Gonorrea e sifilide in aumento in Italia: il vero problema è che continuiamo a non fare educazione sessuale
Ogni volta che escono nuovi dati sulle infezioni sessualmente trasmissibili, la reazione collettiva sembra sempre identica: qualche titolo allarmato per un paio di giorni, qualche discussione sui social, persone che improvvisamente scoprono che sifilide e gonorrea esistono ancora… e poi il silenzio assoluto. Il problema è che intanto i numeri continuano a salire. E l’educazione sessuale in Italia viene considerata un tabù.
Secondo gli ultimi dati diffusi dagli specialisti sanitari, in Italia si sta registrando un aumento importante dei casi di gonorrea, sifilide e altre infezioni sessualmente trasmissibili, soprattutto tra i più giovani. Malattie che per anni erano state percepite quasi come “vecchie”, lontane o comunque facilmente controllabili stanno tornando a diffondersi con molta più facilità di quanto si pensi. E il punto più inquietante è che non si tratta soltanto di un problema sanitario, ma anche culturale.
Perché questi numeri non nascono nel vuoto. Nascono in un Paese dove il sesso continua a essere trattato come un argomento imbarazzante, sporco o semplicemente troppo scomodo da affrontare seriamente nelle scuole.

Table of Contents
ToggleCosa ci dicono i dati
«Nel 2024 le infezioni sessualmente trasmissibili (Ist) di origine batterica hanno raggiunto livelli record per il forte aumento di gonorrea e sifilide e il crescente divario nei test e nella prevenzione», leggiamo nel rapporto dell’Ecdc – Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Nello specifico, «i dati relativi al 2024 mostrano che i casi di gonorrea hanno raggiunto quota 106.331, con un aumento del 303% rispetto al 2015. I casi di sifilide sono più che raddoppiati nello stesso periodo, arrivando a 45.577. La clamidia rimane l’infezione sessualmente trasmissibile più frequentemente segnalata, con 213.443 casi. Anche il linfogranuloma venereo (Lgv) ha continuato a essere trasmesso, con 3.490 casi segnalati».
Bruno Ciancio, a capo dell’Unità Malattie a trasmissione diretta e prevenibili con vaccini, afferma: «Le Ist sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024. Se non trattate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico, infertilità e, nel caso della sifilide, problemi cardiaci o al sistema nervoso. La cosa più preoccupante è che tra il 2023 e il 2024 abbiamo assistito quasi a raddoppio dei casi di sifilide congenita, una malattia che si trasmette direttamente ai neonati, causando potenzialmente complicazioni permanenti. Proteggere la propria salute sessuale rimane semplice: usare il preservativo con partner nuovi o multipli e sottoporsi al test in caso di sintomi come dolore, secrezioni o ulcere», come riporta Adnkronos.
Gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini rimangono il gruppo più colpito in modo sproporzionato, con i maggiori aumenti a lungo termine di gonorrea e sifilide. Tra le popolazioni eterosessuali la sifilide è in crescita, in particolare tra le donne in età fertile, con il conseguente quasi raddoppio dei casi di sifilide congenita, passati da 78 nel 2023 a 140 nel 2024, nei 14 Paesi che hanno fornito dati.
Ricordi questo? I ragazzi in Italia non usano i preservativi: tra costi eccessivi e poca educazione sessuale
In Italia continuiamo a evitare il discorso sull’educazione sessuale
La cosa assurda è che ogni volta che si prova a parlare di educazione sessuale nelle scuole italiane, il dibattito deraglia immediatamente. Non importa quanto i dati sanitari siano preoccupanti o quanto gli esperti insistano sull’importanza della prevenzione: c’è sempre qualcuno convinto che spiegare a dei ragazzi come funziona il proprio corpo equivalga a “incentivare” il sesso.
Ed è una narrativa completamente scollegata dalla realtà. Perché gli adolescenti e i giovani adulti non iniziano a fare sesso perché gliene parla la scuola. Lo fanno comunque. Solo che spesso lo fanno senza strumenti adeguati, senza informazioni corrette, con conoscenze prese da TikTok, dai porno o da amici altrettanto disinformati. E questo inevitabilmente ha delle conseguenze.
L’educazione sessuale non serve soltanto a evitare gravidanze indesiderate. Serve a spiegare cosa siano le infezioni sessualmente trasmissibili, come si prevengono, quali sono i sintomi, quando bisogna fare i test e perché il preservativo resta fondamentale anche quando non si parla di contraccezione. Serve a parlare di consenso, di salute, di relazioni sane e di rispetto reciproco. Serve soprattutto a togliere vergogna e stigma da argomenti che continuano a essere affrontati malissimo.
E invece in Italia continuiamo a crescere generazioni intere nel silenzio quasi totale.
Moltissimi ragazzi hanno informazioni incomplete o completamente sbagliate
Una delle cose più preoccupanti è che moltissime persone arrivano all’età adulta senza sapere davvero come funzionino le infezioni sessualmente trasmissibili. C’è ancora chi pensa che alcune malattie “non esistano più”, chi è convinto che il preservativo serva solo a evitare gravidanze e chi non sa che moltissime IST possono essere completamente asintomatiche per mesi. E questo significa che tantissime persone scoprono di avere un’infezione molto tardi, oppure continuano inconsapevolmente a trasmetterla senza nemmeno immaginare di essere contagiose.

