“Non toccheremo l’aborto”: ma Maurizio Gasparri presenta una proposta di legge antiabortista

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Davanti alle varie critiche che ricevette, Giorgia Meloni disse di non voler né modificare né abolire la legge 194 sull’aborto, bensì di voler «applicare meglio la prima parte della Legge 194 che prevede tutto il tema della prevenzione, cioè vorrei aggiungere un diritto al diritto ad abortire che non viene toccato», ma la realtà sembra essere un’altra, considerata la proposta di Maurizio Gasparri che mira non a modificare la legge 194, bensì a riconoscere la capacità giuridica del concepito, e quindi, in altre parole, ad abolire l’aborto.

Mentre tutto il mondo comincia a dimostrare di odiare le donne riducendole semplicemente a madri, in Italia la situazione anche prima di oggi non era migliore. Vi ricordiamo infatti i troppi medici obiettori, così tanti che, sebbene l’aborto sia legalmente possibile, trovare un medico che sia disposto a farti abortire è davvero complesso. E in più abbiamo diversi personaggi che contribuiscono a rendere la discussione ancora più complessa.

Simone Pillon, leghista che fortunatamente è fuori dal Senato, scrive due post con in primo piano una foto di allegri neonati, scegliendo come titolo: «Una grandissima vittoria: la corte suprema ha abrogato l’aborto negli USA!». «Ora portiamo anche in Europa e in Italia la brezza leggera del diritto alla vita di ogni bambino, che deve poter vedere questo bel cielo azzurro».

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E poi non dimentichiamo quello che ha tentato di fare lo stesso Fratelli d’Italia in Liguria, proprio di recente! Nel testo della proposta regionale 71 del 2021, si legge che «presso ogni struttura in cui venga praticata l’interruzione volontaria della gravidanza è messo gratuitamente a disposizione, in prossimità del consultorio e/o del reparto di maternità oltre che adeguatamente segnalato al fine di renderlo agevolmente raggiungibile, un idoneo locale per le organizzazioni di volontariato che operino nel settore dell’aiuto alla vita nascente. L’assegnazione del locale ha durata biennale ed è rinnovabile».

Cosa non va? In primis, il feto è definito come «figlio dalla vita nascosta e in pericolo», mentre la donna che già sta prendendo una decisione complessa viene definita come minacciata «dalla solitudine, dall’ignoranza, dalla povertà, dalla paura». In più, si sottolinea che «l’aiuto alla donna e la promozione della vita vogliono essere un obiettivo prioritario da perseguire anche a livello regionale», quindi una sorta di supporto alla già esistente legge nazionale 194.

La stessa Giorgia Meloni, abbiamo letto prima, ha detto di non voler abolire la Legge 194, bensì di applicare meglio la parte sulla prevenzione, quindi «se una donna ritenesse di dovere abortire perché non ha alternative ma in realtà non vuole farlo, io in realtà credo che debba avere la possibilità di fare una scelta diversa. Non tolgo niente a nessuno: voglio aggiungere un diritto che a volte è mancato. Ci sono state donne che hanno abortito perché ritenevano di non avere alternative e che poi per questo non sono state felici. Non capisco quale sia il problema della sinistra e di chi fa polemica su una materia del genere».

E la proposta di Gasparri è la testimonianza di come Fratelli d’Italia e la destra in generale di non toccare l’aborto, non ne ha proprio l’intenzione. Potessero, lo abolirebbero prima di subito. E dimostra anche come abbiamo bisogno di un’opposizione non dico perfetta, ma almeno decente. E la strada, purtroppo, sembra essere troppo ripida.

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La proposta anti-aborto di Maurizio Gasparri (e non solo)

La scorsa settimana, durante il primo giorno della legislatura, sono stati depositati tre disegni di legge. L’obiettivo di tutti e tre, sebbene non tocchino direttamente la 194, è quello di ostacolare l’accesso all’aborto. E non è neanche la prima volta che ci provano, il problema però è che adesso hanno la maggioranza e soprattutto che non hanno neanche aspettato che si formi un governo, ma che lo hanno fatto proprio il primo giorno della legislazione.

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La prima proposta arriva da Maurizio Gasparri, che, come spiega lui stesso, «è un lascito morale di Carlo Casini, fondatore del Movimento per la vita», ovvero il primo movimento antiabortista italiano che venne fondato subito dopo l’approvazione della 194. La proposta prevede il riconoscimento giuridico del feto attraverso la modifica dell’articolo 1 del Codice Civile (che stabilisce che «i diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all’evento della nascita»), quindi riconoscerne la capacità giuridica sin dal concepimento e, perciò, l’aborto potrebbe essere considerato un reato alla pari dell’omicidio volontario.

Il secondo disegno di legge è sempre di Maurizio Gasparri, che cerca sempre di fare qualcosa contro i diritti delle donne. Il testo di Gasparri prevede di istituire la “giornata della vita nascente”, riferendosi a una serie di associazioni cattoliche che fanno parte del movimento antiabortista italiano, come “Family Day-Difendiamo i nostri figli”, “CitizenGo” o “Giuristi per la vita” o che si occupano addirittura della sepoltura dei feti senza il consenso delle donne coinvolte.

Infine, la terza proposta arriva dal leghista Massimiliano Romeo, e si intitola “Disposizioni per la tutela della famiglia e della vita nascente, per la conciliazione tra lavoro e famiglia e delega al Governo per la disciplina del fattore famiglia“, ed è una copia di quello presentato nel 2021 in cui diceva che  «il concepito è riconosciuto quale componente del nucleo familiare a tutti gli effetti».

L’obiettivo era quello di istituire un «fondo per il sostegno della maternità (…) finalizzato all’erogazione di aiuti e contributi per evitare che le donne in stato di gravidanza ricorrano all’interruzione volontaria della medesima» e prevedeva che lo stato delegasse alcune «funzioni pubbliche in particolare nel campo educativo» ad associazioni che promuovono «iniziative volte alla conservazione, alla valorizzazione e alla tutela della famiglia». Infine, sottolinea che i consultori possono avvalersi anche «di personale medico e ostetrico anche obiettore di coscienza».

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Insomma, non hanno neanche formato un governo (ufficialmente) e la situazione è già così tragica. Ma lo sanno che siamo in crisi e molte mamme e papà non riescono ad arrivare a fine mese?

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