Tennessee: una legge potrebbe permettere ai familiari di uno stupratore di denunciare una donna che abortisce

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Quando pensi che il mondo proprio non possa peggiorare, in Tennessee, nell’America dei sogni, è stato approvato un disegno di legge anti-aborto. Anti-aborto, e già immaginiamo che vada contro la scelta della donna sul proprio corpo e sulla propria vita, ma in questo caso è anche peggio: se la donna viene stuprata e rimane incinta in seguito a quel rapporto non desiderato da lei, e quindi sceglie di abortire, i familiari dello stupratore potrebbero citarla in giudizio. Sembra assurdo, ma avviene nel 2022, in Tennessee.

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Proteste a Dallas
Brandon Bell/Getty Images

Il Tennessee non è nuovo per quanto riguarda l’aborto e i diritti della donna. Nel 2020, dopo un ritardo causato dalla pandemia di Covid-19, le Camere dello Stato hanno promosso quella che poi è stata chiamata l’Heartbeat Act, di cui abbiamo già sentito parlare in Texas. In quel caso, infatti, vi abbiamo spiegato che con questa legge l’aborto è consentito solo nelle prime sei settimane, periodo in cui molte donne neanche sanno ancora di essere incinta. Si chiama in questo modo proprio perché si ritiene che dopo quelle settimane si senta il “battito del cuore“.

Secondo gli studiosi (quelli che studiano e non firmano leggi per ideologia), però, quello che viene rilevato durante questa fase è solo «una parte del tessuto fetale che diventerà il cuore come l’embrione si sviluppa». Tuttavia, secondo Marjorie Dannenfelser, presidentessa dell’organizzazione Susan B. Anthony, «la nuova legge storica del Tennessee include alcune delle protezioni più forti nella Nazione per i bambini non nati e le loro madri», disse ai tempi.

E ancora «questa legge riconosce l’umanità del feto fermando l’aborto non appena si può individuare un battito cardiaco, proteggendolo dalla discriminazione letale nell’utero». E se pensiamo che a pronunciare queste parole sia proprio una donna, rabbrividiamo ancora di più. Una donna dovrebbe sapere l’importanza di poter scegliere sul proprio corpo. Una donna dovrebbe sapere l’importanza della libertà. Eppure c’è comunque ci pretende di parlare per altre. Perché va bene se tu non vorresti mai abortire. Nessuno ti giudica. Ma non va bene se pretendi che anche le altre non lo facciano.

Tennessee: con l’HB 2779 si va solo peggiorando

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Fonte: Pinterest

Il disegno di legge HB 2779 è quello che permetterebbe ai familiari, amici, coniugi o vicini di uno stupratore di citare in giudizio persone che aiutano o forniscono alla sua vittima un aborto. Quindi non solo la vittima è stata stuprata e deve fare i conti con ciò, ma potrebbe anche dover affrontare un processo se decide di abortire per non vedere più in tutta la sua vita la persona che le ha mancato di rispetto. Sia chiaro che non tutte le donne reagiscono con l’aborto, alcune decidono anche di tenerlo. Ma ognuna deve avere la possibilità di scegliere.

Tuttavia, questa settimana, una sottocommissione sanitaria della Camera dei Rappresentanti dello Stato ha approvato l’HB 2779, un disegno di legge anti-aborto che dà il diritti ai cittadini a citare in giudizio chiunque aiuti in qualsiasi modo (anche solo dando indicazioni) una donna ad abortire dopo la prima pulsazione delle cellule cardiache fetale (quello che per i legislatori non laureati in medicina è il battito del cuore). La dottoressa Leilah Zahedi-Spunt, specialista di medicina materna-fetale del Tennessee, ha lasciato un commento al Today in merito a questa legge:

«L’HB 2779 crea una barriera tra me e i pazienti a cui tengo perché non possiamo parlare di tutte le loro opzioni riguardo la loro gravidanza. Dal momento che mi preoccupo di gravidanze ad alto rischio, questo è fondamentale per quello che faccio su base giornaliera», ha detto la dottoressa. Tuttavia, non tutto è ancora perduto, perché il disegno di legge dovrà essere discusso, ancora una volta, a fine mese.

La legge del Tennessee, tra l’altro, è anche peggiore di quella del Texas, poiché non c’è una finestra di sei settimane ma vieterebbe l’aborto a prescindere, senza alcuna eccezione anche per lo stupro o per l’incesto. Rebecca Alexander, repubblicana rappresentato dello Stato, ha detto durante la discussione sull’HB 2779 che «questo è il mio disegno di legge», aggiungendo che avrebbe permesso a chiunque di citare in giudizio anche chi semplicemente dà informazioni, «indipendentemente da qualsiasi posizione abbiano nel caso», con una multa minima di $10.000.

Quando poi le è stato chiesto, come provocazione, dal democratico Bob Freeman, se questa legge avrebbe consentito ai familiari di uno stupratore di citare in giudizio la vittima dello stupro se dovesse abortire, Alexander, senza alcun dubbio (e anche senza alcuna dignità), ha risposto che questo sarà possibile. Freeman ha detto che «questo disegno di legge, sebbene debba essere una legge anti-aborto, non fa niente per limitarlo ulteriormente. Cerca solo di portare tutti i tipi di cause costringendo le donne a dover rispondere potenzialmente a domande su degli aborti spontanei».

Ha anche raccontato che sua «moglie è il presidente del Centro di Violenza Sessuale qui a Nashville. Ha condiviso diverse storie con me: giovani di 13 anni stuprati da una persona più grande o da un familiare… Stupro, incesto… E tutto quello che possiamo dirle è “Sfortuna, tesoro. Sappiamo cos’è meglio per te”. Questo, per me, è semplicemente spaventoso». Un avvocato legislativo che conosce già il disegno di legge HB 2779 ha detto che le vittime non dovrebbero essere citate in giudizio, ma solo chi le aiuta (andando quindi contro quello che ha detto la sen. Alexander).

Ovviamente, oltre a Freeman, che ritiene che «se (l’HB 2779) passerà in Senato e in Camera, il governatore firmerà la legge. Garantito», altre persone si sono già lamentate. La dott.ssa Leilah Zahedi-Spung ha detto che questa legge «mette ciò che è meglio per il paziente contro la volontà delle persone. Nessuno merita di avere l’assistenza sanitaria e di non poterla usare, soprattutto quando si trovano ad affrontare esperienze di vita complicate». Nessun commento da parte del governatore.

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Potreste ad Austin
Sergio Flores/AFP via Getty Images
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