Russia: è scoppiata la guerra contro l’Ucraina [aggiornamenti del 24 febbraio 2022]

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Oggi ci siamo svegliati con la notizia che non volevamo leggere. Dopo settimane in cui gli Stati Uniti avvertivamo dei piani della Russia, Putin alle sei del mattino locali ha annunciato nelle televisioni nazionali che il Paese stava per attaccare l’Ucraina. Dopo settimane in cui le persone si sono convinte che quei carri armati ai confini stessero lì solo per un’esercitazione, dopo settimane in cui ho visto persone lodare Vladimir Putin dimenticando tutte le cose pessime che ha fatto, da come i russi siano terrorizzati da lui e chi ha il coraggio di andargli contro finisce morto o in carcere, la Russia ha davvero invaso l’Ucraina.

La storia si studia per non ripetere gli errori del passato. La storia si studia per evitare di versare altro sangue, per non far morire inutilmente altre persone, perché non esistono delle vite meno importanti di altri, non può esistere che delle persone debbano morire per dare la pace ad altre.

Studiamo la storia per essere consapevoli, per essere a conoscenza di quello che i nostri antenati hanno vissuto, per non commettere gli stessi errori che hanno fatto anche loro. Eppure la guerra esiste dai tempi più antichi, da quando le guerre erano quelle di Roma e non dell’Italia, ma, nonostante ciò, abbiamo avuto una prima e una seconda guerra mondiale, e adesso, nel 2022, la Russia ha invaso l’Ucraina.

Nei giorni precedenti abbiamo seguito con molta apprensione quel che stava succedendo così vicino a noi, nella nostra Europa che abbiamo sempre considerato un posto avanti, un posto sicuro, un posto in cui quelle cose brutte possiamo solo leggerle sui notiziari online. E invece adesso l’Ucraina è invasa da quelle stesse persone di cui non dovevamo preoccuparci perché tanto non arriveranno mai a tanto.

Ne abbiamo lette tante online, in questi giorni, da parte di persone che si sono improvvisate geopolitici e dicevano che il presidente Biden e tutta l’America esagerava, che facevano semplicemente terrorismo mediatico. E per poco non siamo arrivati a crederci anche noi, forse per quella mera speranza di non avere una guerra così vicina a noi.

Cos’è successo nei giorni scorsi? Il primo a parlare di terza guerra mondiale per riferirsi al conflitto fra la Russia e l’Ucraina è stato proprio il Presidente Biden, ed è sempre stato lui, insieme agli Stati Uniti, a provare a prevedere quando ci sarà un attacco. Quando, perché per gli americani è stato sicuro sin dal principio che ci sarebbe stato. «La Russia sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina», aveva detto Jake Sullivan. Inizialmente si pensava che sarebbe stato mercoledì 16 febbraio, ma invece è iniziato oggi, giovedì 24 febbraio. Putin l’ha chiamata operazione per proteggere il Donbass. Insomma, ecco il casus belli. Una guerra iniziata per proteggere.

Due giorni fa, poi, Vladimir Putin ha deciso di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Lugansk, firmando al Cremlino, in diretta televisiva, il riconoscimento con i leader delle due repubbliche del Donbass. Ha affermato il presidente russo: «L’Ucraina è serva dei padroni occidentali, se avrà armi di distruzione di massa il mondo cambierà drammaticamente. Kiev deve fermare immediatamente le operazioni militari». Questa decisione è stata presa «dopo una richiesta del capo della Repubblica popolare di Donetsk al ministero della Difesa della Federazione Russa, per garantire l’attuazione delle funzioni a sostegno della pace sul territorio prima della conclusione dell’accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso» con Mosca.

E il resto, ormai fa parte della storia. I nostri figli e nipoti avranno tanto da studiare sugli anni Venti del XXI secolo. Le notizie sono riportate nell’ordine in cui sono avvenute.

Russia attacca l’Ucraina: la guerra europea nel 2022 [DIRETTA]

Erano circa le 6.00 in Russia quando il Presidente Putin ha ordinato un’«operazione militare speciale». In una dichiarazione in diretta televisiva ha annunciato di aver «preso la decisione di un’operazione militare russa che mira a proteggere le persone e le circostanze richiedono un’azione decisiva dalla Russia». Subito nelle città ucraine a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e nella capitale Kiev si sono udite delle forti esplosioni. I russi avrebbero cercato di prendere il controllo dell’aeroporto, ha riportato il senatore americano Marco Rubio, componente della commissione di intelligence del Senato.

