Elon Musk sull’aborto in Texas: «il governo non dovrebbe imporre la sua volontà sulle persone»

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Sebbene contro volontà, Elon Musk non riesce a tenersi fuori neanche sul dibattito dell’aborto in Texas. Il miliardario al momento impegnato in una lotta spaziale contro Jeff Bezos non si è esplicitamente espresso sulla situazione e soprattutto non è stata una sua iniziativa parlare di questo argomento molto delicato, ma è stato messo in mezzo da Greg Abbott, il governatore del Texas. Lui, dal canto suo, ha lasciato un breve commento per poi dire di preferire di rimanere fuori dalle questioni politiche. Come se la vita delle persone, il loro diritto di scegliere sul proprio corpo, fosse politica e non diritti umani.

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Fonte: Pinterest

Sono giorni che si parla del di questa legge che vieta l’aborto dopo la sesta settimana e che è ufficialmente la più stringente d’America. La legge, l’heartbeat act, vieta l’aborto dopo che è stata rilevata la prima attività cardiaca embrionale, quindi dopo circa sei settimane, senza avere delle eccezioni come in caso di stupro o incesto. È persino più stringente di quella della Polonia, che è il paese europeo con la legge sull’aborto peggiore e più maschilista. La Corte Suprema, tra l’altro, non ha sospeso la legge del Texas.

Secondo gli studiosi, però, quello che viene rilevato durante la fase coinvolta è solo «una parte del tessuto fetale che diventerà il cuore come l’embrione si sviluppa». Tra l’altro, questa legge non solo vuole rovinare la vita delle donne e probabilmente di un bambino che nascerà non desiderato perché magari frutto di incesto o di stupro, ma consente anche a qualsiasi cittadino privato di denunciare qualsiasi persona che «aiuti e favoreggi» un aborto illegale. L’unica eccezione è quella per le emergenze mediche.

Joe Biden, Presidente degli Stati Uniti d’America, ha definito questa legge «apertamente incostituzionale», affermando che «questa legge estrema del Texas viola apertamente il diritto costituzionale stabilito dalla (sentenza della corte suprema, ndr) Roe v. Wade e confermata come precedente per quasi mezzo secolo». Tra l’altro, «riduce significativamente l’accesso delle donne alle cure sanitarie di cui hanno bisogno, particolarmente per le comunità di colore e gli individui con basso reddito».

Joe Biden fa anche presente che questa legge texana «impone ai privati cittadini di denunciare chiunque credano abbia aiutato un’altra persona a praticare l’aborto, il che potrebbe includere persino un famigliare, operatori sanitari, staff negli uffici delle cliniche, o estranei con nessun legame con le parti in causa». Per questo motivo la sua amministrazione «è profondamente impegnata sul diritto costituzionale stabilito dalla Roe v. Wade cinque decenni fa e proteggerà e difenderà quel diritto». Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Elon Musk e la legge anti aborto

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Fonte: Pinterest

È iniziato tutto quando il Governatore del Texas, Greg Abbott, ha citato Elon Musk durante un’intervista con Squawk on the Street, un programma della CNBC, affermando di parlare spesso con Elon Musk che «ha dovuto lasciare la California a causa, in parte, delle politiche sociali in California». Ha anche detto, soprattutto, che «Elon mi dice costantemente che gli piacciono le politiche sociali nello stato del Texas.» Il cronista gli aveva chiesto se non fosse preoccupato che le leggi restrittive sull’aborto avrebbero provocato un esodo da parte delle grandi aziende.

Elon Musk è stato citato soprattutto perché ha intenzione di aprire proprio in Texas una delle più importanti fabbriche a livello mondiale, infatti la Gigafactory di Austin sarà la fabbrica che ospiterà la produzione del nuovo Cybertruck e della Model Y. Tra l’altro a Boca Chica, in Texas, c’è anche un’importante base di lancio di SpaceX, infatti lo scorso anno si è trasferito per un periodo in Texas. In ogni caso, la sua risposta al governatore non è tardata, ma non è piaciuta ai suoi followers.

«In linea di principio, credo che il Governo dovrebbe imporre la sua volontà sulle persone molto raramente e, quando lo fa, dovrebbe ambire a migliorare la felicità complessiva della gente. Detto questo, preferisco tenermi lontano dalla politica», ha detto, rispondendo a un tweet di Michael Sheetz, uno space reporter della CNBC che segue personalmente tutte le vicende di Elon Musk. Andrew Sampson risponde con: «La sbarra era così bassa, amico. Avresti potuto usarla come un’opportunità per lottare per qualcosa, e stai scegliendo di essere apolitico».

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Un follower risponde con: «questa è una risposta da codardo. Cosa pensi di come queste leggi influenzeranno i tuoi dipendenti che vivono in Texas?», mentre Mohanad Eshiek: «Avresti potuto usare questa come un’opportunità per prendere posizione contro le leggi del male del Texas e sostenere le persone, inclusi i tuoi dipendenti del Texas, ma hai scelto di non farlo. Credo che tu pensi che il governo dovrebbe massimizzare la tua felicità e quella di nessun altro».

Tuttavia, non è vero che Elon Musk è apolitico. L’anno scorso, all’inizio del 2020 quando le persone cominciavano a morire a causa del Covid-19 e quindi i governatori iniziavano a creare i primi lockdown, facendo chiudere anche le aziende, lui ha definito quei governi dei «fascisti» durante una sfuriata esplicativa sulla chiamata dei guadagni di Tesla per il primo trimestre del 2020. Fece persino causa contro la contea californiana di Alameda, affermando che gli ordini sanitari contraddicevano la politica statale sulla chiusura degli affari.

E come dimenticare quando si schierò al fianco di Vittorio Sgarbi… Di Vittorio Sgarbi, capite? Scrisse «ha ragione» sotto un video della Rair Foundation, un think tank americano che diceva di «difendere gli USA dalle organizzazioni e dagli individui che hanno dichiarato guerra alla Costituzione, ai nostri confini e alle nostre radici cristiano-giudaiche» e che spesso cita persone come Salvini e Meloni. Nel video Sgarbi fa lo Sgarbi, urla, si scalda, urla ancora e fa il complottista.

Elon Musk può essere un genio sotto molti punti di vista, ma il fatto che non si sia minimamente espresso su una legge che discrimina le donne nel 2021, non dando loro il diritto di scegliere sul proprio corpo, lo rende un Simone Pillon qualsiasi. Elon Musk ha preferito decidere di “restare fuori dalla politica”, come se la vita delle persone fosse politica e non diritti umani e civili. Elon Musk ha sbagliato e di questo ci spiace tanto.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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