Sanremo 2022: i migliori momenti della terza serata

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Delusa perché credevo che la terza serata, come al solito, sarebbe stata quella delle cover? Sì. Ma sinceramente Drusilla Foer è stata così magnifica che mi ha fatto dimenticare qualsiasi concorrente in gara di Sanremo. Scherzo, scherzo. In ogni caso, nessuna puntata ci regala i meme della prima, fino a ora (sarà l’assenza di Fiorello?), tuttavia la scorsa è stata davvero emozionante, dal discorso di Drusila Foer alla presenza di Martina Pigliapoco, la poliziotta che lo scorso ottobre ha salvato una donna dal suicidio. E poi, sì, i tanti zia Mara, Fantasanremo, Emma rincorsa dalla polizia, Amadeus che inciampa, Drusilla Foer (sì, lo ripeterò all’infinito, scusate!). Ma non perdiamoci in altre chiacchiere.

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Classifica generale della terza serata

Mahmood & Blanco si sono ripresi tutto quello che gli apparteneva, ritornando, con la gioia del pubblico che già li vede dominare all’Eurovision e continuare a far restare l’Italia sulla cima del mondo, in prima posizione. A seguire ci sono Elisa e Gianni Morandi. Qualcuno è felice, qualcun altro no. Ovviamente non si possono accontentare i gusti di tutto il pubblico, ci sarà sempre qualcuno che riterrà che, faccio un esempio totalmente casuale, Dargen D’Amico merita di essere prima di Sangiovanni, ma in fin dei conti dobbiamo farcela andare bene. Diciamo che dobbiamo principalmente sperare che a vincere sia qualcuno all’altezza dell’Eurovision perché con il successo mondiale del Maneskin non possiamo rischiare di fare figuracce.

Voglio aggiungere una cosa: nei dieci momenti migliori della terza serata non troverete il discorso di Saviano, perché? Non perché sia una complottista. Ho tanto apprezzato il discorso che ha fatto, ha detto delle parole giuste ed emozionanti, ricordando delle persone meravigliose che se ne sono andate troppo presto ma che hanno lasciato la propria orma indelebile sul mondo intero (ho visto tweet dalla Polonia e dagli USA di persone che spiegavano cose stesse dicendo), tuttavia mi ha fatto rimanere un po’ male il fatto che fosse lì praticamente per promuovere il suo nuovo programma. Certo, l’importanza delle parole c’è sempre, ma si è messo sullo stesso piano di qualsiasi attore che è andato a Sanremo per sponsorizzarsi.

Sanremo 2022: i momenti migliori della terza serata

Non è una classifica, mettere prima un momento di un altro non è indice che quello abbia fatto più ridere di un altro, ma questi momenti sono stati inseriti in modo completamente casuale, e così sarà anche nei prossimi giorni. Come con la seconda serata, ci sono molto meno contenuti rispetto alla prima proprio perché ci sono stati molti meno meme anche sul Twitter e molti meno momenti iconici, per cui speriamo di rifarci con la quarta serata.

Drusilla Foer

Drusilla Foer, senza togliere nulla alle altre conduttrici o ad Amadeus, ha portato sulle proprie spalle il peso dell’intera puntata. Incantevole, con degli abiti meravigliosi, elegante, mai scomposta, mai un minimo difetto. Ironica, sarcastica, simpatica, pungente (è divenuto virale lo scambio con Iva Zanicchi che, però, i giornali hanno rigirato: in realtà Drusilla non ha detto alla cantante che in più a lei ha la cultura, ma è stata Iva a dire che l’attrice è più colta di lei), ma noi vogliamo ricordare interamente (scegliere alcune parti e basta sarebbe un peccato) il suo monologo finale:

«Non voglio ammorbarvi a quest’ora con parole sulla fluidità, sull’integrazione, sulla diversità. Diversità non mi piace perché ha in sé qualcosa di comparativo e una distanza che proprio non mi convince. Quando la verbalizzo sento sempre di tradire qualcosa che penso o sento. Le parole sono come le amanti quando non si amano più vanno cambiate subito. Un termine in sostituzione potrebbe essere unicità, perché tutti noi siamo capaci di coglierla nell’altro e pensiamo di esserlo. Per niente, perché per comprendere la propria unicità è necessario capire di cosa è composta, di cosa siamo fatti. Di cose belle: le ambizioni,  i valori, le convinzioni, i talenti. Ma talenti e convinzioni devono essere curati.

Non è facile entrare in contatto con la propria unicità ma un modo lo avrei: si prendono per mano tutte le cose che ci abitano e si portano in alto, si sollevano insieme a noi, nella purezza dell’aria, in un grande abbraccio innamorato e gridiamo: “che bellezza tutte queste cose sono io”. Sarà una ficata pazzesca e sarà bellissimo abbracciare la nostra unicità e a quel punto io credo che sarà più probabile aprirsi e uscire da questo stato di conflitto che ci allontana. Sono una persona molto fortunata a essere qui ma vi chiederei un altro regalo: date un senso alla mia presenza su questo palco e tentiamo il vero atto rivoluzionario, che è l’ascolto, di se stessi e degli altri.

Promettetemi che ci doneremo agli altri, che accogliamo il dubbio anche solo per essere certi che le nostre convinzioni non siano solo delle convenzioni. Facciamo scorrere i pensieri in libertà e senza pregiudizio e senza vergogna. Facciamo scorrere i sentimenti con libertà e liberiamoci dalla prigionia dell’immobilità. Immaginate se il mondo non ruotasse e fisso stesse, se tutto il buio fosse nero pesto».