Il ministero della difesa russo ha ordinato di «annientare le difese aeree» ucraine, e Kiev ha fatto sapere di aver abbattuto cinque aerei e un elicottero russi. «Il presidente russo Vladimir Putin ha scelto una guerra premeditata che porterà una catastrofica perdita di vite umane e sofferenza», ha affermato il presidente Joe Biden, definendo quello della Russia un «attacco ingiustificato». Subito Kiev ha chiesto alla Russia di mettere «fine alla guerra». I russi, però, hanno voluto sottolineare tramite un loro ambasciatore all’Onu, che «questa non è una guerra, ma un’operazione militare speciale».

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Fonte: Twitter

Un ambasciatore ucraino all’Onu ha attaccato fortemente l’inviato russo: «Non c’è purgatorio per i criminali di guerra. Andranno diretti all’inferno». Il ministro degli esteri ucraini, Dmytro Kuleba, ha twittato che «Putin ha lanciato un’invasione su larga scala dell’Ucraina. Le pacifiche città ucraine sono sotto attacco. Questa è una guerra di aggressione. L’Ucraina si difenderà e vincerà: il mondo può e deve fermare Putin. Il momento di agire è ora». Il russo però sottolinea che «Mosca non è aggressiva nei confronti del popolo ucraino, ma contro la giunta al potere a Kiev».

Nel paese attaccato, intanto, è stata proclamata la legge marziale. Antonio Guterres ha detto alla Putin che «è il momento più triste del mio mandato da segretario generale Onu. Devo cambiare il mio appello: presidente Putin, nel nome dell’umanità, porta indietro le truppe russe. Questo conflitto deve fermarsi ora. Quello che mi è chiaro è che questa guerra non ha senso e viola i principi della Carta Onu».

La Nato ha «condannato con forza» l’invasione russa e ha chiesto a Mosca «di fermare immediatamente la sua azione militare». Ribadisce anche di sostenere il popolo ucraino confermando che farà «tutto il necessario per proteggere e difendere i suoi alleati». Lo leggiamo in una dichiarazione diffusa dal segretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg. La CNN registra centinaia di vittime, citando delle fonti del ministero degli Interni ucraini. Tuttavia non è chiaro se siano dei morti o dei feriti.

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Fonte: Twitter

Tramite un tweet interviene anche la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen: «Condanniamo fermamente l’attacco ingiustificato della Russia all’Ucraina. In queste ore buie, i nostri pensieri sono con l’Ucraina e le donne innocenti, uomini e bambini che affrontano questo attacco non provocato e la paura per la loro vita. Riterremo il Cremlino responsabile». Kiev invece ha chiesto agli alleati internazionali di «agire immediatamente. Solo azioni unite e forti possono fermare l’aggressione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin».

Risponde però subito Vladimir Putin, con una vera e propria minaccia. Prima conferma che il suo paese «non farà lo stesso errore due volte nel compiacere l’Occidente», ma anche che «chiunque tenti di crearci ostacoli e interferire, sappia che la Russia risponderà con delle conseguenze mai viste prima. Siamo preparati a tutto. Spero di essere ascoltato». Parla tanto di ascoltare, ma intanto per essere ascoltato ha deciso di attaccare un paese.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto al suo popolo di stare «calmi e a casa», di non lasciarsi prendere dal panico. Kiev ha poi confermato che delle forze russe sono entrate in Ucraina dalla Bielorussia (che non partecipa all’attacco, come riportato da Lukashenko) e anche dalla Crimea, ma anche che «nessun soldato russo paracadutato a Odessa», come era stato inizialmente riportato da alcuni media. Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha affermato che «le difese aree dell’Ucraina sono state soppresse» e che «i militari del servizio di frontiera dell’Ucraina non stanno opponendo alcuna resistenza alle unità russe».

