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Perché la Gen Z legge meno libri ma più fanfiction?

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Per anni ci è stato ripetuto che i giovani non leggono più. Colpa degli smartphone, dei social network, dei videogiochi, delle piattaforme streaming. Eppure la realtà è molto più complessa. Perché se è vero che molti ragazzi leggono meno romanzi tradizionali rispetto alle generazioni precedenti, è altrettanto vero che milioni di persone della Gen Z passano ore ogni settimana a leggere fanfiction.

Basta fare un giro su piattaforme come AO3, EFP o Wattpad per rendersi conto del fenomeno: storie lunghe centinaia di migliaia di parole, aggiornate regolarmente e seguite da comunità enormi. In alcuni casi, i lettori attendono il nuovo capitolo con più impazienza di quanto aspetterebbero l’uscita di un bestseller. La domanda, quindi, non è se la Gen Z legge. La vera domanda è: perché legge sempre più fanfiction e sempre meno libri (e quando legge libri, sono libri nati da fanfiction)?

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La fanfiction parte da personaggi che conosciamo già

Uno dei motivi principali è la familiarità. Quando iniziamo un romanzo dobbiamo conoscere nuovi personaggi, comprendere il mondo narrativo, impararne le regole. Con una fanfiction tutto questo lavoro è già stato fatto. Chi apre una storia su Harry Potter, Euphoria, The Hunger Games o Bridgerton sa già chi sono i protagonisti e perché gli interessano. La barriera d’ingresso è molto più bassa e la gratificazione arriva quasi immediatamente.

Le fanfiction nascono spesso da una semplice esigenza emotiva: non voler lasciare andare un universo narrativo. Ricordo che, ad esempio, io scrissi una One Shot (una storia molto breve da solo un capitolo) riguardando Naomi ed Emily di Skins, praticamente durante il funerale della bionda. Scena che noi non abbiamo visto, ma o ero troppo affezionata a quella coppia per non dare loro un addio come si deve.

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Quando finisce una serie TV o si conclude una saga letteraria, molti fan provano una sensazione di vuoto. Le fanfiction permettono di continuare a vivere accanto ai personaggi, immaginando finali alternativi, nuove relazioni o futuri diversi. In un certo senso, rappresentano una forma di partecipazione attiva alla narrazione. Non si tratta soltanto di consumare una storia, ma di prolungarla.

Prendiamo ad esempio la saga di Hunger Games, che si è conclusa più di dieci anni fa. “Il canto della rivolta” è stato pubblicato letteralmente nel 2010, eppure ancora oggi ci sono tantissimi fan affezionati che, quando Suzanne Collins ha pubblicato il libro dedicato a Snow, e poi quello su Haymitch, lo hanno divorato – e ammetto, io sono una di loro. Perché non siamo mai pronti a dire addio ai personaggi che abbiamo amato.

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La lettura diventa una conversazione

A differenza del libro tradizionale, la fanfiction è profondamente sociale. Ogni capitolo pubblicato genera commenti, teorie, discussioni e reazioni. Gli autori dialogano con i lettori e spesso modificano o sviluppano la storia anche sulla base dei feedback ricevuti. Per una generazione cresciuta sui social network, questo aspetto è fondamentale. Leggere non è più un’attività completamente solitaria. Diventa una conversazione continua con una comunità di persone che condividono gli stessi interessi.

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Le fanfiction offrono ciò che spesso manca nei media tradizionali

Molti giovani lettori cercano rappresentazione. Nelle fanfiction trovano relazioni LGBTQ+, protagonisti neurodivergenti, personaggi appartenenti a minoranze etniche o culturali che spesso ricevono poco spazio nelle produzioni mainstream. Non è un caso che alcune delle comunità più attive online abbiano costruito veri e propri archivi di storie che esplorano identità e relazioni raramente raccontate dai media tradizionali. Per molti lettori, la fanfiction non è solo intrattenimento: è anche un luogo in cui sentirsi rappresentati.

E non permettetevi di dire che la comunità LGBTQ+ è già ampiamente rappresentata e accettata. Farò l’esempio di una delle mie saghe preferite, quella di Bridgerton. Prenderò proprio il libro di Francesca, che è comunque uno di quelli che più mi è piaciuto leggere proprio perché diverso dagli altri. Nella rappresentazione sul piccolo schermo, Francesca sarà innamorata di una donna: apriti cielo.

Ne abbiamo parlato in questo articolo: Francesca Bridgerton: trama del suo libro e il tema (controverso) dell’infertilità

La Gen Z legge in modo diverso

Quando si parla di lettura, spesso si commette un errore: si pensa che leggere significhi esclusivamente aprire un libro cartaceo. La Gen Z, invece, è cresciuta leggendo continuamente: messaggi, post, thread, newsletter, articoli online, sottotitoli, manga digitali e fanfiction. In più, ricordatevi che adesso esistono i Kindle.

Questo non significa che tutti leggano di più rispetto alle generazioni precedenti, ma che la lettura si è frammentata in forme diverse. Molte persone che dichiarano di non leggere libri finiscono poi per leggere centinaia di pagine di fanfiction ogni mese senza quasi accorgersene.

La libertà creativa attira più dell’editoria tradizionale

Le fanfiction non devono rispettare logiche commerciali. Non devono piacere agli editori, seguire le tendenze del mercato o adattarsi a particolari strategie di vendita. Possono essere romantiche, assurde, drammatiche, lunghissime o completamente fuori dagli schemi. Questa libertà permette di sperimentare molto più di quanto accada nell’editoria tradizionale, dove spesso i libri devono rispondere a precise esigenze commerciali. Per i lettori più giovani, questo significa trovare storie che sembrano scritte esattamente per loro.

Tra l’altro ci sono tante saghe famose e che sono diventate anche un film, nate da una fanfiction. Ad esempio, sapevate che The Kissing Booth era una fanfiction? Come anche After, che era una storia sui One Direction.

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I libri sono davvero in crisi?

Forse la risposta è no. Negli ultimi anni molti fenomeni editoriali sono nati proprio dal mondo delle fanfiction. Basti pensare a After, nato come fanfiction online e diventato un bestseller internazionale.

Anche il successo di BookTok ha dimostrato che la Gen Z è ancora interessata ai libri, soprattutto quando riescono a generare coinvolgimento emotivo e senso di comunità. Il punto è che i giovani non stanno necessariamente abbandonando la lettura. Stanno semplicemente scegliendo forme diverse per viverla.

La fanfiction non è il nemico dei libri

Per molto tempo la fanfiction è stata considerata una forma di scrittura “minore”, quasi un passatempo per adolescenti. Oggi questa visione appare sempre più superata. Le fanfiction hanno creato comunità globali, avvicinato milioni di persone alla scrittura e mantenuto viva la passione per la lettura in un’epoca dominata dagli schermi.

Forse la vera domanda non è perché la Gen Z legga più fanfiction che libri. Forse dovremmo chiederci perché continuiamo a considerarle due cose completamente separate. Dopotutto, alla fine, si tratta sempre della stessa cosa: persone che si emozionano davanti a una storia e non vogliono smettere di leggerla.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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