Manifestazione Pro Vita a Roma: contro il diritto di scegliere

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Sei contro l’aborto? Allora non abortire. Sembra così semplice, vero?
Evidentemente no, visto che dobbiamo subirci, nel 2022, le manifestazioni Pro Vita. Alla fine, ognuno la pensa come vuole, ma scusate se non riesco proprio a stare in silenzio davanti al bigottismo. Nessuno obbliga nessuno ad abortire, ma troppi cercano di obbligare qualcuno a non abortire. La differenza sembra evidente. E come si fa a stare in silenzio su un tema del genere, quando in Polonia le donne ucraine stuprate dai russi cercano di abortire ma le viene negato questo diritto?

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Foto di The Democrats su Twitter

La vita è una cosa meravigliosa. E su questo siam tutti d’accordo. Ma perché la vita di un feto dev’essere più importante di quella di una donna? Va bene, ricordiamola. Ricordiamola la storia di Izabela, una donna di solo 30 anni che è morta perché i medici si sono rifiutati di farla abortire. Si trovava alla 22esima settimana di gravidanza, e il feto non aveva più possibilità di sopravvivere poiché la madre aveva perso tutto il liquido amniotico. Quindi sarebbe bastato farla abortire. Invece i medici hanno detto di dover aspettare che il feto morisse del tutto. Ma, alla fine, a morire è stata una donna. Se l’aborto è omicidio, questo cos’è?

Nessuna persona pro all’aborto vi costringerà ad abortire. Io stessa sono a favore dell’aborto ma non mi ci sottoporrei mai, perché sarebbe un’operazione che mi farebbe troppo soffrire. Tuttavia, non voglio negare alle altre donne il diritto di scegliere sul proprio corpo e sulla propria vita. Voglio anche ricordare che a volte a rimanere incinta sono state delle bambine che hanno avuto il ciclo prematuramente, sono state stuprate e sono rimaste incinta. Ad esempio, è la storia di una bambina di 10 anni del Paraguay, dove l’aborto, nel 2015, era concesso solo se la vita della donna è in pericolo.

L’impatto fisico e psicologico di costringere una ragazzina a portare avanti una gravidanza indesiderata è paragonabile alla tortura. Le autorità del Paraguay non possono di certo rimanere indolenti mentre questa giovane vittima di stupro affronta nuovi tormenti. Il Paraguay deve prendersi le sue responsabilità di fronte alla legge internazionale. Il mondo lo guarda e gli chiede di proteggere questa bambina e di farle avere accesso a trattamenti che potrebbero salvarle la vita. Spezza il cuore sentire quello che ha sofferto la piccola. Non possiamo prolungare quest’orrore.

Guadalupe Marengo, vicedirettrice per le Americhe di Amnesty International

In più, quante volte dovremo ripetere che rendere illegale l’aborto non farà diminuire i casi di aborto, ma renderà solo più pericolosa la pratica che non verrà fatta in sicurezza negli ospedali e nelle cliniche che poi offrono anche il supporto psicologico (e abortire non è facile per nessuno)? Non far abortire le persone metterà solo più a rischio la vita di chi non può permettersi di spostarsi all’estero, nei paesi civili, dove la pratica è regolamentata e sicura. Va bene il diritto all’opinione, ma lasciate che ognuno scelga sulla propria vita, lasciate che le donne vivano in sicurezza.

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Fonte: Pinterest

La manifestazione Pro Vita contro l’aborto a Roma

«C’è un’Italia che cresce nelle relazioni e nei legami, fatta di mamme, papà, nonni e bambini che difendono e promuovono la vita dal concepimento alla morte naturale. C’è un Paese che all’eutanasia delle persone fragili, all’inverno demografico e all’aborto – che ancora oggi elimina 100mila bambini ogni anno – risponde con la cura, il sostegno e l’apertura alla vita. Questi sono i sentimenti della maggioranza silenziosa degli italiani che auspichiamo di vedere numerosi in marcia al fianco delle oltre 100 associazioni che animeranno la manifestazione», ha detto Massimo Gandolfini (Family Day), presentando la manifestazione.

Erano in tanti a partire da Piazza della Repubblica, percorrendo un percorso lungo due ore circa per arrivare fino a Piazza San Giovanni, dove si sono ascoltati interventi ed esperienze, oltre che l’esibizione del gruppo musicale The Sun. Maria Rachele Ruiu, portavoce della manifestazione, ha detto all’Adnkronos che «qualsisia legge sull’aborto vorremmo che fosse messa in un cassetto. Vogliamo che le donne abbiano sempre una possibilità, non siano mai più schiacciate dalla solitudine dell’aborto».

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Foto di Pro Vita & Famiglia su Twitter

«La donna ha diritto di essere custodita e accompagnata, non abbandonata», ha detto ancora. «Questi bambini, questo corteo sono il nostro messaggio: scegliere la vita si può fare ed è bello farlo. Non vogliamo lasciare indietro nessuno, vogliamo prenderci custodia di tutti, metterci accanto ai più fragili». La vita si può scegliere, ma non puoi obbligare qualcuno a farlo. Eliminando la legge sull’aborto, come stanno cercando di fare negli Usa, renderà solo più frequenti gli aborti clandestini e pericolosi. Così non custodisci e accompagni la donna, ma la metti in pericolo.

«È urgente buttare giù il castello ideologico sull’aborto, che nega innanzitutto il dolore che procura. È urgente che venga restituita alla donna, la verità: cosa è l’aborto e quali le conseguenze che poi paga sulla propria pelle, oltre a quella del figlio. Scendiamo in piazza per testimoniare che è possibile prendersi cura di tutti e soprattutto è bello farlo, anche quando impegnativo: per questo sarà una festa! Siamo convinti che se l’Italia vuole ripartire non può che farlo da qui! Nessuno sarà lasciato indietro e oggi a Roma si alzerà un vento carico di speranza».

Maria Rachele Ruiu

Presenti anche dei sacerdoti argentini della Congregazione missionaria Istituto del Verbo Incarnato, che all’Adnkrono hanno detto di essere presenti «per ribadire il diritto dei bambini di venire al mondo, loro non possono chiederlo. Lo facciamo in modo pacifico, cantando e ballando insieme a tanti giovani». Ovviamente non mancano neanche Simone Pillon (Lega), Isabella Rauti e Danilo Oscar Lancini (Lega).

In particolare Simone Pillon su Facebook ha scritto diversi post: «Negli Stati Uniti stanno tornando indietro cancellando leggi inique e riconoscendo i diritti dei bambini fin dal concepimento. È ora di farlo anche da noi, sostenendo sempre la vita nascente, le mamme e i papà», scrive in uno. Ci sentiamo costretti ad aggiungere che negli Stati Uniti forse si preoccupano solo di prendere decisioni per le donne, visto che in diversi stati vige ancora la pena di morte. Quindi riconoscere i diritti dei bambini, per poi magari ucciderli da adulti, è un po’ incoerente.

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