Matteo Salvini contestato persino in Polonia: i polacchi non dimenticano la maglia e l’amicizia con Putin

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Se in Italia in molti hanno la memoria corta e si sono completamente dimenticati dell’amicizia di Salvini con Putin (o, almeno, dell’ammirazione dell’ex ministro nei confronti del presidente russo), in Polonia non gli è andata troppo bene. Oltre alla bruttissima figura e all’umiliazione che ha subito per mano del sindaco, non ha neanche avuto il coraggio di dire di essere contro Putin. In ogni caso, questa è l’ennesima testimonianza di come ormai Matteo Salvini sia politicamente finito, lo si può notare semplicemente vedendo come la Lega sia passata, in pochissimo tempo, dal primo al terzo partito italiano, in continua discesa.

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Non poteva di certo aspettarsi degli applausi dai polacchi, Matteo Salvini. La Polonia la dittatura russa l’ha vissuta e neanche troppo tempo fa, molti dei sindaci, dei genitori, dei nonni, hanno ancora vividi ricordi del periodo del secondo dopoguerra, quello in cui il comunismo sovietico dominava sul paese causando disordini sociali. D’altronde si è anche visto come la Polonia (che in alcun modo vogliamo difendere: omofobi e anche razzisti, accolgono solo i profughi bianchi come vorrebbe fare anche Matteo Salvini, tra l’altro) si sia apertamente, sin dal principio, schierata contro la Russia e contro Putin.

Tra l’altro, la polemica della relazione fra Putin e Salvini non è una storia nuova in Italia, sin da quando questa guerra è scoppiata gli sono state poste tante domande ma lui, come al solito, non ha risposto. Poi, ovviamente, ci sono gli italiani con la memoria corta o che credono che le persone cambino, tuttavia ogni qualvolta gli viene chiesto di condannare Putin… Lui condanna la guerra. È facile, così, vero? Per questo, forse convinto che fuori dall’Italia non ci fossero polemiche, è partito in Polonia.

Il leader della Lega ha preso un volo ed era pronto a ricevere applausi e magari anche pacche sulla spalla per aver mosso il proprio sedere per farsi fare qualche scatto con i profughi che scappavano dalla guerra (la guerra vera eh, sia chiaro, non quelle finte in Afghanistan, Iraq o Siria) e poi pubblicare qualche foto commovente sui propri social, foto che sarebbero finite in tv, con testimonianze che avrebbe raccontato per almeno una settimana in qualche canale televisivo. Ma le cose non sono andate come il previsto, ed è stato completamente umiliato.

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L’avventura di Matteo Salvini in Polonia

Salvini è andato in Polonia per dare una mano al confine, tuttavia non ha ricevuto una lieta accoglienza. In primis il sindaco Wojciech Bakun ha ringraziato tutte le organizzazioni italiane insieme ai cittadini che stanno dando una mano all’Ucraina come anche all’accoglienza delle persone ucraine in Polonia con rispetto, tuttavia poi ha lanciato la bomba. Si è rivolto a Salvini e ha detto: «Io non la ricevo, venga con me al confine a condannarlo [Putin]», mostrando la maglia che l’ex ministro italiano indossava tutto sorridente in una vecchia foto.

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Che ha fatto il leader leghista? Ha provato a dire di essere lì «per aiutare chi scappa dalla guerra» e poi si è allontanato bofonchiando. In quel momento alcuni dei presenti gli hanno detto che aveva l’«occasione di condannare Putin», ma lui ha preferito stare in silenzio. A quel punto poi sono iniziati i cori come “buffone” e “pagliaccio” e lui ha risposto semplicemente di essere lì per portare «aiuti e pace». Al che è stato invitato a indossare la maglietta di Putin.

Dopo questa disavventura, ha detto che «non ci interessa la polemica della sinistra italiana o polacca, siamo qui per aiutare chi scappa dalla guerra». Peccato però che il sindaco di Przemysl non sia di sinistra ma faccia parte del partito Kukiz’15, un gruppo politico composto principalmente da persone con opinioni di destra e che si definisce conservatore ed economicamente liberale. Insomma, la sinistra polacca, in questo caso, c’entra davvero poco (anche perché la Polonia non è proprio un popolo di sinistra).

«Secondo me sì, portare medicine, vestiti, giochi e portare in Italia donne e bambini, ne vale sempre la pena, per la polemica politica c’è sempre tempo. Sono il primo politico a venire qui? Spero ne arrivino altri, se ciascuno fa il suo e aiuta una famiglia…la Polonia sta facendo tantissimo, un milione di rifugiati, mentre l’Europa dovrebbe fare di più. La Polonia è lasciata un po’ da sola», ha detto il leader leghista che da sempre è affezionato alla Polonia e alla sua omofobia latente, che stiamo mettendo da parte solo perché la guerra è un argomento più serio.

Tuttavia, fa ridere il discorso pronunciato dal leader leghista, quello contro l’immigrazione, quello dei porti chiusi, quello dei morti in mare, quello delle guerre vere e delle guerre finte, dove le guerre vere sono solo quelle in Europa, con rifugiati bianchi, biondi e con gli occhi azzurri, e le guerre finte quelle con persone non bianche. Potrebbe anche interessarvi: Il razzismo ai confini dell’Ucraina, e non solo: profughi di serie A e profughi di serie B.

Ai cronisti poi ha detto: «Qualche italiano preferisce la guerra, mi spiace per lui. Io sono qua per la pace e condanno la guerra, condanno le bombe». Gli viene poi chiesto se condanni anche Putin, e lui: «Certo, ovvio. Condanniamo la guerra, chiunque condanna la guerra e l’aggressione tranne qualche italiano che è qua a parlare di guerra», sottolineando anche che Putin «l’hanno incontrato tutti: Prodi, Obama, Clinton, Berlusconi, tutti. Io non vado in Russia da 5-6 anni». Ma in quanti hanno il volto de dittatore russo stampato sulla maglietta? In quanti lo hanno lodato più e più volte? (E comunque io la sua condanna esplicita a Putin, non l’ho sentita).

Insomma, anche oggi Matteo Salvini ci ha fatto fare la solita bella figura. Non bastava essere finito sul podio della BBC come uno dei politici che ha scritto più fake news riguardo il Covid-19. Almeno, però, le persone cominciano a rendersi conto di che sciacallo è.

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