Dall’Italia arrivano notizie dal premier Mario Draghi, che informa che «siamo al lavoro con gli alleati europei e della NATO per rispondere immediatamente, con unità e determinazione». Di Maio invece ritiene che «l’operazione militare russa è una gravissima e ingiustificata aggressione, non provocata, ai danni dell’Ucraina, che l’Italia condanna con fermezza. Una violazione del diritto internazionale. L’Italia è al fianco del popolo ucraino, insieme ai partner Ue e atlantici».

Anche il Giappone «condanna fermamente la Russia. Coordineremo gli sforzi con la comunità internazionale, compresi gli Stati Uniti, e affronteremo questo problema rapidamente». «Scuote le fondamenta dell’ordine internazionale, che non consente tentativi unilaterali di cambiare lo status quo», ha detto il premier giapponese Fumio Kishida, al termine del Consiglio di sicurezza nazionale.

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Fonte: Twitter

All’ANSA un testimone oculare ucraino ha raccontato che «ci stanno evacuando dagli uffici della mia compagnia. Per ora stiamo a Kiev, poi si vedrà. Questi bastardi lo hanno fatto davvero alla fine, non ci posso credere». Il commissario europeo all’Economia Paolo Gentile ritiene che «l’attacco russo non ha alcuna giustificazione. La responsabilità è del Cremlino che risponderà delle conseguenze di questo atto di guerra. In queste ore difficili l’Europa è vicina all’Ucraina».

Arriva anche la condanna dal fan n.1 di Vladimir Putin, il leader della Lega Matteo Salvini, che condanna «con fermezza ogni aggressione militare, l’auspicio è l’immediato stop alle violenze. Sostegno a Draghi per una risposta comune degli alleati». Di Maio ha convocato all’Unità di crisi della Farnesina una riunione urgente di coordinamento. Ci sarà in video call anche l’ambasciatore italiano a Kiev, Pier Francesco Zazo. Intanto da Kiev si parla di almeno 7 morti e 9 feriti nei bombardamenti, come riferito dalla Reuters.

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Fonte: Twitter

Il capo dell’autoproclamata repubblica separatista di Donetsk, Denis Pushilin, ha detto che «tutto questo finirà molto presto. Le nostre città, le città della Repubblica popolare di Donetsk, saranno liberate in un futuro molto prossimo». Un ragazzo di Kolomyja, città dell’Ucraina occidentale, è però terrorizzato: «ci stanno bombardando, sentiamo forti esplosioni ovunque, ci sono molti aerei che passano sopra le nostre teste e bombe che cadono. È difficile mettersi in contatto con l’esterno, anche con i mezzi tecnologici. Chiediamo aiuto a tutti».

Anche Giorgia Meloni condanna la Russia: «Inaccettabile attacco bellico su grande scala della Russia di Putin contro l’Ucraina. L’Europa ripiomba in un passato che speravamo di non rivivere più. E’ il tempo delle scelte di campo. L’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev e del rispetto del diritto internazionale». L’Ue annuncia delle «estese sanzioni» per indebolire «l’economia russa».

«Non permetteremo al presidente Putin di demolire l’architettura di sicurezza che ha dato all’Europa pace e stabilità negli ultimi decenni. Non permetteremo al presidente Putin di sostituire lo Stato di diritto con lo Stato di forza e spietatezza. Non dovrebbe sottovalutare la determinazione e la forza delle nostre democrazie. La storia ha dimostrato: le società e le alleanze basate sulla fiducia e sulla libertà sono resilienti e di successo. E questo è esattamente ciò che gli autocrati temono. L’Unione europea è con l’Ucraina e il suo popolo. Continueremo a sostenerli. L’Ucraina prevarrà».

Ursula von der Leyen

«Essendo un grande e potente Paese, la Russia non ha bisogno delle nostre armi. L’approccio della Cina è qualitativamente diverso da quello Usa. Quando vedremo il rischio di conflitto, non prenderemo l’iniziativa di fornirci armi a vicenda e non faremo ciò che gli Usa hanno fatto dando all’Ucraina un gran numero di strutture e attrezzature militari. Penso che la Russia, essendo un Paese grande e potente, non abbia bisogno della Cina o di altri Paesi», ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Hua Chunying. Kiev invece chiama i cittadini che sono pronti e che sanno utilizzare le armi a difendere il proprio paese.

