Fratelli d’Italia e l’astensione in Liguria: «sportelli pro vita in ogni ospedale della regione in cui si eseguono interruzioni di gravidanza»

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Ci ha detto di non preoccuparci, che non ha intenzione di toccare la legge 194 né di vietare in qualsivoglia modo il diritto delle donne ad abortire, eppure… Quello che è successo in Liguria proprio pochi giorni dopo le elezioni ci fa comprendere che tra il dire di Giorgia Meloni e il fare del suo partito c’è di mezzo il mare. Nella regione, infatti, Fratelli d’Italia ha proposto una legge in cui si propongono degli sportelli “pro vita” gestiti da associazioni di volontariato in ogni struttura ospedaliera della Liguria, in cui sia praticata l’interruzione volontaria di gravidanza.

Proprio ieri abbiamo celebrato la Giornata internazionale dell’aborto sicuro, e abbiamo ricordato come in diverse parti del mondo quest’anno, l’aborto sia sotto attacco. Negli USA è stata ribaltata la Roe vs Wadein Polonia una donna è morta perché non le è stato concesso di abortirein Ungheria le donne che vogliono abortire saranno costrette ad ascoltare il battito del feto, e in Italia abbiamo Giorgia Meloni come premier, donna che dice di non essere contro l’aborto e di non voler toccare la legge 194, ma che ha fra i suoi nel partito molti antiabortisti.

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Senza ripetere la situazione in tutto il mondo, vi ricordiamo che ad oggi in Italia i medici obiettori sono fin troppi, per cui sebbene l’aborto sia legalmente possibile, trovare un medico che sia disposto a farti abortire è davvero complesso. E in più abbiamo diversi personaggi che contribuiscono a rendere la discussione ancora più complessa. Simone Pillon, leghista che fortunatamente è fuori dal Senato, scrive due post con in primo piano una foto di allegri neonati, scegliendo come titolo: «Una grandissima vittoria: la corte suprema ha abrogato l’aborto negli USA!». «Ora portiamo anche in Europa e in Italia la brezza leggera del diritto alla vita di ogni bambino, che deve poter vedere questo bel cielo azzurro».

Il problema dell’Italia, quindi, cari Fratelli d’Italia, non è il fatto che alla donna non venga data la scelta di non abortire. Il problema è che pur avendo il diritto di abortire (perché in Italia è legale), le donne non ne hanno la possibilità in quanto ci sono troppi medici che scelgono di essere obiettori, non svolgendo quindi il proprio mestiere. Quindi alcune donne per abortire sono costrette a spostarsi in altre regioni o persino altri Stati. Questo è il problema dell’Italia, non ulteriori sportelli pro vita.

La proposta di Fratelli d’Italia in Liguria

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La proposta di legge presentata da Fratelli d’Italia in Regione Liguria e che dovrebbe approvare in commissione Salute, per l’inizio dell’iter di approvazione, è stata scritta e promossa dal capogruppo regionale, Stefano Balleari, e dai consiglieri Sauro Mannucci e Veronica Russo, che sono gli stessi che durante l’assemblea si sono astenuti nella votazione di un documento che impegnava la giunta alla piena applicazione della legge 194 in tutta la regione. Insomma, questi sono i soggetti che Fratelli d’Italia vanta, e per quanto Giorgia Meloni dica di essere pro all’aborto, se continua a tenere individui antiabortisti nel partito, ci perde completamente la faccia.

Nel testo della proposta regionale 71 del 2021, si legge che «presso ogni struttura in cui venga praticata l’interruzione volontaria della gravidanza è messo gratuitamente a disposizione, in prossimità del consultorio e/o del reparto di maternità oltre che adeguatamente segnalato al fine di renderlo agevolmente raggiungibile, un idoneo locale per le organizzazioni di volontariato che operino nel settore dell’aiuto alla vita nascente. L’assegnazione del locale ha durata biennale ed è rinnovabile».

Tuttavia, c’è più di qualcosa che non va. In primis, il feto è definito come «figlio dalla vita nascosta e in pericolo», mentre la donna che già sta prendendo una decisione complessa viene definita come minacciata «dalla solitudine, dall’ignoranza, dalla povertà, dalla paura». In più, si sottolinea che «l’aiuto alla donna e la promozione della vita vogliono essere un obiettivo prioritario da perseguire anche a livello regionale», quindi una sorta di supporto alla già esistente legge nazionale 194.

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I consiglieri di Fratelli d’Italia aggiungono che «la pdl nasce dall’esigenza di una “legislatore statale e regionale una rinnovata attenzione verso l’area della salute riproduttiva.” E infatti il titolo del documento che presto potrebbe arrivare in consiglio è “Nome per la tutela della salute della donna e del concepito, in attuazione delle leggi n.405 del 29 luglio 1975 e 194 del 22 maggio 1978». La legge è stata proposta e ideata perché gli aborti in Liguria sono «circa 2257», secondo i Dati 2018- Relazione del Ministro della salute sull’attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria di gravidanza legge 194/78.

Stefano Balleari, commissario provinciale di Genova del partito di Giorgia Meloni, sottolinea che «il rispetto totale della 194, che non si tocca perché è una legge bellissima al di là di strumentalizzazioni, invece, vogliamo che la 194 venga applicata nella sua interezza, perché riteniamo che  l’articolo 5 della 194 non sia strettamente osservato: è quello che mette le donne nella condizione di scegliere, liberamente, tra due possibilità. Invece molte donne non si trovano in questa condizione: se ad esempio fattori economici la obbligano a scegliere di rinunciare al figlio».

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