Eurovision 2026, scoppia il caso Moldavia: il direttore della tv pubblica si dimette dopo i voti a Romania e Ucraina
L’Eurovision riesce sempre a trasformarsi in caos geopolitico anche quando dovrebbe parlare “solo” di musica (anche se la Russia non può partecipare, e Israele che sta commettendo un genocidio in diretta social, arriva persino secondo). Questa volta però la situazione in Moldavia è diventata così grossa da portare addirittura alle dimissioni del direttore della tv pubblica nazionale.
Dopo la finale dell’Eurovision Song Contest 2026, infatti, in Moldavia è esplosa una polemica enorme contro la giuria nazionale, accusata di aver assegnato voti considerati assurdi e completamente scollegati dal sentimento del pubblico. Il caso più discusso riguarda soprattutto due Paesi: l’Ucraina, che dalla giuria moldava ha ricevuto zero punti, e la Romania, fermata a soli tre punti nonostante gli strettissimi legami culturali, linguistici e storici tra i due Paesi.

E la reazione online è stata immediata. Sui social moldavi centinaia di persone hanno iniziato a criticare apertamente il voto della giuria, accusandola di essere completamente distante dall’opinione pubblica nazionale. Perché il problema non è stato soltanto il risultato finale, ma soprattutto il contrasto enorme con il televoto: il pubblico moldavo aveva infatti assegnato il massimo punteggio proprio alla Romania.
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ToggleMoldavia: le dimissioni del direttore della tv pubblica
La situazione è diventata così ingestibile che Vlad Țurcanu, direttore generale di Teleradio-Moldova, ha annunciato le proprie dimissioni durante una conferenza stampa. E la sua dichiarazione è stata parecchio chiara: «Con le mie dimissioni voglio trasmettere un segnale chiaro: i rapporti di fratellanza che la Moldavia ha con la Romania, così come la nostra gratitudine per l’Ucraina e per il suo sacrificio quotidiano, restano inalterati. Il nostro atteggiamento verso l’Ucraina non è da zero punti, e il nostro sentimento per la Romania non può che essere d’amore».
Țurcanu ha spiegato che, anche se la tv pubblica aveva preso le distanze dalle decisioni artistiche della giuria, restava comunque una responsabilità istituzionale dell’emittente: «Il voto espresso è una nostra responsabilità e, in primis, mia in qualità di capo dell’istituzione. Ho evitato di dare indicazioni ai giurati, ma quello che è successo è un fatto insolito e grave: la giuria non ha tenuto conto delle sensibilità che esistono tra la Repubblica di Moldova e i nostri due vicini», ha aggiunto.
Ma il punto è che ormai la polemica aveva già superato il semplice contesto musicale. Perché il fatto che la Moldavia abbia dato zero punti all’Ucraina ha assunto immediatamente un peso politico enorme, considerando tutto il contesto geopolitico dell’Europa orientale e la vicinanza della Moldavia sia all’Ucraina sia alla Romania.
A scandal has erupted in Moldova after the announcement of the “Eurovision 2026” results
— NEXTA (@nexta_tv) May 19, 2026
The head of the public broadcaster Teleradio Moldova resigned amid criticism of the jury voting results.
Moldovan viewers awarded 12 points to Romania, 10 to Ukraine, and 8 to Israel.… pic.twitter.com/SJX7K4Vsu6
Per molti moldavi il voto è stato percepito quasi come un affronto politico
Bisogna ricordare che Moldavia e Romania condividono lingua, cultura e una storia profondamente intrecciata. Ancora oggi moltissime persone nei due Paesi parlano apertamente di una fortissima identità comune. Ed è proprio per questo che vedere la giuria moldava assegnare soltanto tre punti alla Romania ha creato una reazione emotiva enorme.
Ancora più forte è stata poi la questione Ucraina. In questi anni la Moldavia ha mantenuto una posizione molto vicina all’Europa e di forte sostegno verso Kiev, soprattutto nel contesto della guerra e delle tensioni regionali. Per questo moltissimi utenti online hanno percepito quei “zero punti” come qualcosa che andava oltre la musica.
E infatti anche personaggi pubblici moldavi hanno iniziato a criticare apertamente il voto della giuria. Alcuni artisti ed ex rappresentanti eurovisivi hanno parlato di una decisione “inspiegabile” e distante dal sentimento reale del Paese.

L’Eurovision continua a dimostrare che la politica non resta mai davvero fuori
Ogni anno l’Eurovision ripete la stessa frase: “la musica unisce”. E ogni anno puntualmente succede qualcosa che dimostra quanto sia impossibile separare davvero musica, identità nazionale e politica internazionale. Perché sì, formalmente i voti dovrebbero riguardare le canzoni. Ma chi segue l’Eurovision sa benissimo che i rapporti tra Paesi, le alleanze culturali e le tensioni geopolitiche influenzano continuamente il modo in cui il pubblico interpreta i risultati.
E il caso moldavo del 2026 è probabilmente uno degli esempi più clamorosi degli ultimi anni. Non capita spesso che una polemica eurovisiva porti addirittura alle dimissioni del direttore della tv pubblica nazionale.

Un’altra parte interessante della discussione riguarda il ruolo stesso delle giurie nazionali all’Eurovision. Perché ormai da anni moltissimi fan sostengono che le giurie siano spesso completamente scollegate dal pubblico reale. E il caso moldavo sembra aver rafforzato ancora di più questa percezione. Da una parte il televoto moldavo che premia la Romania con il massimo punteggio. Dall’altra una giuria che assegna soltanto tre punti e ignora completamente l’Ucraina.
Una distanza talmente grande da generare proteste pubbliche, polemiche politiche e perfino dimissioni istituzionali. Che forse è la dimostrazione definitiva che all’Eurovision non esistono mai “solo canzoni”.
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty






