carolyn Bessette (FX)

Miglior reality competition

  • Dancing with the Stars
  • RuPaul’s Drag Race
  • Survivor
  • Top Chef
  • The Traitors

Miglior programma di varietà

  • The Daily Show
  • Jimmy Kimmel Live!
  • Last Week Tonight with John Oliver
  • The Late Show with Stephen Colbert
  • Saturday Night Live

Miglior attore protagonista in una serie drammatica

  • Sterling K. Brown – Paradise
  • Gary Oldman – Slow Horses
  • Mark Ruffalo – Task
  • Rufus Sewell – The Diplomat
  • Noah Wyle – The Pitt

Miglior attrice protagonista in una serie drammatica

  • Carrie Coon – The Gilded Age
  • Chase Infiniti – The Testaments
  • Keri Russell – The Diplomat
  • Rhea Seehorn – Pluribus
  • Zendaya – Euphoria

Miglior attore protagonista in una serie comedy

  • Yahya Abdul-Mateen II – Wonder Man
  • Steve Carell – Rooster
  • Matthew Rhys – Widow’s Bay
  • Jason Segel – Shrinking
  • Martin Short – Only Murders in the Building

Miglior attrice protagonista in una serie comedy

  • Quinta Brunson – Abbott Elementary
  • Ayo Edebiri – The Bear
  • Elle Fanning – Margo’s Got Money Troubles
  • Lisa Kudrow – The Comeback
  • Jean Smart – Hacks

Miglior attore protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Riz Ahmed – Bait
  • Jason Bateman – Black Rabbit
  • Charlie Hunnam – Monster: The Ed Gein Story
  • Oscar Isaac – Beef
  • Matthew Rhys – The Beast in Me

Miglior attrice protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Claire Danes – The Beast in Me
  • Sally Field – Remarkably Bright Creatures
  • Carey Mulligan – Beef
  • Sarah Pidgeon – Love Story: John F. Kennedy Jr. and Carolyn Bessette
  • Sarah Snook – All Her Fault

Miglior attore non protagonista in una serie drammatica

  • Patrick Ball – The Pitt
  • Billy Crudup – The Morning Show
  • Shawn Hatosy – The Pitt
  • Gerran Howell – The Pitt
  • Jack Lowden – Slow Horses
  • Tom Pelphrey – Task
  • Carlos-Manuel Vesga – Pluribus

Miglior attrice non protagonista in una serie drammatica

  • Taylor Dearden – The Pitt
  • Fiona Dourif – The Pitt
  • Allison Janney – The Diplomat
  • Katherine LaNasa – The Pitt
  • Sepideh Moafi – The Pitt
  • Julianne Nicholson – Paradise
  • Karolina Wydra – Pluribus

Miglior attore non protagonista in una serie comedy

  • Colman Domingo – The Four Seasons
  • Paul W. Downs – Hacks
  • Harrison Ford – Shrinking
  • Nick Offerman – Margo’s Got Money Troubles
  • Stephen Root – Widow’s Bay
  • Michael Urie – Shrinking
  • Tyler James Williams – Abbott Elementary

Miglior attrice non protagonista in una serie comedy

  • Dale Dickey – Widow’s Bay
  • Hannah Einbinder – Hacks
  • Janelle James – Abbott Elementary
  • Kate O’Flynn – Widow’s Bay
  • Michelle Pfeiffer – Margo’s Got Money Troubles
  • Megan Stalter – Hacks
  • Jessica Williams – Shrinking

Miglior attore non protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Jason Bateman – DTF St. Louis
  • Richard Gadd – Half Man
  • David Harbour – DTF St. Louis
  • Richard Jenkins – DTF St. Louis
  • Charles Melton – Beef
  • Nick Offerman – Death by Lightning

Miglior attrice non protagonista in una miniserie o serie antologica

  • Linda Cardellini – DTF St. Louis
  • Dakota Fanning – All Her Fault
  • Laurie Metcalf – Monster: The Ed Gein Story
  • Joy Sunday – DTF St. Louis
  • Youn Yuh-jung – Beef
  • Constance Zimmer – Love Story: John F. Kennedy Jr. and Carolyn Bessette

Le esclusioni che stanno facendo discutere

Se alcune nomination erano praticamente scontate, altre assenze hanno lasciato il pubblico decisamente sorpreso.

L’esclusione più rumorosa riguarda senza dubbio Stranger Things. L’ultima stagione della celebre serie Netflix ottiene soltanto candidature tecniche, rimanendo completamente fuori dalle categorie dedicate alla miglior serie drammatica e agli attori. Un risultato inaspettato per una produzione che per anni è stata uno dei simboli della piattaforma.

Anche Euphoria esce ridimensionata. Se da una parte Zendaya conquista l’ennesima candidatura come miglior attrice protagonista e Colman Domingo viene premiato tra gli interpreti, gran parte del cast resta esclusa. In particolare ha fatto discutere l’assenza di Sydney Sweeney, ormai considerata una presenza abituale agli Emmy.

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Tra gli altri grandi esclusi figurano anche Jeremy Allen White e buona parte del cast di The BearSelena Gomez per Only Murders in the BuildingJamie Bell per Half Man e Paul Anthony Kelly, protagonista della miniserie Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette.

Le sorprese della Television Academy

Tra le novità più inattese c’è sicuramente la candidatura di Your Friends and Neighbors come miglior serie drammatica. Curiosamente, però, la produzione non ha ricevuto praticamente nessun’altra nomination nelle categorie interpretative o tecniche, un caso piuttosto raro agli Emmy.

Sorprende anche il ritorno di Dancing with the Stars tra i candidati come miglior reality competitivo dopo dieci anni di assenza, prendendo il posto dello storico The Amazing Race. Da segnalare anche la candidatura di Ariana Madix come miglior conduttrice per Love Island, una delle novità più commentate di questa edizione.

Le novità del regolamento

L’edizione 2026 introduce inoltre un cambiamento importante nelle categorie dedicate ai programmi di varietà. La Television Academy ha deciso di trasformarle in “area awards”, un sistema che elimina lo scontro diretto tra candidati.

Per vincere, infatti, non sarà sufficiente ottenere più voti degli altri concorrenti: ciascun candidato dovrà raggiungere almeno il 90% dei voti favorevoli degli elettori. Una modifica che potrebbe portare anche a più vincitori nella stessa categoria e rendere la cerimonia ancora più imprevedibile.

L’appuntamento è fissato per il 14 settembre al Peacock Theater di Los Angeles, con la conduzione affidata a Mariska Hargitay, prima donna a presentare gli Emmy negli ultimi quindici anni. Dopo nomination così ricche di sorprese, la sensazione è che anche la notte delle premiazioni potrebbe regalare più di un colpo di scena.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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