Russia: la guerra contro l’Ucraina [25 febbraio 2022]

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Ieri abbiamo seguito insieme a voi la tragica situazione che ha vissuto l’Ucraina durante il primo giorno di guerra con la Russia, che il 24 febbraio ha ufficialmente attaccato le città ucraine. L’ha chiamata «operazione militare speciale», Vladimir Putin, mentre nel suo paese sono state arrestate 1705 persone in 45 città diverse perché protestavano contro la guerra iniziata da lui. Non riporteremo le notizie di ieri in quest’articolo, ma le trovate qui: Russia: è scoppiata la guerra contro l’Ucraina, con le notizie dalla prima esplosione fino alla mezzanotte circa.

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Persone arrestate dalla dittatura di Putin (altro che la dittatura sanitaria di cui si lamentavano fino alla settimana scorsa certi politici e italiani medi)
Fonte foto: Twitter

Facciamo giusto una brevissima digressione sui giorni precedenti alla guerra. Cos’è successo nei giorni scorsi? Il primo a parlare di terza guerra mondiale per riferirsi al conflitto fra la Russia e l’Ucraina è stato proprio il Presidente Biden, ed è sempre stato lui, insieme agli Stati Uniti, a provare a prevedere quando ci sarà un attacco. Quando, perché per gli americani è stato sicuro sin dal principio che ci sarebbe stato. «La Russia sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina», aveva detto Jake Sullivan. Inizialmente si pensava che sarebbe stato mercoledì 16 febbraio, ma invece è iniziato oggi, giovedì 24 febbraio. Putin l’ha chiamata operazione per proteggere il Donbass. Insomma, ecco il casus belli. Una guerra iniziata per proteggere.

Tre giorni fa, poi, Vladimir Putin ha deciso di riconoscere l’indipendenza delle repubbliche separatiste ucraine di Donetsk e Lugansk, firmando al Cremlino, in diretta televisiva, il riconoscimento con i leader delle due repubbliche del Donbass. Ha affermato il presidente russo: «L’Ucraina è serva dei padroni occidentali, se avrà armi di distruzione di massa il mondo cambierà drammaticamente. Kiev deve fermare immediatamente le operazioni militari». Questa decisione è stata presa «dopo una richiesta del capo della Repubblica popolare di Donetsk al ministero della Difesa della Federazione Russa, per garantire l’attuazione delle funzioni a sostegno della pace sul territorio prima della conclusione dell’accordo di amicizia, cooperazione e mutuo soccorso» con Mosca.

Durante la notte fra ieri e oggi, il presidente ucraino ha parlato di vittime «militari e civili», «altre 316 persone sono rimaste ferite». Il presidente ucraino, Zelensky, che è filoeuropeo e che ha fatto tanto scalpore quando è stato eletto, ma che non un giorno ha smesso di credere della nostra Europa che però, al momento, è solo tanto fumo e niente arrosto. Come ha fatto anche con la Polonia e l’Ungheria, prima di fare delle vere e proprie sanzioni cercando di rendere la vita dei cittadini LGBT e delle donne più civile, ci ha messi mesi, se non anni. Ma in Ucraina siamo in guerra, non c’è così tanto tempo.

Russia – Ucraina: le novità del 25 febbraio 2022

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Kiev durante la notte
Fonte: Twitter

«Il nemico mi ha identificato come l’obiettivo numero uno. La mia famiglia è l’obiettivo numero due. Vogliono distruggere politicamente l’Ucraina abbattendo il capo dello stato. Forze nemiche di sabotaggio sono entrate a Kiev ma io resto qui», ha detto il presidente Zelensky, un uomo che ha avuto fiducia nell’Europa che al momento non ha ancora fatto nulla se non parlato, parlato e parlato. In questi casi bisogna essere tempestivi, bisogna proteggere le persone. C’è stato abbastanza tempo per organizzarsi. Gli Stati Uniti parlano della Russia che attacca il terreno ucraino da settimane, e nessuno ha pensato di fare un piano se lo avessero davvero fatto?

«Chi è pronto a combattere con noi? Non vedo nessuno. Chi è pronto a dare all’Ucraina una garanzia di adesione alla Nato? Tutti hanno paura», ha continuato il presidente. Ha poi firmato un nuovo ordine di mobilitazione generale «per la difesa dello Stato», affermando che «è vietato ai cittadini maschi tra i 16 ed i 60 anni di uscire dai confini dell’Ucraina. Questa misura rimarrà in effetto per il periodo in cui sarà vigente la legge marziale». Il presidente chiede anche di adottare subito delle «forti sanzioni economiche e finanziarie contro l’aggressore per privarlo dei mezzi per continuare l’attacco».

