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L’Unione Europea lancia “Team Gaza”: quasi 900 milioni di euro per la ricostruzione della Striscia. Anche l’Italia aderisce

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Mentre la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza continua a peggiorare e migliaia di civili restano senza accesso stabile ad acqua, elettricità e cure mediche, l’Unione Europea prova a guardare oltre l’emergenza immediata (purtroppo, non arrestare i criminali israeliani). A Bruxelles è stata infatti presentata “Team Gaza”, una nuova iniziativa internazionale che punta a coordinare gli interventi per la ricostruzione del territorio palestinese.

Il progetto nasce nell’ambito della seconda riunione del Palestine Donor Group (PDG) e riunisce Commissione europea, Banca europea per gli investimenti, Banca Mondiale e tredici Paesi partner, tra cui anche l’Italia. Il pacchetto iniziale di finanziamenti ammonta a 883,6 milioni di euro, destinati a ripristinare i servizi essenziali nella Striscia.

Cos’è Team Gaza

L’iniziativa presentata dalla commissaria europea Dubravka Šuica vuole creare una piattaforma comune capace di coordinare gli aiuti destinati alla popolazione palestinese, evitando sovrapposizioni tra i diversi donatori internazionali.

L’obiettivo è finanziare gli interventi più urgenti necessari per permettere una futura ripresa della Striscia: dalla ricostruzione delle reti idriche agli impianti sanitari, passando per la gestione dei rifiuti, la produzione energetica, il sostegno all’agricoltura e alla sicurezza alimentare.

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Il piano si basa sulla Valutazione rapida dei danni e dei bisogni pubblicata nell’aprile 2026 da Unione Europea, Nazioni Unite e Banca Mondiale, documento che fotografa una situazione estremamente critica dopo mesi di guerra.

“Il recupero iniziale di Gaza non può attendere la risoluzione di ogni singola questione politica. La popolazione ha bisogno del nostro sostegno adesso”, ha dichiarato Šuica durante la presentazione del progetto.

Quasi 900 milioni di euro per la ricostruzione

Il primo pacchetto economico mobilitato da Team Gaza raggiunge 883,6 milioni di euro, una cifra che comprende anche 257 milioni proposti direttamente dalla Commissione europea e dalla Banca europea per gli investimenti per finanziare i primi interventi infrastrutturali.

All’iniziativa partecipano Italia, Francia, Germania, Spagna, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Giappone, Norvegia e Svizzera. Anche Australia e Canada hanno manifestato interesse a entrare nella piattaforma.

Parallelamente, l’Unione Europea ha annunciato un ulteriore sostegno economico all’Autorità Palestinese.

Attraverso il meccanismo Pegase, creato nel 2008 per garantire la gestione trasparente degli aiuti europei, sono stati firmati nuovi accordi per 41,7 milioni di euro, ai quali si aggiungono i 310 milioni già promessi dalla Commissione europea per il biennio 2026-2027.

Dalla sua istituzione, Pegase ha mobilitato complessivamente circa 3,8 miliardi di euro a favore della popolazione palestinese.

Il sostegno all’Autorità Palestinese

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Durante la riunione è stato affrontato anche il tema della difficile situazione economica dell’Autorità Palestinese.

L’Unione Europea ha ribadito il proprio impegno a sostenerne il funzionamento attraverso gli aiuti economici e ha evidenziato l’importanza di garantire continuità ai servizi pubblici essenziali. Per questo motivo Bruxelles ha confermato il finanziamento di 310 milioni di euro attraverso il programma Pegase, oltre ai nuovi 41,7 milioni annunciati durante l’incontro.

Il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa ha sottolineato i progressi compiuti dal suo governo sul fronte delle riforme istituzionali, ma ha ricordato che la situazione sul terreno resta estremamente critica. “Niente si muoverà davvero fino al ritiro delle forze israeliane e all’apertura di tutti i valichi di frontiera. Abbiamo bisogno che il mondo si svegli e faccia qualcosa di più drammatico: le persone muoiono ogni giorno“, ha dichiarato.

Secondo la Commissione europea, i fondi saranno gestiti attraverso agenzie delle Nazioni Unite, come UNDP e UNICEF, e verranno destinati prioritariamente ai servizi essenziali per la popolazione.

Anche l’Italia tra i Paesi che finanziano la ricostruzione

L’Italia figura tra i tredici Paesi che hanno aderito alla piattaforma Team Gaza e partecipa anche al nuovo pacchetto di finanziamenti destinati all’Autorità Palestinese.

La presenza italiana conferma il sostegno agli interventi umanitari e alla futura ricostruzione della Striscia, insieme agli altri principali partner europei. Oltre ai Paesi membri dell’Unione Europea partecipano infatti anche Regno Unito, Norvegia, Svizzera e Giappone, mentre Australia e Canada hanno già manifestato interesse a unirsi all’iniziativa.

Ricostruire Gaza sarà una sfida lunga e complessa

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Il lancio di Team Gaza rappresenta uno dei più importanti programmi internazionali dedicati alla ricostruzione della Striscia dall’inizio del conflitto.

Gli investimenti annunciati serviranno a ripristinare infrastrutture fondamentali, come reti idriche, ospedali, sistemi energetici e gestione dei rifiuti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della popolazione e creare le basi per una futura ripresa economica.

La Commissione europea ha comunque sottolineato che il successo dell’iniziativa dipenderà anche dall’evoluzione della situazione sul campo e dalla possibilità di operare in condizioni di sicurezza. Nel frattempo, con quasi 900 milioni di euro già mobilitati, Team Gaza rappresenta uno dei più consistenti impegni economici internazionali finora annunciati per sostenere la ricostruzione della Striscia.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, nuotare, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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