Foggia: tredicenne drogata e stuprata da tre ventenni

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Lo scorso ottobre a Cerignola, in provincia di Foggia, una tredicenne è stata adescata online da un 19enne, che poi l’avrebbe portata in un casolare dove ad aspettarli c’erano altri due coetanei. I tre, insieme, hanno prima drogato e poi stuprato la tredicenne. Per fortuna, per quanto si possa parlare di fortuna in una situazione del genere, la ragazzina ha avuto il coraggio e la forza di parlarne con i genitori, che l’hanno accompagnata a denunciare. Dopo mesi, la polizia ha arrestato i tre colpevoli, accusati di violenza sessuale e cessione di sostanza stupefacente aggravata.

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Non vorremmo mai scrivere di notizie del genere, perché pensiamo solo a quanto sia facile per una tredicenne fidarsi delle persone sbagliate, e quanto sia facile per degli adulti (perché a 20 anni sei un adulto, non sei più un ragazzo che fa “bravate“) adescare online delle minorenni. A tredici anni pensiamo di essere adulti, vogliamo essere forti e indipendenti, abbiamo i nostri profili social, chattiamo con la persona che ci piace e che magari è anche più grande di noi. Ma a volte confrontarsi con un adulto o con degli amici che ci danno un altro punto di vista potrebbe davvero salvarci la vita.

Sia chiaro che non stiamo addossando la colpa a nessuno se non ai tre uomini che hanno violentato una tredicenne, allo stesso tempo pensiamo però che bisogni fare consapevolezza nelle scuole. L’educazione sessuale servirebbe anche a questo: educare al rispetto, educare al no, magari insieme all’educazione dei social ma non fatta da adulti, bensì da – più o meno – coetanei. Persone che gli adolescenti non vedono come “adulti” ma che ascoltano. Perché se un genitore ti dirà di non parlare con sconosciuti online, tu lo farai. Ma se un tuo coetaneo ti dice che potrebbe essere pericoloso incontrare uno sconosciuto da sola, forse tu un pensiero sul pericolo ce lo fai.

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Agli adolescenti non fa piacere essere controllati, su questo siamo onesti. Se un genitore controlla i messaggi del proprio figlio lui finirà per creare un profilo falso e chattare comunque con sconosciuti, per questo motivo più che vietare, bisogna avvisare, allarmare. Non far vivere con ansia, perché potrebbero comunque esserci in giro brave persone che vogliono solo conoscerti (anche se un ventenne una tredicenne non dovrebbe neanche pensarla dal punto di vista sessuale), ma far riconoscere i segnali d’allarme anche alle più piccole. E, ovviamente, educare gli adolescenti prima che possano fare qualcosa di sbagliato da adulti. Questa è la cosa più importante.

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Foggia: tredicenne vittima di stupro da parte di tre ventenni

Ha 13 anni la vittima di stupro. È ancora una bambina, neanche un’adolescente, per quanto oggi si abbia ancora più fretta di crescere, con TikTok provocanti, balletti e abiti succinti comprati su Shein. Ma resta una bambina, una pre-adolescente. E nessuno deve sentirsi il diritto di violentarla (come non deve esistere per tutte le altre donne!) o di fantasticare su di lei dal punto di vista sessuale. Tre uomini (io non voglio chiamarli mostri, non li voglio deumanizzare, perché sono tre uomini, tre esseri viventi, tre persone che camminano tranquillamente fra di noi) hanno rovinato la vita di una bambina, drogandola e violentandola.

Lo stupro è avvenuto lo scorso ottobre a Cerignola, e nella giornata di oggi, mercoledì 18 gennaio, al termine delle indagini coordinate e dirette dalla procura di Foggia, la polizia di Stato ha eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo pugliese, nei confronti dei tre presunti colpevoli, accusati dei reati di violenza sessuale e cessione di sostanza stupefacente aggravata.

Secondo le ricostruzioni e gli elementi raccolti dagli agenti della squadra mobile e del commissariato di Cerignola, in attesa del successivo vaglio dell’autorità giudiziaria, uno dei tre accusati avrebbe conosciuto online la vittima e l’avrebbe attirata all’interno di un box in periferia della cittadina, dove poi l’avrebbe violentata in gruppo. Inizialmente i tre avrebbero anche offerto della droga alla bambina, ma quando ha rifiutato è stata obbligata con violenza e minacce.

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I tre ragazzi hanno approfittato «della sua condizione di inferiorità psichica e fisica determinata dall’età, dalla compresenza di tre uomini, dalla posizione isolata del box in cui sono avvenuti i fatti, dallo stato di alterazione dovuto all’uso di droga che le era stata offerta», e hanno stuprato la tredicenne nel garage dove sono avvenuti i fatti. La tredicenne ha avuto dei rapporti con ognuno dei tre, e il giorno dopo ha raccontato tutto ai genitori che l’hanno accompagnata a sporgere denuncia. Da quel momento sono iniziate le indagini per ricostruire i momenti. Le forze dell’ordine avevano poi perquisito il garage, nel quale erano state rinvenute tracce di sostanze stupefacenti.

Come staff di Cup of Green Tea, mandiamo un lungo abbraccio all’unica vittima di questa situazione, la ragazzina di tredici anni violentata da tre uomini, e ci auguriamo che la giustizia faccia il suo corso. Non vogliamo sentire parlare di ragazzate, o di ma lei pubblicava questo sui social, o le solite interviste agli amici dei colpevoli che cominciano a parlare di quanto fossero gentili e salutassero (lo stanno facendo persino con Matteo Messina Denaro!). Vogliamo sapere che staranno in carcere a lungo e che usciranno solo quando avranno compreso, davvero, i propri errori. Per la tredicenne violentata, e per tutte le donne vittime di violenza.

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