Questa notte erano 137 gli ucraini uccisi dall’inizio dell’invasione, «137 eroi, non cittadini», ha detto Zelensky. 316 sono invece le persone ferite in combattimento.

«La nostra gente sta morendo per la libertà dell’Ucraina e dell’Europa».

Presidente Zelensky

«Il collettivo Anonymous è ufficialmente in cyber guerra con il governo russo» ha scritto su Twitter il movimento di hacktivismo Anonymous. Poco dopo hanno scritto che «le forze armate russe stanno preparando un’operazione di bombardamento su larga scala nella capitale dell’Ucraina». Hanno hackerato il sito dell’emittente Rt news, poi durante la notte hanno reso inaccessibili i siti del Cremlino, del governo russo e della Duma.

Gli Usa poi annunciano il bando tecnologico per punire Mosca e hanno sanzionato 4 banche: «Le nostre forze in Europa difenderanno ogni centimetro del territorio dell’alleanza» e sono in arrivo «ulteriori misure contro gli atti illegali» della Russia. Il premier spagnolo Sanchez, dopo il Consiglio europeo straordinario durato sei ore, ha comunicato che «le sanzioni che abbiamo concordato e che saranno approvato nella mattina sono all’altezza della drammaticità della situazione. È un pacchetto massiccio proporzionato alla gravità della situazione».

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Persone rifugiate
Fonte: Twitter

Il segretario di Stato Antony Blinken ha dichiarato: «non c’è bisogno di  Intelligence per dire che è esattamente ciò che vuole il presidente Putin. Ha chiarito che vorrebbe ricostituire l’Impero Sovietico, a parte questo vorrebbe una influenza sui paesi vicini che un tempo facevano parte del blocco sovietico». «Abbiamo deciso sanzioni dolorose per Mosca», ribadisce il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, appoggiato da von der Leyen, presidente della Commissione europea: «Le sanzioni che abbiamo deciso avranno un forte impatto sull’economia russa».

Aggiunge poi: «Il pacchetto di sanzioni massicce e mirate approvato stasera mostra quanto sia unita l’Ue. In primo luogo, questo pacchetto include sanzioni finanziarie, mirate al 70% del mercato bancario russo e alle principali società statali, compresa la difesa». «Putin deve fallire e fallirà», ha concluso. Macron, presidente francese, parla dell’atteggiamento doppiogiochista di Putin: «Qualche ora prima del lancio delle operazioni militari, prima del riconoscimento delle repubbliche, noi discutevamo ancora i Putin i dettagli per l’accordo di Minsk. È chiaro che c’è stato un comportamento duplice e una scelta deliberata. Putin ha scelto la guerra invece di negoziare la pace».

Il presidente della Francia ritiene anche che «i tempi tragici della storia tornano. L’Ue non è solo un mercato di consumatori, deve pensare ad un’Europa della difesa capace di proteggere le sue frontiere e i suoi cittadini. La guerra che stiamo vivendo lo dimostra chiaramente. L’Europa non ha altra scelta che diventare una potenza». Intanto in Ucraina continuano i bombardamenti all’aeroporto, lo il capo dell’Aeronautica militare nello scalo alle 5.10 italiane, quindi alle 6.10 ucraine. La Russia, invece, ha «già persi circa 800 uomini», secondo il ministero della Difesa ucraino. «Le perdite includono anche sette aerei, sei elicotteri, 130 veicoli corazzati da combattimento e oltre 30 carri armati», ma queste perdite non fermano Putin.

Kiev è stata colpita da missili durante la notte. «Gli attacchi a Kiev con missili da crociera o balistici sono ripresi». Le sirene hanno continuato a suonare a Kiev e Leopoli, a ovest del paese, e i residenti si sono nascosti nei rifugi antiaerei, come riporta il Kyiv Independent. Alle 6.10 locali è stato bombardato anche l’aeroporto di Velyka Omelyana, a 4 km da Rivne e 160 km dal confine con la Polonia. Nessuno è rimasto ferito. Il presidente Zelensky chiede comunicazione: «i russi dovranno prima o poi comunicare con l’Ucraina per mettere fine al conflitto». «Abbiamo bisogno di una coalizione contro la guerra», ha scritto in un tweet. La Russia, però, ha negato gli attacchi missilistici a Kiev.