«La situazione è molto dura, potrebbero arrivare veramente velocemente a Kiev. Se vogliono veramente conquistare subito Kiev noi dobbiamo nasconderci. Cerchiamo ora di capire quali bunker e seminterrati sono disponibili», ha detto all’ANSA una 25enne ucraina, architetto e designer a Kiev. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha convocato il Consiglio supremo di difesa, mentre la Russia sottolinea ancora una volta che i civili non hanno nulla da temere. L’ambasciata russa a Roma «ha espresso l’auspicio che, rispetto alla situazione ucraina, l’Italia mantenga quella politica ponderata che tradizionalmente caratterizza le relazioni bilaterali tra Russia e Italia».

Un missile ha colpito un edificio dell’intelligence ucraina, e la presidenza dell’Ucraina fa sapere che «più di 40 soldati ucraini e circa 10 civili sono stati uccisi». Anche in Lituana c’è lo stato di emergenza: «Oggi firmerò un decreto che impone lo stato di emergenza», ha detto il presidente lituano Gitanas Naueda in una riunione del Consiglio di difesa nazionale, confermando che il Paese è pronto a «chiedere l’attivazione dell’articolo 4 della Nato» che prevede consultazioni di emergenza se un membro dell’alleanza è minacciato.

Un altro testimone racconta all’ANSA: «Abito nella zona centrale di Kiev. Sono stata svegliata all’alba da una telefonata di mia madre che mi ha detto di aver sentito quattro/cinque esplosioni vicino casa sua provenienti dall’aeroporto internazionale di Kiev-Boryspil. È stato attaccato l’aeroporto e la base militare di Brovary, città dove sono nata». Il cancelliere tedesco Olaf Scholz: «Per tutto questo non c’è alcuna giustificazione. Questa è la guerra di Putin». Reuters parla di «almeno 18 persone morte a Odessa per un attacco missilistico».

Jens Stoltenberg, segretario generale della Nato, ha detto in una dichiarazione stampa che «la Russia ha attaccato l’Ucraina, è un atto brutale di guerra. Quello che aveva detto da mesi è successo. È un momento grave per noi, la guerra è in Europa». Il premio Nobel per la pace russo e direttore del quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, Muratov invece si dice «in lutto. Il nostro Paese per ordine del presidente Putin ha iniziato una guerra con l’Ucraina. E non c’è nessuno che possa fermare la guerra. Quindi, insieme al dolore, noi  proviamo vergogna».

Il Cremlino, citato dalla Tass, fa sapere che «l’operazione militare della Russia è mirata a smilitarizzare e denazificare l’Ucraina». La Turchia trova «inaccettabile e respingiamo l’operazione militare avviata in Ucraina dalla Federazione russa». Fonti dell’ANSA invece parlano di forti scontri a 120 km a nord da Kiev tra le truppe russe e le forze di difesa ucraine. Dei conflitti sarebbero in corso anche a Kharkiv.

Giuseppe Conte definisce quello della Russia all’Ucraina «un attacco ingiustificato» e ritiene che è necessaria «una risposta coesa e unitaria dalla Ue». Biden: «Solo la Russia è responsabile della morte e della distruzione che questo attacco porterà, e gli Stati Uniti, i loro alleati e partner risponderanno in modo unito e deciso». Zelensky, invece, su Twitter scrive che «ad oggi, i nostri Paesi si trovano su lati diversi della storia mondiale», poi ha rilasciato una videodichiarazione.

Vladimir Putin ha fatto sapere in televisione che «i piani russi non includono l’occupazione del Paese. Un’ulteriore espansione della Nato è inaccettabile». Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha annunciato che «idealmente, è necessario liberare l’Ucraina e ripulirla dal popolo filo-nazista, I tempi dell’operazione russa per smilitarizzare l’Ucraina saranno determinati da Putin». Per quanto riguarda l’Italia, il premier Draghi domani sarà in Senato per l’informativa sulla crisi ucraina, mentre per martedì primo marzo ci saranno le comunicazioni con voto dell’Assemblea.

