Simone Pillon contro Sanremo e Drusilla Foer

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Sono state annunciate le co-conduttrici di Sanremo 2022, e ovviamente Simone Pillon, un politico, non poteva che commentare la scelta. D’altronde, sono ormai anni che non fa che commentare il mondo dello spettacolo, da Fedez ai Maneskin, tanto che ci chiediamo: per caso voleva essere invitato lui a Sanremo? Scherzi a parte, le conduttrici dell’edizione di Sanremo di quest’anno saranno Maria Chiara Giannetta, Lorena Cesarini, Sabrina Ferilli e Ornella Muti. L’ultimo nome è quello di Drusilla Foer, un nome fantasioso di un personaggio inventato da Gianluca Gori. Ed è proprio lei a causare tanto scalpore.

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Drusilla Foer

In primis, parliamo di lei. Chi è Drusilla Foer? Definita da molti una nobildonna, ma lei ritiene di non esserlo affatto. Come abbiamo anticipato, è un personaggio inventato da Gianluca Gori, in altre parole il suo alter ego. «Ho lavorato nel cinema, in televisione, in radio, ma attualmente canto e racconto storie in teatro», leggiamo nella biografia della donna, che nella sua biografia dichiara di essere senese, cresciuta a Cuba e di esser tornata in Italia dieci anni fa, dopo aver girato il mondo.

Nella su vita Drusilla Foer è stata un’attrice di teatro, proprio recentemente ha recitato nello spettacolo Venere Nemica e poi in Eleganzissima, è stata anche la voce narrante in “Histoire du soldat” e persino una dei giudici dello spettacolo “Strafactor”, partecipando come ospite anche ad alcuni episodi di Xtrafactor. Per quanto riguarda il cinema, ha partecipato al fine “Magnifica presenza” di Ferzan Ozpetek, quindi non è una persona del tutto sconosciuta, tanto da meritarsi (e comunque, in ogni caso, nessuno meriterebbe di finire sulla pagina di Pillon) un post da uno dei politici più omofobi che abbiamo.

Al contrario di Simone Pillon (di cui leggeremo a breve le dichiarazioni), comunque, molti italiani sono contenti e addirittura vedranno il festival dopo tanti anni proprio per la sua presenza. A essere pro è persino il vescovo di Sanremo, che ha affermato di conoscere la signora Coriandoli (di cui Drusilla è una sorta di parodia) e pensa che lei «sarà un po’ come il personaggio simpatico e da me più conosciuto di Maurizio Ferrini. Poi non è nemmeno detto che questo personaggio faccia propaganda ideologica perché ci sono tanti artisti che si travestono senza per questo fare passare un messaggio gender».

Simone Pillon contro Sanremo e Drusilla Foer

«Com’era ampiamente prevedibile, al festival di #Sanremo sempre più LGBT è stata assegnata la quota gender-inclusive già nella fase di scelta dei conduttori», ha piagnucolato il politico sul suo profilo Facebook. Pone poi una domanda ai suoi amati followers: «ma sempre in rispetto delle quote, non si potrebbe avere tra i co-presentatori un normale papà (uno eh, non due), e magari di ispirazione conservatrice? Sarebbe un bel segnale, se non altro a tutela delle specie a rischio estinzione televisiva». Ma Simone Pillon ha dimenticato che il presentatore principale, presente tutte le serate, è un uomo etero, cisgender e con due figli?

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La famiglia di Amadeus

Questo piccolo dettaglio, comunque, gli è stato fatto notare da Vincenzo Maisto, anche conosciuto sul web come Il signor Distruggere, e sapete come ha risposto il senatore leghista? «lo so, ma non mi risulta particolarmente conservatore. P.s. Impara il rispetto per chi non la pensa come te». A questo punto non sappiamo se faccia finta di essere così per il personaggio che ha creato, o se è davvero così e, in questo caso, ci sarebbe da preoccuparsi.

Per uno dei politici della Lega (o forse per tutti i leghisti? Chissà), Amadeus non è un “papà normale” perché non la pensa come lui, però poi sono gli altri che devono portare rispetto per chi non la pensa come loro. Ah, Simone Pillon, che fa parte di un partito il cui leader si è sposato non so quante volte ed è alleato con un altro partito di una donna che ha avuto una figlia fuori dal matrimonio, e dobbiamo commentare davvero il leader di Forza Italia?

Comunque, giusto per chiarezza, c’è davvero qualcuno che è dalla sua parte. «Non lo seguirò neppure quest anno, ormI NON è più il festival della canzone italiano, ma un esibizione di BLASFEMIA, IMMORALITÀ e mi fermo qui», scrive un fan. E un altro: «Io non guardo sanremo e propongo di non guardarlo. Per quanto mi riguarda poi le offese alla religione cattolica di certi individui che in altri tempi venivano, a mio parere giustamente, accompagnati in manicomio, andrebbero osteggiate in tutti i modi». E non guardatelo. Il festival più seguito d’Italia farà a meno di voi.

Concludiamo aggiungendo che Simone Pillon non è stato l’unico irrispettoso nei confronti del personaggio di Drusilla Foer. Purtroppo, oltre ai fenomeni del web, persino la stampa di destra ha deciso di prendere di mira la donna che condurrà Sanremo. Il Tempo aveva scelto come titolo: “Un travestito tra le cinque vallette di Amadeus“, quindi non solo un insulto a Drusilla ma anche alle donne in generale che da co-conduttrici vengono ridotte a vallette. Un altro articolo firmato dalla Redazione di Tv Zoom ha deciso di approvare un titolo del genere: “Sanremo? LGBT, Black Lives Matter, Villa Arzilla e Divermente abile. E non chiamatele vallette!“.

Se ve lo stesse chiedendo, la “diversamente abile” sarebbe Maria Chiara Giannetto che ha recitato come non vedente in una fiction, pensate a che livelli ci troviamo. Il Giornale invece ha criticato il Festival definendolo “politically correct“, perché per la destra ogni volta che c’è una cosa che non garba, diventa automaticamente “politicamente corretta“. Ma sarà che sono loro ad essere troppo scorretti, e basta?

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Le conduttrici di Sanremo

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