Il ministero della Difesa ucraino ha reso noto che alcuni militari ucraini hanno fatto esplodere un ponte sul fiume Teteriv in modo da fermare l’avanzata dei russi verso Kiev. «Il giorno più difficile sarà oggi. Il piano del nemico è di sfondare con i carri armati da Ivankiv e Chernihiv fino a Kiev», ha detto il ministero dell’Interno ucraino, Anton Gerashenko. «La nostra convinzione è che i russi vogliano invadere tutta l’Ucraina», ha detto Ben Wallace, ministro della Difesa britannico a Sky News.

Anche Duda, presidente polacco, fa una comunicazione su quello che sta succedendo in Ucraina a causa di Putin: «Al mattino, i russi hanno iniziato a bombardare la città. I droni lanciano bombe sugli edifici residenziali. Le persone stanno morendo. Questo è un ovvio atto di terrore per spezzare il morale, ma c’è un’enorme determinazione a difendere la capitale».

Dure le parole di Zelensky contro gli Stati Uniti: «Questa mattina stiamo difendendo da soli il nostro Paese. Proprio come ieri il Paese più potente al mondo guardava da lontano. Stanotte sono cominciati i bombardamenti sulla città di Kiev, non succedeva dal 1941. Se siete per la pace, lottate per noi contro la guerra». La Francia, tramite il ministro degli Estero Jean-Yves Le Drian, fa sapere che è pronta «ad aiutare se necessario». Considerando che sono morte già delle persone, probabilmente è necessario.

Supporto anche da Polonia e Romania. Il presidente della Associazione europea Italia-Ucraina ha detto che «questa notte Romania e Polonia hanno aperto le frontiere. Fanno passare donne, bambini e anziani. C’è assistenza aiuto e sostegno per i profughi appena passato il confine. Ci sono lunghe code ma ci si muove. È permesso il passaggio con qualsiasi documento che dimostra l’identità». Matteo Salvini invece continua a mandare solidarietà, senza però minimamente nominare Russia o Putin, perché si sa chi era il fan numero uno del dittatore.

«Si è valutato un secondo pacchetto di sanzioni ancora più forti dopo l’invasione, ma sul tavolo c’è di tutto, niente escluso; gli ambasciatori sono riuniti permanentemente, i leader sono in contatto. Noi abbiamo sempre cercato di non alzare la tensione, di favorire la de-escalation, ma va riconosciuto da tutti una volta per tutte, anche chi vuole la pace, che la pace è negata da chi usa lo strumento militare e non ha accettato mai di negoziare nulla», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli Affari europei Enzo Amendola intervistato a Omnibus su La7.

Una voce fuori dal coro è quella della Cina che, con il ministero degli Esteri Wang Wenbin ha detto che il suo Paese «si oppone a qualsiasi sanzione illegale che leda i diritti e gli interessi legittimi della Russia», poiché «gli Stati Uniti hanno imposto più di 100 sanzioni alla Russia dal 2011», «non fondamentali ed efficaci per risolvere i problemi». I media russi, intanto, sostengono che sette edifici residenziali della città di Belgorod, nella Russia meridionale al confine con l’Ucraina, sono stati colpiti da alcuni bombardamenti da parte di Kiev.

«L’offensiva ha già colpito in modo tragico la popolazione ucraina: il Ministero dell’Interno ucraino registra vittime civili. Le immagini a cui assistiamo – di cittadini inermi costretti a nascondersi nei bunker e nelle metropolitane – sono terribili e ci riportano ai giorni più bui della storia europea. Si registrano lunghe file di auto in uscita da Kiev e da altre città ucraine, soprattutto verso il confine con l’Ue.

L’Italia condanna con assoluta fermezza l’invasione, che giudichiamo inaccettabile. L’attacco è una gravissima violazione della sovranità di uno stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei. Per quanto riguarda il piano bilaterale, stiamo definendo un pacchetto da 110 milioni di euro di aiuti finanziari all’Ucraina a scopi umanitari e di stabilizzazione macro-finanziaria.

Nell’ambito della Difesa si stanno predisponendo misure di assistenza, in particolare nel settore dello sminamento e della fornitura di equipaggiamento di protezione. In questi giorni, l’Unione Europea ha dato prova della sua determinazione e compattezza. Siamo pronti a misure ancora più dure se queste non dovessero dimostrarsi sufficienti. Le sanzioni che abbiamo approvato, e quelle che potremmo approvare in futuro, ci impongono di considerare con grande attenzione l’impatto sulla nostra economia.

La maggiore preoccupazione riguarda il settore energetico, che è già stato colpito dai rincari di questi mesi: circa il 45% del gas che importiamo proviene infatti dalla Russia, in aumento dal 27% di dieci anni fa. Potrebbe essere necessaria la riapertura delle centrali a carbone, per colmare eventuali mancanze nell’immediato. Il Governo è pronto a intervenire per calmierare ulteriormente il prezzo dell’energia, ove questo fosse necessario».

Mario Draghi

Draghi poi parla di un «Consiglio europeo straordinario, a cui ha preso parte anche il Presidente Zelensky. È stato un momento veramente drammatico quello della connessione con il Presidente Zelensky. È nascosto in qualche parte di Kiev. Ha detto che lui non ha più tempo, che l’Ucraina non ha più tempo, che lui e la sua famiglia sono l’obiettivo delle forze di invasione russa». Stamattina avrebbero dovuto parlare ma Zelensky non era più disponibile.

Ha poi sottolineato che «l’Italia condanna con assoluta fermezza l’invasione, che giudichiamo inaccettabile. L’attacco è una gravissima violazione della sovranità di uno Stato libero e democratico, dei trattati internazionali, e dei più fondamentali valori europei. Voglio esprimere ancora una volta la solidarietà del popolo e del Governo italiano alla popolazione ucraina e al Presidente Zelensky». Dopo il discorso di Draghi, seguito da tanti applausi, Letta, segretario del PD, ha detto che «dobbiamo cambiare la bussola con cui abbiamo agito fino a oggi su questo tema. Due giorni fa, in questa Aula, e i toni erano ben diversi. Questo momento, il 24 febbraio 2022 è il nuovo 11 settembre, è il cambio del mondo, e quindi dobbiamo cambiare l’approccio».

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Carri armati russi e ucraini per le strade della periferia di Kiev
Fonte: Twitter

Una donna da Kiev, durante una trasmissione di Sky TG24 Buongiorno, lascia la sua importante testimonianza: «Nessuno ci ha chiesto se siamo pronti alla guerra ma voi cosa fareste se qualcuno entrasse con prepotenza in casa vostra nel cuore della notte? Putin vuole distruggere il nostro Paese perché non vogliamo stare con la Russia. Non si fermerà». Il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, afferma dalla sua che la Russia sarebbe pronta a negoziare che l’Ucraina «depone le armi».

«Ho parlato con il presidente Volodymyr Zelensky mentre Kiev è costantemente sotto attacco da parte delle forze russe. L’insensata sofferenza e la perdita di vite civili devono cessare. L’Europa è dalla parte del popolo dell’Ucraina e continuerà a fornire supporto. Un secondo pacchetto di sanzioni con conseguenze massicce e gravi sono state concordate ieri sera. Un ulteriore pacchetto è in preparazione urgente», ha scritto Charles Michel, presidente del consiglio Europeo.

Intanto il Cremlino pensa alle cose serie, ovvero alla finale di Champions League spostata da San Pietroburgo a Parigi: «è un peccato che sia stata presa una simile decisione. San Pietroburgo avrebbe fornito le migliori condizioni possibili per ospitare questo evento calcistico», ha detto il portavoce Dmitry Peskov.

L’Ambasciatore ucraino in Italia, Yaroslav Melnyk: «Ringraziamo il governo italiano per l’annunciata assistenza finanziaria e tecnico-militare. Chiediamo l’immediata disconnessione della Russia dalla rete SWIFT. L’applicazione di tale sanzione costituisce un meccanismo efficace per influenzare il sistema finanziario del Paese aggressore e speriamo che permetterà di fermare l’attacco e salvare milioni di vite umani. L’Italia è uno dei pochi paesi dell’UE che non ha ancora espresso pubblicamente la propria posizione su questo tema».

«Ieri si è abbattuta sull’Europa una nuova tragedia mettendo in pericolo pace e libertà. Un conflitto che non riguarda un paese lontano ma riguarda direttamente ciascuno di noi. Non possiamo accettare che la guerra distrugga ciò che i popoli dell’Europa hanno saputo costruire e realizzare in questi sette decenni in termini di pace e obiettivi comuni. Non ci si è limitati a sollevarsi dalle macerie e dagli orrori della guerra ma si è compiuto un grande sforzo per realizzare un mondo che fosse ispirato al reciproco rispetto e alla ricerca di obiettivi comuni. Un mondo che ha superato la Guerra Fredda e non intende vedere calpestati i principi della convivenza internazionale.

L’Europa non è disposta a piegarsi alla violenza della forza, oggi utilizzata per sottomettere un paese indipendente come l’Ucraina ma domani non sappiamo per cosa. Rischiamo di precipitare in guerra e in un conflitto di cui appare impossibile prevedere sviluppi: nessuno potrebbe essere erto di restarne del tutto immune. La pace è in pericolo e gli italiani devono essere intransigenti, determinati e uniti nel nostro paese».