Si esprime anche il ministro degli Esteri iraniano Hossein Amirabdollahian su Twitter, scrivendo che «la crisi ucraina ha le proprie radici nelle provocazioni della Nato, non vediamo il ricorso alla guerra come una soluzione». Roberto de Zerbi, tecnico italiano dello Shakhtar Donetsk, in collegamento con SportItalia, ha detto che «Abbiamo scelto di restare in Ucraina con ansia e paura, ci avevano detto che al 70% avremmo giocato sabato a Kharkiv, a 30 km dal confine russo. Ora con i bombardamenti è tutto sospeso e noi aspettiamo notizie dell’ambasciata italiana, per capire come muoverci, Confidiamo nell’aiuto del Governo».

Aggiunge che «non siamo degli eroi. Rifarei la scelta di restare, ma mi farei sentire con più forza dalla federazione ucraina: quando Putin ha fatto il primo discorso, forse lo hanno sottovalutato». A proposito di Putin, «il presidente russo, Vladimir Putin ha espresso la sua visione su ciò che ci aspetteremmo dall’Ucraina per risolvere questi problemi concettualmente di ‘linea rossa’. Si tratta del suo status neutrale e del rifiuto di ospitare armi», ha detto Peskov, portavoce del Cremlino.

Tetiana Stawnychy, presidente di Caritas Ucraina, ha chiesto «di starci vicino con la solidarietà e la preghiera», rassicurando anche che tutti gli operatori della Caritas sono salvi e stanno cercando di aiutare quante più persone possibili. La Nato invece ha «ripetutamente invitato la Russia per colloqui nel Consiglio Nato-Russia, ma Mosca ancora non ha fatto una mossa reciproca. È la Russia, e solo la Russia, che ha scelto l’escalation». In più stanno «dispiegando forze di terra e d’aria aggiuntive nel fianco orientale dell’Alleanza, come pure altre forze navali. Abbiamo aumentato la prontezza delle nostre forze, per rispondere ad ogni contingenza».

Alle 18 italiane e 12 locali, il Presidente Biden rilascerà una dichiarazione su quello che sta succedendo e annuncerà anche delle sanzioni sulla Russia. Lo riporta la Cnn. Il presidente della Camera Roberto Fico scrive che «quello della Russia ai danni dell’Ucraina è un attacco inaccettabile e ingiustificato che condanniamo con fermezza. Siamo al fianco del popolo ucraino. Il governo riferirà nell’Aula della Camera domani alle 10.30 con un’informativa urgente del presidente Draghi. Martedì alle 15.30 invece a Montecitorio ci saranno le comunicazione dello stesso Presidente del Consiglio dei ministri, cui seguirà il voto delle risoluzioni che impegneranno l’esecutivo».

Torna a parlare anche Stoltenberg, che ha annunciato che la Nato aumenterà «ulteriormente la nostra presenza nella parte orientale dell’Alleanza», mettendo in atto dei «piani che erano stati sviluppati nel corso degli anni, per assicurarci di reagire alle crisi». Aggiunge poi: «Sarà una nuova Europa, dopo l’invasione che abbiamo visto oggi». La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, continua a sostenere il proprio paese: «Non è l’inizio di una guerra. È molto importante sottolinearlo. Stiamo cercando di prevenire sviluppi che possano sfociare in guerra globale. Questa è la fine della guerra».

Intanto il presidente Zelensky su Twitter: «Stiamo creando una coalizione anti-Putin. Ho parlato con Ursula von der Leyen, Emmanuel Macron Karl Nehammer e Recep Tayyip Erdogan sulle sanzioni concrete e sull’assistenza concreta per i nostri militari. Aspettiamo un’azione decisa».

«In qualche modo eravamo preparati, temiamo da settimane quello che sta avvenendo oggi ma questa mattina con le immagini strazianti del fumo degli ordigni, per noi è stato lo stesso un risveglio shock. La guerra non sarà una cosa nuova per gli ucraini, c’è già dal 2014, ma era una guerra nascosta, da questa mattina è, tragicamente, una guerra aperta. La situazione è drammatica. Per prima cosa i russi hanno bombardato gli aeroporti per impedire alla popolazione di ricevere aiuti. Già questo fa gelare il sangue. Noi, per prima cosa, abbiamo convocato alle 9.00, online, tutti i nostri sacerdoti che operano in Italia: abbiamo dato loro l’ordine di restare qui, al fianco della gente».

