Sanremo 2022: i migliori momenti di tutte e cinque le serate

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Quinta serata

L’inno d’Italia

L’inno d’Italia all’inizio della puntata, perché l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul festival di Sanremo, e soprattutto è un piccolo reminder per tutto il mondo che ha continuato a sentire il nostro inno per tutto il 2021 (Tutte le vittorie dell’Italia nel 2021: un anno da ricordare).

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Raffaella Carrà

Raffaella Carrà ci manca come poche persone. A soli 78 anni, lo scorso anno ci ha lasciati, ma la sua energia, la sua voce, la sua musica, il suo modo di vivere, il suo sorriso, continuano e continueranno a coinvolgere le generazioni che hanno avuto la fortuna di vivere insieme a lei, come anche le future. L’omaggio che è stato fatto in suo onore in quest’ultima puntata è stato davvero emozionante. L’esibizione è un’anteprima del musical dedicato a Raffaella, che la produttrice descrive come «l’artista che è stata ispirazione per le donne di ogni generazione». Grazie Raffaella.

Il soliloquio di Sabrina Ferilli

Sabrina Ferilli è stata l’ultima co-conduttrice di questo Festival, ed è stata magnifica. Sin dal principio, come ieri Dargen D’Amico, ha voluto lanciare quella frecciatina ai politici che non sono riusciti a nominare un nuovo Presidente della Repubblica e Sabrina li ha paragonati alla Rai che non trova un altro conduttore e quindi Amadeus potrebbe rischiare di condurre il Festival per altri sette anni. Tuttavia, il momento più alto della serata è stato il suo soliloquio, onesto e soprattutto adatto a questo periodo in cui tutti si improvvisano dei tuttologi, che noi abbiamo riportato interamente qui.

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M’hanno detto: parla di femminismo, di body positivity, di mansplaining, di schwa, ma poi me so’ detta che di inclusione. Per parlare ‘sti temi bisogna che lo faccia chi si sporca le mani tutti i giorni da palcoscenici un po’ meno scintillanti di questo, chi queste cose le studia seriamente. E io sono rispettosa delle competenze altrui, sennò qui a Sanremo nel sottopancia mi sarei fatta scrivere attrice, e poi virologa, allenatrice di calcio, esperta di calamità naturali, tutti i temi dell’italiano medio sui social. Sanno parlare di tutto.

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Marco Mengono e Filippo Scotti contro gli haters

Un altro monologo molto importante della serata è quello di Marco Mengoni che, insieme a Filippo Scotti, ha parlato degli haters e di come una tastiera possa essere pericolosa. Hanno pronunciato delle «parole che sono un messaggio contro razzismo e marginalità, contro gli haters, a favore dell’inclusione e della parità di genere, del rispetto della unicità». I due ragazzi hanno infatti recitato delle parole lette da un cellulare, delle parole d’odio, delle parole razziste, misogine. Delle parole che ci hanno messo i brividi, che diveniamo pian piano più gravi, ma che, purtroppo, sono reali. Vi invito ad ascoltare le loro parole:

“Io voglio diventare come Gianni Morandi”

Blanco è il vero protagonista della serata: giovane, rilassato e… vincitore. Tuttavia, quando Gianni Morandi, un pilastro della musica italiana arriva dopo di lui in classifica, lui che è un diciottenne, si avvicina al microfono e dice di voler “diventare come Gianni Morandi”. Perché Gianni Morandi è più di un cantante, è anche una persona deliziosa, una persona gentile che non tratta gli artisti giovani come persone inferiori, ma come suoi pari. Pensate che ha persino chiesto scusa a Irama per essere arrivato prima di lui.

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“Io voglio diventare come Gianni Morandi”

Mara e il meme del telefono

Zia Mara, finalmente presente fra il pubblico, ci ha letteralmente creato il remake del meme in cui fa una foto durante il Festival del 2020. Adesso aspettiamo tutti gli ospiti da lei, con altri drama.

I coriandoli in bocca a Blanco

Dargen D’Amico

Dargen D’amico splendido e simpaticissimo, non riesce proprio a non fare frecciatine alla politica (o a stare zitto) ma noi lo amiamo così com’è. «E un grazie al governo italiano che tende a dimenticarsi delle piccole realtà musicali quindi dobbiamo trovare delle alternative», ha detto, dopo la sua esibizione. Tra l’altro quanto abbiamo riso per il “non te li togli mai gli occhiali?” e “per fare la pipì–“ interrotto da Amadeus che si è subito pentito della domanda. E poi, ammettiamolo, ammettiamolo che è letteralmente stato l’unico che ha capito come giocare al Fantasanremo. Perché è facile dire papalina dopo l’esibizione. Ma provate a dirlo all’interno della canzone.

Blanco che entra in anticipo

Sì, l’ho detto che Blanco è stato il vero protagonista della serata. E infatti gli ultimi due momenti sono dedicati proprio a lui. Io personalmente sono morta quando l’ho visto entrare con quella bicicletta piena di diamanti, con Mahmood ormai esasperato, per poi tornare indietro perché era troppo presto. Blanco facci sognare all’Eurovision.

Blanco e la mamma

E infine, concludiamo con questa scena commovente. Commovente perché, in fin dei conti, Blanco ha solo 18 anni e ha vinto Sanremo, e la prima persona a cui pensa è la sua mamma insieme alla sua famiglia. In un’intervista successiva ha poi detto che è andato «ad abbracciare i miei genitori perché quando ero più piccolo li facevo dannare, mio papà quando l’ho abbracciato mi ha detto “Li mortacci tua”». Tenero anche Mahmood che vuole salutare la madre ma che poi, demoralizzato, ricorda che la madre è in hotel.

Concludiamo ricordandovi che trovate tutti i meme delle varie serate di Sanremo a questi link (con i momenti migliori giornata per giornata):

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