L’Italia che esiste e resiste: in migliaia in piazza per protestare contro l’affossamento del DDL Zan

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Ci hanno detto che non siamo la maggioranza, quando basta leggere i sondaggi per comprendere come la maggioranza voglia l’approvazione del DDL Zan. Ci hanno detto che in Italia non esiste un problema di omofobia, ma poi ragazzini vengono picchiati mentre vanno a un Pride, ragazzine perché hanno una borsa arcobaleno, ragazzi vengono cacciati da casa perché omosessuali, ragazze uccise perché hanno una relazione con un ragazzo transgender. Dicono che l’omofobia non è il problema più grave, ma solo perché non è un problema che riguarda loro. Eppure qualsiasi sostenitore dei diritti umani dovrebbe rendersi conto che, al contrario, l’omofobia in Italia è un problema, e continuerà a esserlo per sempre finché non lo si considererà come tale.

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Milano, ieri

Ho fatto solo qualche esempio, ma potrei continuare ancora, per dimostrare che in Italia esiste l’omofobia ed è un problema serio che fa debellato, e non riguarda solo gli adolescenti che vanno educati, ma anche gli adulti. Ad esempio ricorderete la storia del chirurgo omosessuale il cui padre ha pagato un uomo per rompergli le dita, solo perché omosessuale. Oppure la storia del locale in Salento, che è stato preso d’assalto da uomini fieramente fascisti (no, non lo sto dicendo io, lo hanno affermato loro stessi). La colpa del proprietario? Essere un fiero attivista LGBT. E per questo è stato insultato e picchiato.

Però l’omofobia in Italia non è un problema e anche gli eterosessuali vengono discriminati. Mi chiedo se le persone fermamente convinte di ciò, vivano nella nostra stessa Italia. Perché è evidente che non esista l‘eterofobia, mentre gli episodi di omofobia siano sempre più frequenti (solo quelli documentati, ovviamente). E poi, continuiamo a parlare di comunità LGBT e omofobia, ma in realtà nel DDL Zan si parlava anche di abilismo, ovvero delle discriminazioni e delle difficoltà che le persone disabili devono affrontare ogni giorno. Chissà cosa si prova a essere Matteo Salvini, avere un leghista come ministro per le Disabilità, e votare contro un DDL che vuole proteggere anche le persone disabili.

In ogni caso, in questo articolo non voglio parlare di Matteo Salvini, degli omofobi, dei fascisti, delle discriminazioni. Abbiamo più volte parlato di queste cose e abbiamo compreso che, chi non vuole capire, non capirà mai e non perché è ignorante, ha deficit mentali o è omofobo (beh, questa potrebbe essere un’ipotesi). Il problema è che non potranno mai capirlo, perché manca loro l’empatia, perché sono delle persone privilegiate che non si sono mai trovate davanti a una discriminazione nei propri confronti.

Perché nessuno dirà mai loro “io non ho problemi con gli etero però insomma i bambini li vedono, potrebbero non tenersi per mano“, o ancora, perché nessuno paragonerà le discriminazioni nei loro confronti ai “ciccioni” (che comunque meritano rispetto, per l’amor del cielo). Non capiranno mai perché a loro non è mai successo di essere picchiati perché amano, perché sono. E a me dispiace, e non perché meritano tutte le cattiverie che subiscono le persone disabili o omosessuali, ma perché l’empatia ti rende intelligente, ed è evidente che gli mancherà sempre qualcosa.

DDL Zan: le manifestazioni in tutta Italia

Non voglio parlare dei carnefici, perché in questo articolo i protagonisti devono essere le vittime, o i sostenitori delle vittime. Al centro dell’attenzione devono esserci le persone che non sono state prese in considerazione (visto che la destra parlava solo della community LGBT o delle radfem contrarie, ma non di tutti i sostenitori) ma che esistono, e resistono. Di tutte le persone che oggi sono scese in piazza, che sono scese in piazza ieri e che lo faranno anche nei prossimi giorni. Delle persone che non si fermano davanti a un no, se quel no viola i diritti umani e civili. Perché noi non ci sentiamo rappresentati da quelle persone.

Non ci sentiamo rappresentati da chi è in politica senza saper fare politica, da chi cambia idea come cambia mutande, da chi è alleato dei popoli dove l’omosessualità è un reato ed è addirittura punita con la pena di morte. Non siamo rappresentati da chi ci usa per consensi, ma poi ci rema contro. Non siamo rappresentati da chi si preoccupa della comunità LGBT, solo quando qualcuno viene ucciso o picchiato, per farci propaganda sopra, per mandare le condoglianze alla famiglia, senza però fare niente per migliorare la situazione.