Chiesa ucraina in Italia

«Qualsiasi ulteriore escalation potrebbe portare a una catastrofe umanitaria in Europa, con un bilancio significativo in termini di vittime e ulteriori danni ai già fragili sistemi sanitari», ha detto l’Oms Europa, ribadendo la «più profonda preoccupazione per la sicurezza, la salute e il benessere di tutti i civili colpiti dalla crisi nel Paese. Il diritto alla salute e l’accesso ai servizi sanitari devono essere sempre tutelati, anche nei periodi di crisi. Gli operatori sanitari, gli ospedali e le altre strutture non devono mai essere un bersaglio e devono poter continuare a soddisfare i bisogni sanitari delle comunità. La protezione dei civili è un obbligo del diritto internazionale umanitario».

Il ministero dell’Energia ucraino ha fatto sapere di un’esplosione nella centrale elettrica di Trypilska, a circa 40 km da Kiev. Ha però rassicurato che al momento la centrale continua a funzionare. Il premier sloveno Jansa ha twittato: «Insieme ai nostri alleati della NATO e dell’UE condanniamo fermamente l’aggressione militare senza precedenti della Russia contro l’Ucraina», aggiungendo che «la Russia deve ritirare immediatamente il suo esercito e rispettare pienamente l’integrità territoriale dell’Ucraina».

Anche Macron domani parlerà al Parlamento francese, illustrando le «decisioni che dovrà prendere». La Cina, invece, ha comunicato che «le armi non risolvono mai i problemi». Sono stati confermati dalla Nbc che cita il ministero dell’Interno ucraino dei combattimenti a Chernobyl, precisando anche che gli impiatti di stoccaggio delle scorie sono intatti, sebbene ci sia sempre il rischio che vengano distrutti. «Le forze di occupazione russe stanno cercando di impadronirsi della centrale di Chernobyl. I nostri soldati stanno dando la vita perché la tragedia del 1986 non si ripeta. L’ho segnalato anche al premier svedese. Questa è una dichiarazione di guerra a tutta l’Europa», ha scritto il presidente ucraino.

Il comune ucraino di Leopoli, a 70 km dal confine con la Polonia, sta accogliendo gli sfollati di Kiev e di altre città. L’ANSA fa sapere che a Kiev «si è diffuso il panico e in molti stanno tentando di fuggire verso Leopoli. Stamattina la gente ha cominciato a comprare scorte di cibo e carburante e di ritirare il denaro dai bancomat. Oggi è tutto chiuso, restano aperti solo gli alimentari e le farmacie. Chi può ha deciso di spostarsi in campagna dai familiari e comunque di stare fuori il più possibile dalla città».

Riguardo lo scontro di cui si è parlato stamattina a Odessa, le vittime sono salite a 22, di cui 11 donne e 11 uomini. Sei persone sono invece state estratte vive dalle macerie. La Repubblica Ceca, invece, ha cessato di concedere i visti ai russi, con eccezioni per motivi umanitari. Il presidente Milos Zeman ha detto che «qualche giorno fa ho detto che i russi non erano pazzi e non avrebbero attaccato l’Ucraina. Ammetto di avere avuto torto. Il pazzo deve essere isolato. E non si tratta solo di parole, ma di azioni concrete». A Kiev, infine, è stato proclamato il coprifuoco da parte del sindaco della città.

«La guerra scatenata nel cuore dell’Europa dalla Russia non ha giustificazione alcuna. È una evidente violazione del diritto internazionale e del principio di autodeterminazione dei popoli: in questa che è l’ora più buia per il nostro continente, il nostro pensiero, le nostre preghiere e la nostra vicinanza sono per il popolo ucraino e per la sua sofferenza. L’Italia unita, come ha affermato il presidente Draghi, condanna senza se e senza ma questa disumana aggressione che riporta indietro l’orologio della storia. Saremo al fianco degli alleati europei e della Nato per assumere quanto prima le necessarie contromisure».

