Pride Milano: 12enne picchiato da alcuni omofobi mentre andava al Pride

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Quante volte ci capita di sentire, parlando dei Pride: «ma non servono a niente, sono una pagliacciata, l’omofobia non esiste, gli eterosessuali non hanno mica un Pride» e tante storielle che si raccontano pur di non ammettere di essere semplicimente omofobi. Tuttavia, quando senti che un bambino di 12 anni è stato picchiato da due ventenni mentre si stava recando al Pride di Milano. È stato prima insultato, poi picchiato, e infine le due bestie gli hanno versato un bicchiere di spritz addosso. Ci chiediamo: è più sbagliato andare al Pride oppure picchiare un ragazzino perché evidentemente sei un ignorante che non ha ricevuto una corretta educazione?

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Fonte: @mbrandotommy su Twitter

Perché, in fin dei conti, si parla di questo. L’omofobia è sbagliata. È sbagliato ritenersi superiore a qualcuno. È sbagliato pensare di dover avere più diritti di altri solo perché eterosessuale. È sbagliato usare la Bibbia o la religione come scusa per essere, semplicemente, un omofobo ignorante. Tuttavia, mentre l’ideologia te la costruisci pian piano da solo (sebbene un genitore dovrebbe anche insegnare a un figlio che siamo tutti uguali), l’educazione ti deve essere trasmessa dai tuoi genitori e, se non riesci a non picchiare un ragazzino solo perché sta andando a un Pride, allora c’è proprio un problema alla base.

Ci dicono che non ci sono casi di omofobia in Italia. Ci dicono che, se ci sono, sono pochi. Ci dicono che non serve una legge che tuteli ancora di più gli omosessuali, perché poi sarebbe una discriminazione nei confronti degli eterosessuali (e qui casca anche l’asino, dato che il DDL Zan non parla di omosessualità bensì di orientamento sessuale, per cui ogni persona, etero, bi, pan, sarebbe tutelata, ma lo sanno anche loro che nessun etero è discriminato in quanto etero). Ci dicono tante storielle per farci credere che in Italia non esiste un problema di omofobia.

Ma poi un 12enne viene aggredito mentre va al Pride, una 13enne è picchiata perché ha una borsa arcobaleno, tantissimi ragazzi e ragazze vengono cacciati da casa solo perché amano qualcuno del loro stesso sesso, una coppia LGBT è costretta a interrompere la propria vacanza a Palermo perché non poteva tenersi per mano. Però una coppia eterosessuale può fare sesso in pubblico e può ottenere tutto il sostegno dei social, che chiamano invidiosi chi li denuncia. Davvero non ci rendiamo conto che c’è un grave problema di omofobia?

13enne picchiato mentre andava al Pride di Milano

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Fonte: @ValentinaKermit su Twitter

«Esprimiamo la massima solidarietà alla vittima da parte del CIG Arcigay Milano e dell’intera rete di Milano Pride e chiediamo con forza se possibile ancora maggiore che il Senato approvi la legge contro l’omotransfobia, il ddl Zan: è urgente», ha detto il presidente di Arcigay Fabio Pellegatta, sottolineando quanto sia importante e urgente che il DDL Zan venga approvato al più presto. Non perché con il DDL Zan finiranno le violenze omofobiche. Ma perché con il DDL Zan otterranno una pena più severa e le vittime avranno davvero giustizia.

A riferire l’episodio è stato proprio Arcigay, che racconta di come il ragazzo stesse passando per il Parco Sempione, quindi a pochi metri dall’Arco della pace in cui ieri si è tenuto l’evento finale del Milano Pride. La Repubblica poi ha fatto sapere che il bambino ha solo 12 anni e sarebbe prima stato insultato verbalmente per il suo orientamento sessuale, poi sarebbe stato colpito con degli schiaffi dietro la testa e poi gli sarebbe stato versato dello Spritz addosso. I criminali sono due ventenni, italiani se qualcuno se lo stesse chiedendo.

Fortunatamente l’adolescente non ha alcuna grave ferita, è stato subito soccorso dalle ambulanze presenti nella piazza per il Pride e non è neanche stato portato in ospedale. Tuttavia, psicologicamente resterà probabilmente ferito a vita, perché una violenza del genere avvenuta solo per chi sei, o meglio, per chi ami, non è una cosa che viene cancellata dal nulla. Ti rimarrà impressa per sempre, ma ti renderà più forte e più arrabbiato. Per cui noi mandiamo tanta solidarietà al dodicenne, sperando che possa riprendersi al meglio.

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Fonte: @glucanto su Twitter

«Abbiate il coraggio di venire qui al Pride, voi che ci odiate! Non ci fermerete. Il Pride è resistenza».

Uno degli organizzatori del Pride di Milano

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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