Per questo le persone sono scese in piazza, non perché non accettano un NO democratico, ma perché quelle persone non sono i nostri rappresentanti. La testimonianza sono i sondaggi di BiDiMedia, in cui la maggioranza degli italiani si è dimostrata a favore. E un’altra testimonianza sono ovviamente le tante manifestazioni in tutta Italia che aumentano ora dopo ora, tutte colme di persone, che non sono solo persone omosessuali, ma anche eterosessuali. Sapete cosa hanno in comune tutte queste persone? Il desiderio di vivere in un’Italia giusta, che rispetta i diritti di tutti. Date un’occhiata ai sondaggi, comunque:

Guardate i sondaggi, e ditemi se è normale che, con un vigliacco voto segreto e con delle urla di goduria come se la nazionale di calcio italiana avesse segnato un goal alla finale dei mondiali, il DDL Zan venga affossato. Dicono di fare il meglio per il paese, di fare il meglio per il futuro, ma allora perché le persone sono in piazza a protestare? E soprattutto: perché se le piazze sono piene per chi è contro il Green Pass, le piazze hanno valore, ma altrimenti no? E sia chiaro, non sto paragonando il Green Pass al DDL Zan, semplicemente le loro reazioni a riguardo. Non è normale, è così?

Oggi, dal mio Erasmus in Croazia che non mi dà la possibilità di scendere in piazza insieme ai miei fratelli e sorelle italiani, guardando le foto condivise sui social, i video in cui tantissime persone hanno deciso di non stare in silenzio ma di partecipare e creare delle manifestazioni pacifiche, senza urla, senza insulti, senza distruggere la sede della CGIL, ho avuto le lacrime agli occhi. Perché questa è la mia Italia. Questa è l’Italia che mi rappresenta, questa è l’Italia che sono e di cui il mondo dovrebbe parlare. Questa è ‘Italia che sono fiera di rappresentare all’estero. Quando mi chiedono di parlare del mio paese, racconto delle persone meravigliose che ci abitano.

Perché l’Italia non è un paese omofobo, abbiamo solo dei bigotti al governo, al Parlamento e al Senato, ma le generazioni future avranno il coraggio e la forza di combattere e di mandarli a casa. Perché, come ha detto il premier Draghi, spetterà proprio agli adolescenti di oggi il compito di cambiare l’Italia, e di cambiarla in meglio. Toccherà a loro, e a noi, perché in fin dei conti io ho ancora solo 23 anni, non sono poi così anziana, risolvere tutti i problemi che questa politica ci sta lasciando, e non parlo solo del DDL Zan.

Sarà difficile, dovremo combattere, ma ci riusciremo. Insieme. E insieme riusciremo a non dover abbandonare la nostra patria, per cercare un posto migliore. Sarà l’Italia il nostro posto migliore.

Le foto delle manifestazioni

Le foto sono prese da Twitter. Vi lasciamo anche alcuni video e commenti da parte dei VIP, oltre che di persone comuni ma che non hanno intenzione di stare in silenzio davanti all’ingiustizia dell’affossamento del DDL Zan. E pretendiamo delle risposte da parte di chi ha votato contro. Vogliamo sapere cosa hanno da dire a tutti quegli italiani, a tutti coloro che non vengono considerati la “maggioranza” solo perché non sono della loro opinione.

Cosa non è il DDL Zan

Infine, un piccolo ripasso sul DDL Zan per chi, dopo mesi di discussione, non lo ha ancora compreso.

Non voglio far approvare il DDL Zan perché sono contro l’utero in affittoLetteralmente il DDL Zan è una legge che lotta contro la discriminazione e la violenza omotransfobica, quindi l’utero in affitto non c’entra nulla con questa proposta di legge. In più sottolineiamo anche che in Italia la «gestazione per altri», conosciuta in altri termine con «utero in affitto», è illegale. Quelle della destra che quindi usano l’utero in affitto come scusa per andare contro il DDL Zan, sono quindi delle fake news.

È liberticida: no. Il DDL Zan non è liberticida. L’articolo 4 dello stesso (ancora una volta, prima di criticare sarebbe utile informarsi, anche per evitare di fare figuracce) recita: «Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla li­bertà delle scelte, purché non idonee a de­terminare il concreto pericolo del compi­ mento di atti discriminatori o violenti». Potete comunque trovare il testo completo e leggerlo con i vostri occhi qui.

Esiste già una legge: no, non esiste già una legge. L’articolo 61 del codice penale che in genere viene citato come legge già esistente prevede che un giudice possa applicare le aggravanti presenti nell’art. 61 del codice penale se una persona viene picchiata per il proprio orientamento sessuale o per la sua identità di genere o per la sua disabilità, tuttavia non è obbligato a farlo. Quindi una persona potrebbe essere più tutelata. Non penso questo sia normale.

Fuori i bambini dalla politica. Il DDL Zan prevede la strategia Nazionale attivata dall’UNAR, l’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali del dipartimento per le Pari opportunità della presidenza del Consiglio dei ministri, che è già presente con interventi anti-discriminatori nei campi dell’educazione e dell’istruzione, come anche in quelli del lavoro e delle carceri. Il loro nome è corso di educazione al rispetto. Quindi, cara destra, non si tratta di educazione gender, ma solo di educazione a rispetto di chi ama una persona delle stesso sesso, di chi ha un colore di pelle diverso dal tuo o, ancora, di chi non si identifica nel sesso in cui nasce.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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