Il Presidente Meloni ha avvertito gli uomini del partito che lei non vuole toccare il diritto all’aborto?

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Il Presidente Meloni ha avvertito gli uomini del partito che lei non vuole toccare il diritto all’aborto? Domanda lecita, considerati i precedenti, e non parliamo solo del disegno di legge antiabortista del senatore Roberto Menia, di Fratelli d’Italia. Dal primo giorno di legislatura persone come Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo stanno facendo di tutto per togliere il diritto di aborto alle donne, non toccando direttamente la 194, ma facendolo indirettamente. E il Presidente che ha detto (ma ha detto tante cose mentre era in opposizione) di non voler andare contro l’aborto, ha qualcosa da dire?

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Non so di cosa ci stupiamo, personalmente, e mi preoccupa il fatto che solo adesso se ne stia parlando quando le proposte anti-abortiste ci sono state dalla prima settimana di legislatura. Erano tre le proposte. La prima proposta arriva da Maurizio Gasparri, che, come spiega lui stesso, «è un lascito morale di Carlo Casini, fondatore del Movimento per la vita», ovvero il primo movimento antiabortista italiano che venne fondato subito dopo l’approvazione della 194. La proposta prevede il riconoscimento giuridico del feto attraverso la modifica dell’articolo 1 del Codice Civile.

Il secondo disegno di legge è sempre di Maurizio Gasparri, Fratelli d’Italia, che cerca sempre di fare qualcosa contro i diritti delle donne. Il testo di Gasparri prevede di istituire la “giornata della vita nascente”, riferendosi a una serie di associazioni cattoliche che fanno parte del movimento antiabortista italiano, come “Family Day-Difendiamo i nostri figli”, “CitizenGo” o “Giuristi per la vita” o che si occupano addirittura della sepoltura dei feti senza il consenso delle donne coinvolte.

Infine, la terza proposta arriva dal leghista Massimiliano Romeo, e si intitola “Disposizioni per la tutela della famiglia e della vita nascente, per la conciliazione tra lavoro e famiglia e delega al Governo per la disciplina del fattore famiglia“, ed è una copia di quello presentato nel 2021 in cui diceva che  «il concepito è riconosciuto quale componente del nucleo familiare a tutti gli effetti», per istituire un «fondo per il sostegno della maternità (…) finalizzato all’erogazione di aiuti e contributi per evitare che le donne in stato di gravidanza ricorrano all’interruzione volontaria della medesima».

Giorgia Meloni ha detto tante cose mentre si trovava all’opposizione. Fra queste, ha detto di non voler abolire la Legge 194, bensì di applicare meglio la parte sulla prevenzione, quindi «se una donna ritenesse di dovere abortire perché non ha alternative ma in realtà non vuole farlo, io in realtà credo che debba avere la possibilità di fare una scelta diversa. Non tolgo niente a nessuno: voglio aggiungere un diritto che a volte è mancato. Ci sono state donne che hanno abortito perché ritenevano di non avere alternative e che poi per questo non sono state felici. Non capisco quale sia il problema della sinistra e di chi fa polemica su una materia del genere». Adesso ha qualcosa da aggiungere?

I preoccupanti disegni di legge contro l’aborto

La proposta di legge è stata depositata dal senatore di Fratelli d’Italia Roberto Menia e punta a riconoscere «la capacità giuridica ad ogni essere umano», modificando quindi l’articolo 1 del codice civile. L’obiettivo sarebbe quello di «dichiarare che ogni uomo ha la capacità giuridica in quanto uomo, cioè che la soggettività giuridica ha origine dal concepimento, non dalla nascita». Parafrasando: una donna, nata e viva, vale meno di un mucchio di cellule che diventeranno un bambino ma che ancora (lo dice la scienza) non lo sono.

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Menia spiega che «si tratta di riconoscere, anche nell’ambito giuridico, che embrione, feto, neonato, bambino, ragazzo, adolescente, giovane, adulto, anziano, vecchio sono diversi nomi con cui si indica una identica realtà, un identico soggetto, lo stesso essere personale, lo stesso uomo», aggiungendo che «è indispensabile individuare con chiarezza il significato giuridico dell’essere umano nella fase più giovane della sua esistenza». Chiaramente, il popolo come anche l’opposizione è insorta davanti a così terrificanti dichiarazioni che farebbero avvicinare l’Italia a Ungheria e Polonia.

Alessandra Maiorino del Movimento 5 Stelle: «Il partito di Meloni vuole derubare le donne della proprietà sul proprio corpo e attribuire soggettività giuridica superiore a un ovocita fecondato rispetto alla femmina». Simona Malpezzi del PD aggiunge che «riconoscere la capacità giuridica del concepito, come propone FdI in un ddl depositato al Senato, vuol dire solo una cosa: cancellare il diritto della donna di autodeterminarsi nella scelta di diventare madre o meno». Infine, Luana Zanella dell’Alleanza Verdi e Sinistra: «Una proposta buona per la propaganda della Destra ma assai pericolosa sul piano dei diritti».

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Pierfrancesco Majorino, candidato di Pd alle elezioni regionali in Lombardia, commenta in una nota: «I segnali inquietanti che giungono da Roma con proposte di legge che vogliono riportare le lancette della storia a cinquant’anni fa e che pensavamo di lasciarci alle spalle ci dicono che il diritto all’interruzione di gravidanza è a rischio. È un dato di fatto. Sulla 194 noi chiediamo piena applicazione no abrogazione de facto come Fratelli d’Italia vuole fare. Abbia il coraggio di dichiarare le sue volontà il presidente Meloni. Lei e i suoi esponenti».

Caro Presidente Meloni, Lei è una donna, e ha più volte detto di non voler ledere il diritto all’aborto delle donne. Dimostri che non ha detto solo cavolate durante la sua campagna elettorale. Ci permetta di cambiare idea su di lei, dopo tutta l’omofobia e il sessismo. Perché, lo abbiamo visto con il caso della vicina Polonia, rendere inapplicabile o illegale l’aborto non fa diminuire gli aborti, ma fa solamente aumentare i numeri di donne morte per interruzione di gravidanza. Se Lei e il suo partito siete pro-vita, allora rispettate la vita delle donne.

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