Lo trovate in formato video anche qui:

Drusilla Foer e Michele Bravi

Michele Bravi ci ha fatto sorridere tutti, e non per la sua voglia di essere colui che fa più punti al Fantasanremo, né per la sua sfida con Sangiovanni, ma per le parole delicate che ha detto a Drusilla Foer e si vedeva che le ha detto con il cuore in mano. «Sono felicissimo che sei qua, la tua presenza racconta proprio la meritocrazia», le ha detto. E lei (ricordiamo, comunque, che Drusilla Foer è solo un personaggio inventato da Gianluca Gori, non è né una donna vera e propria, né una persona transgender, per cui le polemiche di Simone Pillon sono pressoché insensate) ha risposto con una carezza e un sorriso. Che tenerezza.

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Amadeus che inciampa

Scusate, non voglio essere cattiva. L’ho inserito perché non è successo niente e non si è fatto male nessuno, ma quanto ho riso quando Amadeus è inciampato e avrebbe rischiato di versare il caffè sugli spartiti e sulla musicista? Per fortuna era solo uno sketch e non c’era niente nella tazzina, altrimenti il danno sarebbe stato non poco. In ogni caso si è fatto anche lui una risata e Drusilla ha continuato a prenderlo in giro (povero Amadeo, in questa edizione tutti gli dicono parole!).

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Martina Pigliapoco

Martina Pigliapoco è una carabiniera che lo scorso ottobre ha salvato una donna dal suicidio ed è anche la prima persona dell’Ordine dei Carabinieri a presentare un cantante a Sanremo (e questo cantante è proprio Emma e, vedremo dopo, perché fa ridere). Lei ha 26 anni ed è stata insignita del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per il coraggio e la sensibilità dimostrate nell’esercizio delle sue funzioni». Il suo intervento è stato davvero bello e commovente.

«Sono state quattro ore di trattativa molto difficili. Di certo quella mattina non pensavo che avrei salvato la vita a una donna. Eppure ce lo insegnano in caserma, ce lo dicono che può capitare. Non ero pronta però e non sono una negoziatrice. Fortunatamente è arrivato il collega dell’Arma specializzato a darmi una mano. Nel momento in cui è sopraggiunto però la signora non voleva che nessuno si avvicinasse, a parte me che ero già lì. Avevo la sensazione di vedermela volare via davanti ai miei occhi.

[…] Ho provato grande gratificazione. Quando l’ho abbracciata si è lasciata andare a un pianto liberatorio. Ho iniziato a piangere anche io. Mi ha detto che aveva sbagliato, che era un gesto più grande di lei. L’ho abbracciata e le ho parlato come se fosse mia madre. E’ stata sopraffatta dalle vicissitudini della vita».

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Emma rincorsa dai carabinieri

In molti ritengono che abbia semplicemente chiesto un favore alla donna che l’ha presentata, ovvero la carabiniera di cui abbiamo appena parlato, ma Emma dopo il Festival ha postato una storia in cui fa vedere di essere rincorsa e… cosa chiede? Quanti punti vale al Fantasanremo l’inseguimento della polizia. Ai cantanti di quest’anno di vincere il Festival della Musica italiana proprio non importa, loro vogliono vincere il Fanta e tutto questo ci fa morire.

Gianni Morandi

A proposito di Fantasanremo… Quanto abbiamo riso quando Gianni Morandi, 77 anni, cantante dal 1962, 84 album pubblicati, 50 milioni di dischi venduti in tutto il mondo, conduttore del Festival nel 2011 e nel 2012, vincitore del Festival nel 1987, ha chiesto ad Amadeus se lui avesse una squadra al Fantasanremo? Gianni Morandi, sei avanti a tutti, un uomo al passo con i tempi, un artista sensibile e divertente, che riesce a unire più generazioni.

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Fiori ad Amadeus

Sì, era per il Fantasanremo, però che bellezza comunque, dai. Dargen D’Amico è stato praticamente la persona che in pochi minuti ha dato i fiori ad Amadeus, ha salutato zia Mara, ha fatto ballare l’Ariston e ha fatto indossare a tutta l’orchestra degli occhiali da sole, ma quello che ci resta in mente è proprio i fiori ad Amadeus che, un po’ confuso e un po’ rassegnato al fatto che questi cantanti fanno un po’ quello che pare a loro, li ha accettati con piacere.

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Cesare Cremonini

Cesare Cremonini ha fatto ballare l’Ariston, e anche Giovanna. Ci ha fatto ridere, cantare, divertire, era quella ventata d’aria fresca di cui avevamo bisogno, e anche un bel salto nella nostra adolescenza. Non importa quanti anni siano passati, noi comunque cantiamo a squarciagola le sue canzoni, con i brividi e con gli occhi illuminati. Esibizione energica, al momento, niente da togliere agli altri e soprattutto oggi ritornano a Sanremo i Pinguini Tattici Nucleari, ma per ora è il miglior ospite.

Blanco & Mahmood

Blanco & Mahmood sono la luce e il buio, il giorno e la notte, lo Yin e lo Yang, e ci fanno morire. Sono i favoriti di tantissimi persone e probabilmente anche del pubblico che ormai comincia a riconoscerli sin dalle prime parole della presentazione, ma hanno una chimica (chimica chimica chi chi chi) pazzesco e si vede che si vogliono tanto bene. E anche che Mahmood non ne può più di Blanco. Lo sta facendo esaurire.

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Achille Lauro

Va beh, devo commentare?

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I meme della terza serata

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