Il problema è aggravato anche dalla vergogna che ancora oggi circonda questi argomenti. Parlare apertamente di sifilide, gonorrea o HIV viene spesso percepito quasi come una confessione morale, come se avere un’infezione sessualmente trasmissibile dicesse automaticamente qualcosa sul valore di una persona. E questa mentalità tossica porta moltissimi individui a evitare controlli, a non parlarne con i partner e a vivere la salute sessuale con paura anziché con consapevolezza.
È impressionante pensare che nel 2026 esistano ancora così tanti tabù attorno a qualcosa che dovrebbe essere trattato semplicemente come salute pubblica.
La gonorrea resistente agli antibiotici è uno degli aspetti più preoccupanti
Tra le questioni che stanno allarmando maggiormente gli esperti c’è soprattutto l’aumento dei casi di gonorrea resistente agli antibiotici. Alcuni ceppi stanno diventando progressivamente più difficili da trattare, e questo rischia di trasformare una malattia tradizionalmente curabile in un problema sanitario molto più serio. Ed è qui che si vede ancora di più quanto sia pericolosa la disinformazione.
Per anni moltissime persone hanno sviluppato l’idea che le infezioni sessualmente trasmissibili fossero qualcosa di “semplice”, facilmente risolvibile con una pillola o un antibiotico. Ma non funziona sempre così. Alcune infezioni, se trascurate, possono provocare conseguenze molto gravi e permanenti.
La sifilide, per esempio, se non diagnosticata e trattata in tempo può causare danni neurologici, cardiovascolari e problemi cronici anche molto seri. Eppure continua a esserci una percezione quasi superficiale del rischio, soprattutto tra i più giovani. E ancora una volta il problema centrale resta sempre lo stesso: nessuno insegna davvero queste cose in modo chiaro e accessibile.
L’educazione sessuale dovrebbe essere considerata salute pubblica, non propaganda
La parte più frustrante è che in moltissimi altri Paesi europei l’educazione sessuale è semplicemente una componente normale del percorso scolastico. Non viene trattata come un argomento scandaloso, non scatena guerre culturali ogni settimana e non viene vista come una minaccia ai “valori tradizionali”.
Viene affrontata per quello che è: una questione di salute. In Italia invece ogni tentativo di introdurre programmi seri di educazione sessuale finisce immediatamente dentro polemiche ideologiche infinite. Nel frattempo però aumentano le infezioni, aumentano le fake news sulla sessualità e aumenta anche la difficoltà dei ragazzi nel vivere il sesso in modo consapevole e sicuro.
Ed è assurdo che ancora oggi spiegare a degli adolescenti come proteggersi venga trattato come qualcosa di controverso. Perché l’educazione sessuale non “rovina” i giovani. Semmai li aiuta a non crescere nella paura, nella disinformazione e nella vergogna.

Leggi anche: La differenza fra educazione sessuale e pornografia
Il vero problema è che continuiamo a trattare il sesso come un tabù
Forse il nodo più grande è proprio culturale. In Italia il sesso è ovunque: nelle pubblicità, nei reality, sui social, nelle canzoni, nelle serie TV. Ma quasi mai viene affrontato in modo davvero serio e responsabile. Si parla continuamente di desiderio, di seduzione e di relazioni, ma molto meno di prevenzione, salute sessuale e consenso. E questa contraddizione si riflette inevitabilmente anche nei dati sanitari.
Perché se intere generazioni crescono pensando che comprare preservativi sia imbarazzante, che fare un test sia qualcosa da nascondere o che parlare apertamente di infezioni sessualmente trasmissibili sia “sporco”, allora il risultato inevitabile è esattamente quello che stiamo vedendo oggi: più casi, più disinformazione e meno consapevolezza.
L’educazione sessuale non risolverebbe magicamente ogni problema. Ma almeno darebbe alle persone gli strumenti minimi per capire come proteggersi, come riconoscere i rischi e come vivere il sesso senza trasformarlo automaticamente in un argomento proibito. Perché a quanto pare il silenzio, finora, non ha funzionato affatto.
Potrebbe interessarti anche:
Aggressione di Firenze: il silenzio di Salvini e Meloni ha detto tutto
I ragazzi in Italia non usano i preservativi: tra costi eccessivi e poca educazione sessuale
La differenza fra educazione sessuale e pornografia
Testing Week Europea per HIV, HCV e sifilide: dal 22 al 29 novembre i test saranno gratuiti
Giulia, 27 anni, laureata in Filologia Italiana con una tesi sull'italiano standard e neostandard, "paladina delle cause perse" e insegnante di Italiano Lingua non materna. Presidente di ESN Perugia e volontaria di Univox. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty


