Ucraina, Usa: «invasione imminente», Draghi vola da Putin

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Secondo gli USA, ormai manca pochissimo tempo a un’«invasione imminente» da parte dei Russi, che smentirebbero quindi la notizia del ritiro delle truppe che avevamo letto qualche giorno fa e che già era stata smentita dalla NATO stessa. Allo stesso tempo, Mosca richiede il ritiro delle forze americane dal sud-est Europa e dai Baltici. L’Italia invece vuole provare a far sedere intorno a un tavolo Zelensky e Putin in modo da risolvere tutto in modo diplomatico. Intanto i ribelli dell’Ucraina orientale filo-russi denunciano tre attacchi ucraini a un villaggio.

Stiamo seguendo con molta apprensione quello che sta avvenendo fra la Russia e l’Ucraina, con il Presidente Biden che ha parlato di terza guerra mondiale. Si pensava che l’attacco dei russi avrebbe avuto inizio mercoledì sedici, ma così non è stato. «La Russia sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina», aveva detto Jake Sullivan, secondo cui un attacco della Russia inizierebbe probabilmente con dei bombardamenti aerei.

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Tuttavia, sulle varie teorie americane e non solo, si fa una risata il Presidente Putin, che, come ha raccontato Dmitry Peskov, suo portavoce, «“scherza” sugli allarmi degli Usa e dei loro alleati occidentali riguardo a un’invasione russa in Ucraina e ci chiede di controllare se hanno pubblicato l’ora esatta in cui comincerà la guerraPer noi è impossibile capire la follia di questa informazione maniacale da parte degli americani». Tuttavia, la situazione non è poi così divertente come pensano i russi.

Qualche giorno fa il ministero della Difesa russo aveva annunciato il ritiro di alcune forze che si trovavano nei pressi della frontiera ucraina, «che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi», tuttavia fu la NATO stessa, tramite Jens Stoltenberg, affermò che «non ci sono segnali sul terreno che la Russia stia riducendo le truppe ai confini dell’Ucraina». Adesso, però, la situazione si è capovolta, ed è la Russia a chiedere il ritiro delle forze USA.

Ucraina: le ultime novità da Russia, Usa e Italia

Russia

«Mosca dovrà reagire, anche attraverso misure tecniche e militari, in mancanza di una disponibilità degli Usa a discutere delle garanzie alla propria sicurezza», ha detto il ministro degli Esteri russo Lavrov, chiedendo che gli Stati Uniti ritirino «tutte le forze e le armi dal sud-est Europa e dai Baltici». È stato anche inviato un ultimatum come risposta alle proposte Usa e Nato sulla sicurezza europea, in cui hanno affermato che «le linee rosse di Mosca e gli interessi fondamentali di sicurezza vengono ignorate».

«In assenza della disponibilità a concordare garanzie ferme e giuridicamente vincolanti sulla nostra sicurezza da parte degli Stati Uniti e dei suoi alleati, la Russia sarà costretta a reagire, anche attuando misure di carattere tecnico-militare», hanno aggiunto, senza però precisare in alcun modo quali siano le misure di carattere tecnico-militare a cui fanno riferimento. Intanto, un asilo a Donbass, nell’est dell’Ucraina, è stato bombardato.

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Il comando militare ucraino ha accusato i separatisti filo-russi di aver sparato i proiettili che hanno ferito due civili nell’asilo a Stanytsia Luhanska e di aver tagliato la corrente a metà della città, smentendo quindi le affermazioni dei separatisti secondo cui sarebbero stati gli ucraini a colpire per primi. I ribelli dell’Ucraina orientale filo-russi hanno anche accusato Kiev di aver sparato in tre diversi incidenti, come riportato dall’agenzia di stampa Interfax. Il governo ucraino invece ha fatto sapere di circa sessanta violazioni del Cessate il Fuoco in sole 24 ore.

Usa

Biden, dalla sua, ritiene che la Russia si prepari a un’operazione sotto “falsa bandiera” nel territorio ucraino, mentre il segretario di Stato americano Blinken pensa che Mosca «potrebbe inventare attacchi terroristici, inscenare attacchi con droni contro i civili, un attacco con armi chimiche, rivelare false fosse comuni». Biden ha anche avuto un colloquio con il premier Draghi, con cui è stato «riaffermato l’impegno alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina» e anche alle conseguenze che includono «severi costi economici se la Russia invade».

Blinken, durante il Consiglio di sicurezza dell’Onu a New York, ha fatto riferimento a un discorso del predecessore Colin Powell che nel 2003 aveva citato delle informazioni di intelligence non comprovate e false per giustificare l’invasione Usa dell’Iraq. Ha poi affermato di essere «qui non per cominciare una guerra, ma per evitarne una». Infine, ha illustrato la tecnica che secondo Washington la Russia utilizzerà per iniziare un attacco in Ucraina.

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Il Wall Street Journal ha invece riportato che Mosca ha presentato un report in cui accusa l’esercito ucraino di alcuni crimini contro i residenti del Donbass, regione orientale filo-russa. Denunciano un «genocidio della popolazione russofona del Donbass». Mosca, comunque, sembra essere disponibile a discutere sui limiti del dispiegamento di missili. Zelensky, invece, durante un’intervista con la BBC ha detto che l’unica «garanzia di sicurezza» per il Paese è aderire alla Nato. «Le porte della Nato rimangono aperte, le decisioni sulla membership saranno prese dalla Nato e dai Paesi che aspirano ad entrare», ha detto il Presidente dell’Ucraina.

Italia

Il nostro premier, al termine del Consiglio europeo informale convocato a Bruxelles, invece, ritiene che «non sarà facile ma l’obiettivo è quello, far sì che Zelensky e Putin si siedano intorno a un tavolo», e questo va fatto «il prima possibile». Conclude Draghi: «Sostanzialmente la situazione è la stessa di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono al momento presi seriamente. Quindi dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità».

«In questo momento la strategia deve essere fatta di due elementi: riaffermare la nostra unità, questo è il fattore che ha più colpito la Russia, inizialmente ci si poteva aspettare che essendo così diversi ci sarebbero state posizioni diverse, invece nel corso di tutti questi mesi non abbiamo fatto altro che diventare sempre più uniti. Uniti significa tantissimi paesi, non è solo l’Occidente. Il secondo punto è che occorre mantenere la nostra strategia di deterrenza ferma, dobbiamo essere fermi e non mostrare debolezze».

Mario Draghi

Noi restiamo in attesa di altre notizie, soprattutto considerando che il presidente del Consiglio italiano volerà in Russia da Putin.

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