Come TikTok ha cambiato il modo di parlare degli adolescenti
Negli ultimi anni TikTok non ha rivoluzionato soltanto il modo in cui i giovani consumano contenuti online, ma ha trasformato anche il loro linguaggio quotidiano. Quella che inizialmente sembrava una semplice piattaforma di intrattenimento è diventata un potente motore culturale, capace di influenzare mode, gusti musicali e persino il vocabolario di milioni di adolescenti in tutto il mondo.
Oggi molte espressioni utilizzate dai ragazzi nascono sui social prima ancora che nella vita reale. Termini, modi di dire e persino intere conversazioni prendono forma all’interno di video di pochi secondi, diffondendosi rapidamente da un Paese all’altro grazie agli algoritmi della piattaforma. Il risultato è una generazione che parla una lingua sempre più influenzata dal web, caratterizzata da riferimenti condivisi e da un lessico in continua evoluzione.

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ToggleUn linguaggio che nasce online
Prima dell’arrivo di TikTok, le nuove espressioni linguistiche si diffondevano principalmente attraverso la televisione, la musica o il cinema. Oggi il processo è molto più rapido. Basta che una frase pronunciata da un creator diventi virale perché venga ripetuta da migliaia di utenti nel giro di poche ore.
Molti adolescenti utilizzano parole e modi di dire che hanno scoperto online senza nemmeno sapere da dove provengano. Espressioni come “cringe”, “delulu”, “core”, “slay” o “era” sono entrate nel linguaggio comune grazie alla loro diffusione sui social. Alcune derivano dall’inglese, altre vengono adattate alle lingue locali, dando vita a nuove forme di comunicazione che mescolano culture e influenze diverse.
Questo fenomeno ha reso il linguaggio degli adolescenti più internazionale che mai. Ragazzi che vivono in città e Paesi differenti finiscono per condividere lo stesso vocabolario digitale, creando una sorta di linguaggio globale della Generazione Z.

L’influenza dell’inglese
Uno degli effetti più evidenti di TikTok è la crescente presenza di termini inglesi nelle conversazioni quotidiane. Molti contenuti virali provengono infatti dagli Stati Uniti o da creator che si esprimono in inglese, rendendo alcune parole immediatamente riconoscibili anche da chi non parla fluentemente la lingua.
Così termini come “ghostare”, “triggerare”, “flexare” o “shippare” sono diventati parte integrante del lessico giovanile italiano. Si tratta spesso di parole inglesi trasformate secondo le regole grammaticali italiane, un fenomeno linguistico che dimostra come i social abbiano accelerato i processi di contaminazione tra lingue diverse.
Per molti adolescenti queste espressioni risultano ormai più naturali delle loro equivalenti italiane, contribuendo a creare un linguaggio distintivo che segna l’appartenenza a una specifica generazione.
I meme diventano parole
TikTok ha anche modificato il modo in cui nascono e si diffondono i meme. Se un tempo le battute virali restavano confinate a Internet, oggi entrano facilmente nelle conversazioni offline. Frasi tratte da video popolari vengono ripetute a scuola, tra amici o in famiglia, diventando parte del linguaggio quotidiano.
Spesso il significato originale passa in secondo piano. Quello che conta è il riferimento culturale condiviso. Utilizzare una determinata espressione significa dimostrare di appartenere alla stessa comunità digitale e di conoscere i trend del momento.
Questo meccanismo crea un senso di appartenenza molto forte, ma rende anche il linguaggio estremamente volatile. Molte parole diventano popolari per qualche mese e vengono poi sostituite da nuove tendenze.
Comunicazione più veloce e immediata
L’influenza di TikTok non riguarda soltanto il vocabolario, ma anche il modo di costruire i discorsi. La piattaforma è basata su contenuti brevi e immediati, una caratteristica che ha contribuito a favorire forme di comunicazione rapide, sintetiche e fortemente legate all’emotività.
Gli adolescenti tendono sempre più a esprimere concetti complessi attraverso poche parole, immagini, emoji o riferimenti condivisi. In alcuni casi una singola frase virale riesce a trasmettere emozioni, opinioni o esperienze che richiederebbero spiegazioni molto più lunghe.
Questa capacità di condensare significati in formule brevi rappresenta una delle principali innovazioni linguistiche introdotte dai social media.

Un cambiamento che preoccupa gli adulti?
Come spesso accade quando emerge una nuova forma di comunicazione, non mancano le preoccupazioni. Alcuni esperti temono che l’uso eccessivo di slang e abbreviazioni possa impoverire il linguaggio o ridurre la capacità di esprimersi in modo articolato.
Altri linguisti, però, sottolineano che le lingue sono sempre state in continua evoluzione. Ogni generazione ha sviluppato parole, espressioni e codici propri. In questa prospettiva, TikTok non starebbe impoverendo il linguaggio, ma semplicemente accelerando un processo che è sempre esistito.
Le nuove parole nate sui social rappresentano infatti una risposta naturale ai cambiamenti culturali e tecnologici della società contemporanea.
La lingua della Generazione Z
TikTok ha trasformato il linguaggio adolescenziale in un fenomeno globale, dinamico e in costante aggiornamento. Le parole nascono, si diffondono e scompaiono con una velocità senza precedenti, riflettendo il ritmo accelerato della comunicazione digitale.
Che si consideri questo cambiamento un arricchimento o una sfida, una cosa è certa: i social media hanno ormai un ruolo centrale nell’evoluzione della lingua. E per comprendere davvero il modo in cui parlano gli adolescenti di oggi, non basta ascoltare le loro conversazioni. Bisogna osservare anche ciò che accade sullo schermo dei loro smartphone.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






