Come votare dall’estero se sei un cittadino italiano

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Non è possibile votare da fuorisede, ma se ti trovi all’estero e sei un cittadino italiano potrai contribuire a queste elezioni, facendo valere il tuo diritto e dovere. Come? Vediamolo insieme in questa breve guida sul come avere il diritto di lamentarsi dopo che Giorgia Meloni avrà vinto queste elezioni e diventerà la prima premier donna e fascista d’Italia. Scherzo, dai. Però se non andrete a votare, non avrete il diritto di lamentarvi di chiunque vincerà, a meno che, ovviamente, non siate davvero impossibilitati. Ma per chiunque ne ha la possibilità e decide di non votare: siete dei complici del vincitore.

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Sappiamo che scegliere è difficile considerando quanto abbiamo completamente perso la fiducia per le istituzioni italiani, per la pseudo sinistra e per la peggior destra di sempre, tuttavia dobbiamo rimboccarci le maniche e scegliere il meno peggio. È brutto, è davvero pessimo come ragionamento perché dovremmo votare una persona di cui ci fidiamo e che ci ha convinto al 100%, ma se non la troviamo, dobbiamo scovare quel partito che potrebbe davvero fare qualcosa per la nostra Italia, che non sia togliere il diritto di abortire, che non voti contro la parità salariale, che non faccia campagna elettorale sulla pelle delle donne stuprate e che non ritenga che togliere alla sanità per dare allo sport sia un’ottima scelta.

Votare è un vostro diritto, ed è anche un vostro dovere. Purtroppo noi studenti fuorisede siamo costretti a tornare a casa anche solo per un giorno, anche se il giorno dopo iniziano le lezioni e proprio non possiamo perdercele, anche se i biglietti dei treni costano tanto anche se con lo sconto, e soprattutto ci fanno perdere ore e ore, con cambi e tutto ciò di negativo che puoi aggiungere. Ma queste elezioni sono importanti, e dobbiamo farlo una volta tanto (se va bene), quindi cerchiamo di esserci. Cerchiamo di fare il meglio per il nostro futuro, perché alla fine di questo si tratta: del nostro futuro.

Lottiamo per avere la parità salariale, per avere il salario minimo, i tirocini e gli stage pagati decentemente. Paghiamo perché possiamo avere un ministro all’istruzione e all’università che non introduca cose come l’alternanza scuola-lavoro, per sfruttare ancora di più gli studenti (e che di studenti ne ha uccisi), che non introduca dei 60 CFU per lucrare ancora e ancora sulla pelle di chi studia per anni per poi trovarsi il precariato. Il 25 settembre, andate a votare per voi stessi, per tutti noi, per cambiare l’Italia e cambiarla davvero.

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Se invece avete la fortuna di aver abbandonato l’Italia (scherzo, ovviamente, per citare i Pinguini Tattici Nucleari: Italia Italia che chi resta sogna di partire e chi se ne va sogna di farci ritorno), sappiate che dall’estero avete la possibilità di votare, probabilmente perché tornare in patria solo per un voto, sarebbe troppo complesso, e quindi avete questo privilegio. Anche se, per dire, Zagabria – Roma è un’ora di volo mentre Perugia Brindisi sono 8 ore e sempre con almeno un cambio. Ma dai non voglio fare polemica su questo, godetevi la vostra fortuna.

In primis devi sapere che votare anche mentre sei all’estero è un tuo diritto, stabilito dall’art. 48 della Costituzione italiana che istituisce una circoscrizione Estero e stabilisce quali sono i requisiti e le modalità per l’esercizio del diritto di voto dei nostri connazionali fuori dall’Italia. Per usufruire di questo diritto, devi essere iscritto all’Aire, ovvero all’Anagrafe italiani residenti all’estero, e secondo questo documento sono ben 5 milioni e mezzo gli italiani che hanno abbandonato la madre patria. Anche se sei all’estero in maniera temporanea, come per un Erasmus, potrai votare.

«I cittadini italiani residenti all’esteroiscritti nelle specifiche liste elettoralivotano per corrispondenza», leggiamo sul sito del governo. La Circoscrizione estero è suddivisa in quattro ripartizioni: Europa, compresi i territori asiatici della federazione russa e della Turchia; America meridionale; America settentrionale e centrale; Africa, Asia, Oceania e Antartide. Se quindi non vivete in queste parti del mondo, purtroppo non sarà possibile votare in quanto il

Governo italiano non ha potuto concludere accordi per garantire che il diritto di voto si svolga in condizioni di eguaglianza, di libertà e di segretezza, oppure in Stati la cui situazione politica o sociale non garantisce, anche temporaneamente, l’esercizio del diritto di voto secondo tali condizioni.

Sul sito del governo viene sottolineato che «gli elettori italiani che si trovino temporaneamente all’estero per motivi di lavoro, studio o cure mediche per un periodo di almeno 3 mesi nel quale ricade la data delle prossime elezioni politiche del 25 settembre possono votare per corrispondenza nella circoscrizione Estero». Tuttavia, se entro il 24 agosto non avete inviato al comune di iscrizione nelle liste elettorali una comunicazione in cui dichiaravate di scegliere quest’opzione, ormai è troppo tardi.

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Se invece l’avete fatto, riceverete per posta all’indirizzo di residenza il plico elettorale con la scheda di voto e potrete esprimere la vostra preferenza entro il 22 settembre. Se avete cambiato residenza dall’ultimo consultazione elettorale, chiaramente dovrete comunicarlo. Il plico dovrebbe arrivare entro l’11 settembre, per cui se non l’avrete ricevuto entro quella data, potrete richiedere il duplicato all’ufficio consolare di riferimento.

È proprio al Consolato del Paese in cui vivete che poi dovrete consegnare entro le 16 del 22 settembre il plico, che poi verrà inviato in Italia; lo spoglio avverrà a Castelnuovo di Porto (Roma), nel Centro Polifunzionale della Protezione Civile. Se invece volete approfittare delle elezioni per tornare a casa, potrete farlo presso le sezioni elettorali del comune nelle cui liste elettorali è iscritto, per i candidati che si presentano nelle circoscrizioni e regioni del territorio nazionale, ma la timeline per fare la richiesta è scaduta il 31 luglio.

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