Sergio Mattarella

Intanto l’ONU ha condannato gli «arresti arbitrari» che sono avvenuti in Russia in seguito alle manifestazioni pacifiche contro la guerra. «Arrestare le persone che esercitano il diritto alla libertà di espressione o partecipano a una riunione pacifica rappresenta un’arbitraria privazione della libertà», ha detto il portavoce dell’ONU. Conte, invece, sottolinea che «non ci possono essere distinzioni di colori politici». Quello della Russia «è un attacco al cuore del sistema democratico e dei valori internazionali della democrazia. Tutte le forze politiche devono essere unite nella ferma e più risoluta condanna».

Ettore Cinnella, sovietologo italiano: «La situazione europea e internazionale, oggi, ricorda quanto accadde alla vigilia della seconda guerra mondiale, allorché le democrazie occidentali sottovalutarono le mire espansionistiche e la volontà di potenza di Hitler. Quando se ne accorsero, alla fine dell’estate del 1939, era ormai troppo tardi: la politica dell’appeasement non aveva fermato la Germania nazista quando era ancora militarmente debole, e non aveva evitato la guerra».

La Siria si schiera dalla parte della Russia. Il Cremlino ha ringraziato «il presidente siriano» che ha «espresso il suo forte sostegno per l’operazione militare speciale russa volta a proteggere i civili nelle repubbliche del Donbass, condannando le politiche di destabilizzazione attuate dagli Stati Uniti e dalla Nato, che precedentemente hanno seriamente aggravato la situazione anche in Medio Oriente».

«Abbiamo deciso tutti insieme un sostegno finanziario di 1,2 miliardi di euro per il governo ucraino. La nostra responsabilità, dei ministri delle Finanze qui presenti, è fornire prima di tutto il nostro sostegno finanziario senza riserve all’Ucraina», ha detto il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire. Mario Draghi, premier, fa sapere che l’ambasciata italiana a Kiev «aperta, pienamente operativa, e mantiene i rapporti con le autorità ucraine, in coordinamento con le altre ambasciate, anche a tutela degli italiani residenti. L’ambasciata resta in massima allerta ed è pronta a qualsiasi decisione».

Zelensky, secondo le agenzie russe Tass e Interfax, ha chiesto a Putin di sedersi «a tavolo trattative». La Pen, leader di estrema destra, ha fatto sapere di essere favorevole ad accogliere i rifugiati ucraini per «dare sollievo alla Polonia», durante un’intervista con la BFMTV, sottolineando che «bisogna fare tutto il possibile per far rispettare la Convenzione di Ginevra».

Peter Stano, portavoce della Commissione Europea, ha denunciato il fatto che Putin non abbia mai «dichiarato qual è il suo obiettivo finale. Sta sempre dicendo che vuole prevenire un genocidio, qualcosa totalmente senza senso perché lui ne sta commettendo uno o è in procinto di farlo». Nel frattempo però «parla di liberare l’Ucraina dal nazismo, lui si sta comportando come un nazista». L’ONU invece parla di 25 civili uccisi e 102 feriti da ieri.

Arrivano notizie da Pechino: tramite il network statale Cctv, il presidente Xi Jinping fa sapere che ha ribadito, durante un colloquio con Putin, che «la posizione fondamentale della Cina è di rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti i Paesi e degli scopi e dei principi della Carta dell’Onu», ma anche che la Cina «è disposta a collaborare con la comunità internazionale per sostenere un concetto di sicurezza comune, globale, cooperativo e sostenibile e per salvaguardare il sistema internazionale con l’Onu al centro».

Erdogan, presidente turco, ritiene che «la Nato avrebbe dovuto assumere una posizione più determinata. Sia l’Unione europea che i Paesi occidentali non hanno presentato una chiara posizione, hanno dato solo raccomandazioni all’Ucraina ma con le raccomandazioni non si va da nessuna parte». Il Presidente ucraino, invece, manda una frecciatina al premier italiano: «Oggi alle 10:30 alle entrate di Chernihiv, Hostomel e Melitopol ci sono stati pesanti combattimenti. La gente è morta. La prossima volta sposterò il calendario della guerra per parlare con Mario Draghi in un momento preciso».

Salvini, Lega: «Il Vaticano ha un ruolo fondamentale, potrebbe fungere da mediatore. Mi piacerebbe che fosse l’Italia ad accogliere una conferenza di pace», riferendosi «ai nunzi apostolici e poi ai corridoi umanitari. La settimana prossima sarò in visita da alcune associazioni con cui organizzare immediatamente, urgentemente e concretamente corridoi umanitari». Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier si rivolge direttamente a Putin, chiedendogli di fermare «la follia di questa guerra, adesso».