Mariastella Gelmini, ministro per gli Affari regionali

In una nota del Quirinale, al termine del Consiglio Supremo di Difesa, leggiamo che «perché l’Europa non precipiti improvvisamente in un vortice di guerre, è necessario agire con forza e lungimiranza per ristabilire il primato del diritto internazionale e la salvaguardia dei principi e dei valori che hanno garantito pace e stabilità al nostro continente». Putin, invece, ha fatto che «la Russia è parte dell’economia mondiale e noi non abbiamo certamente intenzione di danneggiare quel sistema. Non credo che ai nostri partner convenga spingerci fuori da questo sistema. Siamo stati costretti a prendere queste misure, non avevamo altra scelta».

Il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba ha scritto su Twitter che «l’Ucraina ha tagliato le relazioni diplomatiche con la Russia. Chiedo a tutti i nostri partner di fare lo stesso. Con questo passo concreto dimostrerete che state con l’Ucraina e respingerete categoricamente il più sfacciato atto di aggressione in Europa dalla seconda guerra mondiale». Arrivano invece altre testimonianze anche da parte di sportivi. Andriy Shevchenko, ex attaccante del Milan e vincitore del Pallone d’Oro nel 2004, ha scritto su Facebook un post.

«Questa mattina, all’alba, una guerra su vasta scala è stata iniziata dalla Russia. La mia gente e la mia famiglia sono in pericolo. L’Ucraina e la sua popolazione vogliono pace e integrità territoriale. Vi prego, vi prego di sostenere il nostro Paese e chiedere al Governo russo di fermare la loro aggressione e violazione del diritto internazionale. Tutto quello che vogliamo è la pace. Non c’è bisogno della guerra. La guerra non è la risposta», ha scritto. Intanto arriva anche la risposta da Vladimir Putin alle ipotetiche sanzioni:

«Capiamo tutti, voi e io, il mondo in cui viviamo e siamo tutti preparati, in un modo o nell’altro, per quello che sta accadendo in termini di politiche sanzionatorie e di restrizioni. Quello che sta accadendo è una azione forzata. Ma non ci hanno lasciato la possibilità di fare altrimenti. I rischi per la sicurezza creati erano tali che è stato impossibile rispondere con altri mezzi.

Certo la situazione geopolitica attuale implica che il mondo degli affari russo dovrà lavorare in condizioni difficili, sulla base di restrizioni di vario tipo, ma vi confermo che non solo lo Stato ma l’intera economia e anche le imprese ha imparato a sopravvivere alle crisi, sin dal 2014. Ho imparato ad adattare il paese alle crisi e di più ho imparato a risolvere i problemi dello sviluppo».

Vladimir Putin

Il capo della diplomazia russa, Serghei Lavrov, poi, ha ribadito che la Russia è «sempre pronta a un dialogo che ci riporti alla giustizia e ai principi della Carta delle Nazioni Unite». In ogni caso, Mosca ha dichiarato “compiuta” la missione di oggi, rendendo anche noto che il canale di Crimea è stato sbloccato e che le milizie separatiste del Donetsk e del Lugansk sono penetrate per 6-8 km nel territorio di Oblast, sempre in mano a Kiev.

Joe Biden fa invece sapere che «ci siamo accordati per portare avanti ulteriori sanzioni alla Russia, che saranno devastanti», riferendosi alla riunione del G7. Il commissario Ue per gli Affari economici, Gentiloni: «La prossima settimana prevediamo di pubblicare una comunicazione che fornisca orientamenti per la politica di bilancio nel 2023. Dovrà tener conto della maggiore incertezza che offusca le prospettive economiche a seguito dell’attacco della Russia all’Ucraina. È chiaro che questi eventi ora domineranno l’Ecofin informale che inizia domani. Le nostre discussioni ora avranno luogo in un contesto offuscato da grande incertezza».

Dalla Russia arrivano notizie di tantissimi arresti, circa 1705 in 54 città diverse, solo per aver manifestato contro la guerra in Ucraina. Domani alle 15 ci sarà un vertice virtuale Nato, come reso noto dall’Alleanza Atlantica. Alle 18 invece ci sarà la conferenza stampa del segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Dall’Ucraina invece anche gli artisti cominciano a farsi sentire. La musicista Oksana Lynix ha scritto che «L’Ucraina è il maggiore Paese dell’Europa e ora siamo bombardati anche ai confini con l’Ue. Questa situazione non è normale, non hanno fermato Putin che ora sta mostrando il suo vero volto. Chiunque rimanga in silenzio ora, sta sostenendo il nuovo dittatore. Ora abbiamo davvero una situazione nuova per tutto il mondo».

