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Ben-Gvir deride gli attivisti della Flotilla bendati e in ginocchio: anche Meloni e Tajani condannano le immagini

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Nuove tensioni diplomatiche tra Italia e Israele dopo la diffusione di alcuni video girati nel porto israeliano di Ashdod, dove sono stati trasferiti gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati dalla marina israeliana nei giorni scorsi. Al centro delle polemiche c’è soprattutto il comportamento del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir, che ha pubblicato sui propri social immagini e video in cui deride apertamente gli attivisti detenuti.

Nei filmati si vedono decine di persone bendate, ammanettate e costrette in ginocchio, mentre Ben-Gvir passeggia davanti a loro sorridendo e commentando: “Benvenuti in Israele, siamo i padroni di casa.” In un altro post, il ministro ha definito gli attivisti “sostenitori del terrorismo”, alimentando ulteriormente le polemiche internazionali. 

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Anche il governo Meloni prende posizione: “Immagini inaccettabili”

La vicenda ha provocato una reazione molto dura anche da parte del governo italiano, cosa non così frequente negli ultimi mesi rispetto alle azioni del governo Netanyahu. Giorgia Meloni e Antonio Tajani hanno infatti definito “inaccettabili” le immagini diffuse da Ben-Gvir, chiedendo ufficialmente spiegazioni e scuse alle autorità israeliane. Secondo quanto comunicato dalla Farnesina: «Le immagini del ministro israeliano Ben Gvir sono inaccettabili. È inammissibile che questi manifestanti, fra cui molti cittadini italiani, vengano sottoposti a questo trattamento lesivo della dignità della persona».

Tajani ha inoltre annunciato la convocazione immediata dell’ambasciatore israeliano in Italia. Anche Meloni avrebbe espresso forte irritazione per quanto mostrato nei video, soprattutto considerando che tra gli attivisti fermati ci sarebbero anche cittadini italiani ai quali le autorità consolari stanno cercando di fornire assistenza: «Il Governo Italiano sta immediatamente compiendo, ai più alti livelli istituzionali, tutti i passi necessari per ottenere la liberazione immediata dei cittadini italiani coinvolti. L’Italia pretende inoltre le scuse per il trattamento riservato a questi manifestanti e per il totale disprezzo dimostrato nei confronti delle esplicite richieste del Governo italiano».

La Flotilla era stata fermata in acque internazionali

La Global Sumud Flotilla era diretta verso Gaza con l’obiettivo dichiarato di rompere il blocco israeliano e portare aiuti umanitari. Secondo diverse ricostruzioni, le imbarcazioni sarebbero state intercettate dalla marina israeliana al largo delle coste greche e cipriote, quindi in acque internazionali. Israele sostiene che l’operazione fosse necessaria per motivi di sicurezza nazionale, mentre gli organizzatori della Flotilla parlano apertamente di “sequestro illegale” e violazione del diritto internazionale. Gli attivisti fermati sarebbero centinaia, e diverse organizzazioni per i diritti umani stanno contestando le modalità della detenzione e del trasferimento nel porto di Ashdod. 

La parte che ha scioccato maggiormente l’opinione pubblica internazionale è però il tono apertamente umiliante dei video diffusi da Ben-Gvir (nonostante degli italiani addirittura siano d’accordo con Israele perché “non dovevano salire su quella barca”, chissà se avrebbero reagito allo stesso modo nella Germania nazista con chi tentava di salvare gli oppressi). Non si tratta soltanto della detenzione degli attivisti, ma della scelta di filmarli bendati e inginocchiati, trasformando quelle immagini in propaganda politica e contenuto social. Ed è proprio questo che sta facendo discutere tantissimo online.

Perché negli ultimi anni Ben-Gvir è diventato uno dei volti più estremi del governo israeliano, spesso accusato di utilizzare una retorica provocatoria e fortemente aggressiva sia verso i palestinesi sia verso gli attivisti internazionali pro-Gaza. Ma questa volta le reazioni sembrano essere state più forti del solito, anche da parte di governi europei tradizionalmente molto cauti nelle critiche pubbliche verso Israele.

Online le immagini hanno generato migliaia di commenti indignati. Molti utenti stanno parlando apertamente di una volontà di umiliazione pubblica degli attivisti, soprattutto per la scelta di pubblicare i video direttamente dai canali ufficiali del ministro. Anche diverse Ong stanno denunciando il trattamento dei detenuti e chiedono chiarimenti sulle condizioni in cui si trovano gli attivisti trasferiti ad Ashdod. La Ong Adalah, che sta assistendo legalmente alcuni dei partecipanti alla missione, ha già annunciato che contesterà la legalità delle detenzioni e chiederà il rilascio immediato degli attivisti. 

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Il caso rischia di diventare un nuovo incidente diplomatico tra Europa e Israele

La situazione arriva in un momento già estremamente delicato nei rapporti tra Israele e diversi Paesi europei (finalmente, oserei dire, visto che a quanto pare tutto è concesso a Israele), soprattutto dopo mesi di tensioni internazionali legate alla guerra a Gaza e alle accuse di violazioni del diritto internazionale. E il fatto che persino il governo Meloni abbia deciso di esporsi pubblicamente con toni così netti sta facendo parecchio discutere.

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Perché negli ultimi mesi l’Italia aveva mantenuto una posizione molto prudente nei confronti del governo israeliano. Stavolta invece Palazzo Chigi e Farnesina parlano apertamente di immagini “inaccettabili” e pretendono scuse ufficiali. E online molti stanno già dicendo la stessa cosa: quando persino governi tradizionalmente moderati iniziano a prendere le distanze pubblicamente, significa che quelle immagini hanno superato una linea che ormai è impossibile ignorare.

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Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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