«Il fatto che il Consiglio europeo abbia agito velocemente sulle sanzioni contro la Russia è positivo. Ma non escludere la Russia dallo Swift è un grave errore. L’Ucraina è sotto le bombe. Cosa stiamo aspettando? Le parole non bastano, servono sanzioni che danneggino davvero Putin», così il presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo, Manfred Weber, su Twitter. Zelensky ringrazia Svezia: «La Svezia fornisce assistenza militare, tecnica e umanitaria all’Ucraina. Ringrazio il primo ministro svedese per il suo supporto efficace. Costruire insieme una coalizione anti-Putin!».

La Russia è intenzionata a inviare una delegazione a Minsk per parlare con l’Ucraina, come fa sapere Peskov, portavoce del Cremlino: «Come sapete, oggi il presidente dell’Ucraina Zelensky ha annunciato la sua disponibilità a discutere dello status neutrale dell’Ucraina. In risposta, Vladimir Putin è pronto a inviare a
Minsk una delegazione russa
a livello di rappresentanti dei ministeri di  Difesa ed Esteri e dell’amministrazione residenziale per negoziati con la delegazione ucraina
».

Il ministro della Difesa ucraino Oleksiy Reznikov ha reso noto che 18.000 armi con munizioni sono state distribuite ai riservisti nella sola regione di Kiev dall’inizio dell’invasione russa, lo riporta la CNN. Alcuni funzionari fanno sapere che dei militari ucraini sono stati presi di mira da hacker bielorussi e l’Ucraina Computer Emergency Response Team (CERT) ha scritto su Facebook che gli hacker accedevano alle mail dei soldati, utilizzando anche le rubriche per inviare dei messaggi dannosi. Il gruppo di hacker accusato è l’UNC1151, con sede a Minsk.

Nel frattempo al Palazzo Chigi è iniziato il Consiglio dei ministri sulle misure da adottare in merito al conflitto ucraino. Il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), Jofer Aschbacher, ha scritto che «nonostante l’attuale conflitto, la cooperazione spaziale civile rimane un ponte. L’Esa continua a lavorare su tutti i suoi programmi, inclusa la Stazione Spaziale Internazionale e la campagna di lancio della missione ExoMars, al fine di onorare gli impegni con gli Stati membri e i partner. Continuiamo a monitorare l’evolversi della situazione».

Continua la guerra anche vicino a Chernobyl, dove è successa un’altra tragedia nel 1986. «La polvere radioattiva coprirebbe l’Ucraina, la Bielorussia e l’Unione europea», ha detto il ministero dell’Interno di Kiev, facendo riferimento al fatto che Mosca abbia occupato lo stabilimento. Gli esperti, invece, evidenziano che «le scorie anche a distanza di anni emettono radiazioni altissime. C’è ancora il nucleo attivo e una situazione di contaminazione molto alta».

Il corrispondente diplomatico di Walla News e Axios, Barak Ravid, ha riferito delle preoccupanti parole del presidente ucraino: «Durante la videoconferenza della scorsa notte il presidente ucraino Zelensky ha detto ai leader dell’Ue: ‘Questa potrebbe essere l’ultima volta che mi vedete vivo‘, mi hanno detto due fonti informate sulla chiamata».

Borrell, Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, ha detto che «Vladimir Putin e Serghei Lavrov saranno nella lista, almeno lo spero. Concentriamoci sul fatto che il comportamento di Mosca è estremamente grave per la sicurezza globale, siamo seri. Se non ci sono sorpresa, se non ci sono obiezioni, sì, Putin e Lavrov saranno nella lista. Io sono molto a favore ma decide il Consiglio. L’accordo sarà finalizzato oggi. È una pressione eccessiva per loro? Non è un mio problema. E sicuramente se l’invasione continua queste sanzioni non basteranno».

Sempre Borrell ha parlato di un colloquio con Pechino in cui ha «chiesto alla Cina di esercitare la sua influenza per il rispetto della sovranità dell’Ucraina e per un negoziato. È stato un colloquio molto costruttivo». Putin intanto ha chiesto all’esercito ucraino di «prendere il potere» e di rimuovere Zelensky e ha definito «autorità ucraine banda drogati e neonazisti». Si è spiegato dicendo che, senza il presidente, «sarà più facile per voi trovare un accordo con noi».