Il premier Draghi, invece, non dà buone notizie. «Siamo tutti molto colpiti da quanto è avvenuto stanotte. Questa crisi potrebbe durare a lungo, dobbiamo essere preparati», ha detto il Presidente del Consiglio italiano. Biden invece la definisce come una «guerra premeditata da mesi». Gitanas Nauseda, presidente della Lituania: «Dobbiamo imparare la lezione, non si può sempre discutere, bisogna prendere decisioni. E domani sarà già tardi. Dobbiamo prendere sanzioni economiche, finanziarie ed energetiche e dobbiamo allargare il supporto all’Ucraina».

Tuttavia, Biden ha voluto sottolineare di non aver «sottovalutato Putin. Le sanzioni contro Putin restano sul tavolo» e che c’è «una completa rottura ora nelle relazioni fra Stati Uniti e Russia». «L’Italia sostiene pienamente le decisioni assunte dalla NATO e parteciperà alle misure di rafforzamento della deterrenza che l’Alleanza Atlantica ha previsto», ha affermato il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini.

A Mariupol, durante la serata, sono state registrate delle esplosioni, circa un centinaio. A riferirlo sono i media ucraini. La conquista della città che si trova sul mar d’Azon è strategica in quanto sarebbe un collegamento diretto con la Crimea, che è annessa alla Russia dal 2014. «La situazione è catastrofica, niente luce, niente acqua, bombardamenti continui. Noi siamo nel seminterrato al riparo, ma la situazione davvero precaria. Non avrei mai immaginato di vivere una esperienza simile nel 2022, è davvero un incubo che non potrò mai dimenticare», ha scritto all’ANSA un italiano residente a Kharkiv, città al confine con la Russia.

«Le nostre forze in Europa difenderanno ogni centimetro del territorio dell’alleanza», ha detto Joe Biden, mentre Draghi ha affermato di essere «al lavoro con Nato per risposta immediata». Ma parlare non basta più, le persone, gli ucraini come anche gli europei, vogliono delle risposte concrete e soprattutto degli aiuti nei confronti di quelle persone che, nel 2022, stanno vivendo una guerra in Europa.

«In queste ore ho sentito i partner europei, a partire dal presidente francese Emmanuel Macron, dal cancelliere tedesco Olaf Scholz e dalla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen. Con gli Alleati della Nato, ci stiamo coordinando per potenziare immediatamente le misure di sicurezza sul fianco Est dell’Alleanza e stiamo rafforzando il nostro già rilevante contributo allo spiegamento militare in tutti i Paesi Alleati più direttamente esposti».

Mario Draghi

Antony Blinken, segretario di Stato americano: «Tutte le prove suggeriscono che la Russia voglia circondare e minacciare Kiev e noi crediamo che Mosca abbia sviluppato piani per commettere vasti abusi dei diritti umani, o anche peggio, sulla popolazione ucraina». Di Maio, ministro degli Esteri italiano, invece: «La Commissione europea ha proposto sanzioni esemplari e massicce, che vanno a colpire gli oligarchi, l’export, la tecnologia, alcune banche russe. La Commissione ha presentato questo pacchetto con misure molto importanti».

Ha poi fatto sapere che «in queste ore la nostra ambasciata a Kiev è pienamente operativa. Anche se l’abbiamo spostata in una sede più sicura ma assiste la comunità degli italiani. Voglio dire agli italiani di rimanere in casa, di non cercare di fuggire in macchina. È il momento della massima prudenza, l’ambasciata è in massima allerta». Ha allertato, infine, sulle intenzioni future di Putin: «Quello che Putin ha fatto stanotte potrebbe replicarlo in altri Paesi limitrofi, è arrivato ai confini europei, ai confini della Nato. Se non fermiamo subito questo conflitto potrebbe avere effetti devastanti».

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