Denise Pipitone: le dichiarazioni del legale nella diretta su Instagram


Ieri alle 19 l’avvocato Frazzitta insieme a Milo Infante hanno partecipato a una splendida diretta su Instagram, in cui hanno rilasciato delle interessanti dichiarazioni riguardanti il caso, alcune anche non note alla stampa e a tutte le persone che stanno seguendo il caso della scomparsa di Denise Pipitone. Dallo scorso mercoledì, infatti, siamo a conoscenza di una lettera anonima inviata al legale di Piera Maggio, ma non sappiamo ancora il contenuto. Tuttavia, adesso, a grandissime linee, l’avvocato ha fatto comprendere quello che c’è scritto.

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Denise Pipitone

Chi sta seguendo il caso, non fa che parlare d’altro da quasi una settimana: la lettera anonima sembra aver rivoluzionato le indagini, o meglio sembra aver riaperto una pista che, persino Piera, Piero e l’avvocato, avevano dimenticato. Tuttavia, non si sa molto, e anche dopo la diretta non sono stati fatti nomi (se non quelli di Anna Corona e Jessica Pulizzi, che sembrano non essere coinvolte fra i nomi citati nella missiva), ma l’avvocato ha sottolineato che si trova tutto nell’ambito familiare.

Il caso di Denise Pipitone è tornato sulla bocca di tutti, dai social, ai programmi televisivi, da quando Olesya, una ventenne russa alla ricerca della sua mamma, ha contattato un programma russo. E subito la ragazza ci è sembrata la nostra Denise, scomparsa da 17 anni. Tuttavia, il gruppo sanguigno non coincideva con quello della bambina, per cui la storia si è chiusa in quel momento. O così si pensava. Perché qualche settimana dopo siamo stati avvisati della riapertura delle indagini sulla scomparsa della bambina, anche in seguito a tutti gli errori che sono stati fatti nel primo periodo.

La mamma Piera Maggio e il papà Pietro Pulizzi, comunque, non smettono di aspettare il ritorno a casa della piccola, ormai quasi 21enne, cercando di fare luce su quel che le è successo quel primo settembre 2004, quando è scomparsa nel nulla mentre giocava davanti casa della nonna. Al fianco di Piera e Pietro, c’è sempre l’avvocato Giacomo Frazzitta, pronto a fare giustizia a tutta la sofferenza a cui la famiglia è stata sottoposta, ma anche pronto a rispondere a chiunque attacchi Piera Maggio.

Denise Pipitone: cronaca della diretta

Nella diretta dell’avvocato Frazzitta ha partecipato Milo Infante, giornalista che da anni segue il caso della scomparsa della piccola Denise Pipitone e che ha dedicato un grande spazio alle indagini durante le ultime puntate di Ore 14, prima che venisse interrotto per il Giro d’Italia. Insieme, i due, hanno discusso di diverse cose, partendo da una splendida proposta che il giornalista aveva fatto alla signora Maggio quando si era recato a Mazara del Vallo: aprire una raccolta fondi per aiutare nelle indagini.

Ultimamente sappiamo dell’esistenza di una taglia per chiunque dia notizie utili all’indagine, non solo da parte di Tony Di Piazza, ex presidente del Palermo calcio, che offre €50,000, ma anche da un’associazione di volontariato di Mazara del Vallo, che ha raccolto 5 mila euro. Piera Maggio, invece, non si è mai fatta pagare per le sue presenze in tv, lo ha detto mercoledì scorso Federica Sciarelli, e ha sempre pagato le indagini per conto proprio, per questo ci rende tanto felici l’apertura di questa raccolta fondi.

Ma, oltre a questa splendida notizia, arriviamo alla parte della diretta in cui si cominciano a rilasciare dei dettagli interessanti riguardo le indagini, soprattutto su come Anna Corona e famiglia avrebbero utilizzato delle SIM per evitare le intercettazioni. Non è infatti una novità la notizia delle 1200 chiamate fra Anna e Stefania, che si sono interrotte proprio il giorno in cui Denise Pipitone è scomparsa. Ebbene, sembrerebbe proprio che la famiglia avrebbe usato delle SIM non intestate a una persona, ma a un’azienda del posto.