«Agiscono con coraggio, in modo eroico e con professionalità»: parole di Putin per descrivere l’esercito russo. In seguito a una riunione col Consiglio di sicurezza, il dittatore ha detto che i militari stanno «svolgendo con successo il loro dovere militare, realizzando l’obiettivo di garantire la sicurezza e proteggere la patria». Così riporta Ria Novosti.

Il ministro Luigi di Maio, presidente in esercizio del Comitato dei Ministro del Consiglio d’Europa: «Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, di cui l’Italia ha la presidenza, ha preso la decisione di estromettere dalla propria membership la Federazione Russa, ai sensi dell’articolo 8 dello Statuto del Consiglio d’Europa. L’Italia ritiene che si tratti di una misura necessaria alla luce dell’inaccettabile aggressione militare russa ai danni dell’Ucraina, che costituisce una grave violazione del diritto internazionale».

Anche la figlia di Dmitri Peskov, portavoce del Cremlino, protesta sui social network contro la guerra. Intanto la Russia è stata anche sospesa dall’Eurovisione 2022.

Importante: il ministero della Difesa di Kiev ha chiesto ai cittadini ucraini di «smettere di pubblicare foto e video del movimento di attrezzature ucraine e volti dei militari. Con tali azioni, aiuti personalmente il nemico a ricevere informazioni aggiornate sul nostro esercito». In una nota il dicastero ha chiesto di diffondere «foto e video dei movimenti di equipaggiamento militare del nemico con l’indicazione della geolocalizzazione e l’ora e la data»

Il consiglio dei ministri italiano ha deliberato la dichiarazione dello stato di emergenza per intervento all’estero, in modo da aiutare il più possibile i civili ucraini tramite interventi straordinari ed urgenti. Per il primo intervento sono stati stanziati tre milioni di euro a carico del Fondo per le emergenze nazionali che includono gli oneri che verranno sostenuti per trasporto, dispiegamento e reintegro dei materiali.

L’ente statale russo per il controllo sui media, Roskomnadzor, ha annunciato che ci sarà da questo momento una parziale restrizione dell’accesso a Facebook, come riferisce Rbk. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russi, ha detto che il suo paese «non può non notare i persistenti tentativi della Nato» di allargarsi includendo Finlandia e Svezia, e che Mosca ritiene «un importante fattore della sicurezza la politica di non-allineamento» di quegli Stati.

La Nato afferma, dalla sua, che la decisione di «Putin di attaccare l’Ucraina è un terribile errore strategico, per il quale la Russia pagherà a caro prezzo, sia economicamente che politicamente, negli anni a venire. Sanzioni massicce e senza precedenti sono già state imposte alla Russia. La Nato continuerà a coordinarsi strettamente con le parti interessate e altre organizzazioni internazionali, compresa l’Ue». «La Russia ha la piena responsabilità di questo conflitto. Ha rifiutato il percorso della diplomazia e del dialogo più volte offertogli dalla Nato e dagli Alleati. Ha sostanzialmente violato il diritto internazionale, inclusa la Carta delle Nazioni Unite».

Infine, concludono: «Procederemo a tutti i dispiegamenti necessari per assicurare una forte e credibile deterrenza e difesa attraverso l’Alleanza ora e in futuro. Le nostre misure sono e restano preventive, proporzionate e non sono improntate a un’escalation». Il sottosegretario generale dell’Alleanza Jens Stoltenberg, sottolinea ancora che «faremo tutto il necessario per difendere i nostri alleati e ogni centimetro del territorio Nato». Ma fin’ora sono solo chiacchiere. «Siamo qui. Siamo a Kiev. Difendiamo l’Ucraina», scrive il presidente Zelensky sui social, in cui si vede circondato dagli esponenti del governo tutti in mimetica.

«Il popolo russo deve sapere che la guerra del Cremlino in Ucraina non renderà la Russia più sicura, non la renderà più rispettata nel mondo, non porterà a un futuro migliore per i vostri figli», ha detto ancora Stoltenberg. Zelensky invece scrive su Twitter: «Rafforzamento delle sanzioni, assistenza concreta alla difesa e una coalizione contro la guerra sono stati i temi che ho appena discusso con Joe Biden. Grato agli Stati Uniti per il forte sostegno all’Ucraina», finalmente soddisfatto dell’intervento del presidente degli Stati Uniti.

«Stiamo tagliando l’accesso della Russia dai principali mercati dei capitali» e «limitando significativamente il flusso finanziario dall’Ue verso la Russia», prendendo di mira «il 70% del sistema bancario russo e aziende di proprietà statale, anche nel campo della difesa», ha detto l’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, Josep Borrell, nella conferenza stampa al termine del Consiglio Ue Affari esteri. Ha poi aggiunto che l’esclusione della Russia dal sistema Swift «è stata presa in considerazione e per il momento non c’è l’unanimità necessaria, quindi non è nel pacchetto ma non è esclusa, è una possibilità da mantenere per future considerazioni».

«Vogliamo negoziati che si tengano a Gerusalemme», ha detto Zelensky, come riporta l’emittente pubblica Kan, secondo cui il presidente ucraino, ebreo, vorrebbe che il premier israeliano Bennett sia il mediatore fra Ucraina e Russia. «Pensiamo che Israele sia il Paese che possa ospitare questo tipo di negoziati nel mezzo della guerra». La Cina, invece, ritiene che «le preoccupazioni della Russia sull’allargamento della Nato a est dovrebbero essere prese seriamente in considerazione e ricevere una risposta adeguata». In Polonia intanto siamo quasi a quota 60mila rifugiati in solo due giorni. «Raggiungere il confine con la Polonia che è a 50/60 chilometri da Leopoli e si passa in un territorio sicuro», ha detto Gianluca Sardelli, console onorario di Leopoli.

Mentre qualcuno si mette in salvo, altri vanno in Ucraina per salvare il proprio paese e la propria famiglia (non c’è comunque un’azione giusta o sbagliata davanti alla guerra, ognuno agisce come si sente). Sono 9 mila gli ucraini che si sono fatti avanti per arruolarsi volontariamente, come fa sapere la Guardia di Frontiera.

Il portavoce del Dipartimento di Stato, Ned Price: «Tutte le opzioni restano sul tavolo. Stiamo valutando altre misure che potrebbero aumentare la pressione sulla Russia», per poi sottolineare che l’offerta di dialogo di Mosca all’Ucraina «non è vera diplomazia». Claudio Croce, portavoce dell’ufficio internazionale Sos Villaggi dei Bambini, all’AdnKronos: «Purtroppo sono sempre i bambini a pagare il prezzo più alto nelle guerre. La situazione in Ucraina può cambiare da un momento all’altro. Noi continuiamo la nostra attività, cercando di garantire ai bambini che assistiamo ciò di cui hanno bisogno, ma siamo pronti anche al peggio, perché potrebbe anche essere che debbano essere evacuati dal Paese».

Il portavoce della Casa Bianca Jen Psaki ha risposto a una domanda sui timori del presidente Zelensky, che non sapeva se sarebbe riuscito ad arrivare a domani: «Perseguitare e fare del male ad un capo di stato sarebbe un atto orribile». Joe Biden invece dopo il summit dell’Alleanza: «Oggi nel vertice Nato “siamo stati raggiunti dai nostri stretti partner, Svezia, Finlandia e Ue. Il presidente Putin ha fallito nel suo obiettivo di dividere l’Occidente». Maria Zakharova, invece, rilancia con un «le sanzioni contro il presidente Putin e il ministro degli Esteri Lavrov sono un esempio e una dimostrazione dell’impotenza assoluta».

Il ministro degli esteri russo invece fa sapere che «ci avviciniamo al punto di non ritorno nelle relazioni con l’Occidente». Le truppe russe, nel frattempo, sono entrate nella citta di Melitopol senza incontrare alcuna resistenza. Zelensky comunica di essere pronto a parlare di cessate il fuoco e pace, come fa sapere Skynews, ricordando anche che prima si era rifiutato di incontrare Putin a Minsk. Stanno quindi ora discutendo di un luogo e di una giornata dove poter parlare per una tregua. La Russia «è disposta a condurre negoziati ad alto livello con l’Ucraina».

Putin «ha introdotto latitudine e longitudine storiche della questione e la situazione e la posizione delle operazioni militari speciali russe nella parte orientale del Paese» e ha detto «che Usa e Nato hanno a lungo ignorato le ragionevoli preoccupazioni della Russia in materia di sicurezza, ripetutamente rinnegato i loro impegni e continuato a far avanzare il dispiegamento militare verso est», come ha fatto sapere il presidente cinese Xi Jinping, dopo una telefonata con il presidente russo.

Un giornalista dell’Afp ha fatto sapere, intorno alle 23:25, che sono stati sentiti degli spari nel quartiere settentrionale di Kiev, Oblonsky. Secondo delle testimonianze i carri armati dell’unità Z dell’esercito russo starebbero avanzando in centro città dove ci sono diverse esplosioni. «Questa notte lanceranno un assalto. Il nemico userà tutto il suo potere su tutti i fronti per spezzare la nostra difesa. Adesso si decide il destino dell’Ucraina», ha detto il presidente ucraino.

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