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Screen della diretta

A dare queste SIM, pensate un po’, sarebbe stata Loredana Gemma. Chi è, vi starete chiedendo. Sicuramente ricorderete il signore sordomuto che ha dato delle importantissime dichiarazioni sul caso di Denise Pipitone ma che è stato ritenuto inattendibile. Loredana Gemma altro non è che la moglie del nipote, Giuseppe. Tra l’altro Loredana e Anna sembrerebbero essere stati grandi amiche, tanto che hanno lavorato anche insieme.

E qui arriviamo in un’altra dichiarazione importante della live, sempre connessa a queste due famiglie. Ricordiamo tutti la barca fatta con il linguaggio dei segni da Battista Della Chiave, giusto? Una persona non informata dei fatti, pensa che sia una barca, ovviamente. Tuttavia la famiglia Della Chiave con la famiglia Corona (e altre persone che poi sono state coinvolte nell’indagine) avrebbero lavorato insieme fino a che Della Chiave non ha aperto un ristorante il cui nome è Il Veliero.

Ovviamente l’avvocato non ha detto nulla di certo e queste sono solamente delle ipotesi, tuttavia, se si fa 2+2, chi ci dice che, sempre assumendo che Denise Pipitone sia stata presa da loro, non l’abbiano portata al ristorante (ci sono delle prove certe dette dall’avvocato in diretta che testimoniano che nel 2004 Loredana Genna, amica di Anna Corona, moglie di Giuseppe Della Chiave, lavorava nel ristorante)?

Nell’ultima parte della diretta, poi, si è giunti a parlare di un fatto che ha sconvolto tutte le persone che la seguivano: le intercettazioni. È corretto intercettare tutte la famiglie. Che siano Pipitone, Pulizzi o Corona. L’avvocato ha detto che, addirittura, una telecamera era stata piazzata nella sala d’aspetto del suo ufficio, intercettando quindi Piera Maggio che andava a fare delle consulenze. Tuttavia, le uniche intercettazioni che funzionavano erano quelle nei confronti di Piera Maggio e Piero Pulizzi.

Esatto, abbiamo criticato tanto le forze dell’ordine che sono state incapaci di fare delle intercettazioni, poiché erano stati scoperti o perché erano state piazzate dietro un condizionatore acceso in piena estate, ma in realtà sono stati capaci di farle. Solo non nei confronti della famiglia Corona. E a questo punto è lecito chiedersi il perché. La risposta non la sappiamo, non ancora, ma confidiamo che, al più presto, la verità venga a galla.

La storia di Denise Pipitone

Vi invito a visitare il sito ufficiale creato dalla famiglia di Denise Pipitone per informarvi meglio su questa storia. Noi cercheremo di riassumere, toccando però tutti i punti fondamentali. Era il primo settembre 2004, una bella giornata in Sicilia e la piccola Denise di quattro anni giocava nel giardino con la sua cuginetta. In quella strada abita anche una zia, che la vede correre verso casa alle 11.45 circa. Ma Denise Pipitone a casa non è mai tornata. Da quel momento, iniziano le ricerche.

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Denise Pipitone

Un mese e mezzo dopo la sua scomparsa, Denise Pipitone è avvistata a Milano con un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambine. La donna parla una lingua straniera, mentre la bambina italiano, come si vede da un video registrato da una guardia giurata che intanto avverte le autorità che purtroppo arrivano troppo tardi. I carabinieri sono convinti che quella fosse proprio Denise Pipitone.

Da quell’ottobre 2004, nonostante i tanti appelli della madre, i presunti avvistamenti (insieme anche a molte persone che pensano di essere la piccola siciliana, tra cui Olesya) che non hanno mai portato a nulla, la mamma di Denise Pipitone, Piera Maggio, non ha mai perso le speranze, e noi ci auguriamo che prima o poi potrà abbracciare nuovamente sua figlia, e soprattutto avere la giustizia che merita.

A maggio 2021 la Procura di Marsala ha deciso di riaprire il caso di Denise Pipitone, scomparsa all’età di 4 anni proprio a causa degli ipotetici errori che ci sono stati nel corso degli anni, insieme a tutti gli ipotetici depistaggi. Al momento le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone sono ancora in corso e, dopo 17 anni, è stata perquisita la casa in cui un tempo abitava Anna Corona. Mercoledì 12 maggio l’avvocato Frazzitta, che si occupa del caso, riceve una lettera anonima in cui vengono svelati degli importanti dettagli per l’indagine.

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