Polonia: da settembre si imparerà a sparare a scuola

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Quando mi è stata inviata questa notizia, ho un po’ storto il naso: sarà mica come quella secondo cui stava chiamando i riservisti (e i figli) dall’Italia? Così ho cercato un po’ le fonti, e ho notato che in effetti è proprio così: dal prossimo anno scolastico (quindi da settembre) in Polonia saranno modificate le materie per educazione alla sicurezza, e a dare l’annuncio è stato proprio il Ministero della Pubblica Istruzione, con una notizia postata anche online sul sito del governo, ovviamente in lingua polacca.

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Da quando è iniziata la guerra in Ucraina, uno dei Paesi che più si è sentito coinvolto e che più ha sentito la pressione della guerra (ovviamente, oltre all’Ucraina) è proprio la Polonia. Per quale motivo? In primis, perché si trova proprio lì vicino, affacciandosi per un piccolo confine alla Russia e per un altro all’Ucraina. In secundis, perché sin dall’inizio si è subito schierata contro il Paese di Putin, senza pensarci troppo, dando anche asilo a tantissimi profughi.

Un altro motivo, però, è un po’ più concreto: la Polonia è stata “minacciata” dalla Russia, quando l’ex presidente e l’attuale vice presidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russia ha pubblicato sul proprio account Telegram un attacco al governo polacco, al partito di Legge e Giustizia (PiS), al primo ministro Mateusz Morawiecki e al vice primo ministro Jarosław Kaczyński, che, insieme a tutta l’élite politica polacca è accusata di attuare una politica russofoba per quanto riguarda l’aggressione contro l’Ucraina.

Anche per questa ragione in molti credettero alla fake news secondo cui la Polonia stesse chiamando i riservisti (e figli) dall’Italia per potersi addestrare nel Paese e prepararsi, eventualmente alla guerra. Anche accreditato dal fatto che a marzo il Parlamento di Varsavia ha dato il via libera all’aumento delle spese militari, facendo salire il numero complessivo dei soldati da 144mila a 300milanei prossimi anni. In più, c’è stato un voto quasi unanime anche per le legge sulla «difesa della patria». Jaroslaw Kaczynski, vice primo ministro responsabile per la sicurezza, ha detto di volere «la pace», non «la guerra, ma per questo motivo dobbiamo disporre di forze armate molto più notevoli».

La Polonia introduce le materie per imparare a sparare

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Tuttavia, sebbene quella dei riservisti fosse una fake news, quella concernente le armi come materia scolastica, non lo è. Il 2 agosto il ministro dell’Istruzione e della scienza, Przemysław Czarnek, ha firmato un’ordinanza che modifica la materia sicurezza che già esiste in Polonia dal 2017, introducendo delle novità per le classi ottave della scuola primaria e le prime classi delle scuole secondarie, superiori tecniche o commerciali che svolgono da anni questa materia.

Cosa fanno i giovani durante queste ore di lezione? Studiano le operazioni di soccorso durante incendi, inondazioni o incidenti di massa, quindi, siamo onesti, è qualcosa di utile in quanto, anche dopo la scuola, se dovessero trovarsi in una situazione di crisi, saprebbero come muoversi. Importante è anche il programma che ti dà le basi del primo soccorso, elementi di educazione sanitaria e la teoria della sicurezza dello Stato. Ma adesso sarà introdotto anche il poligono di tiro, familiarizzando con le armi.

«Se vuoi la pace, preparati alla guerra», ha detto il 13 giugno il primo ministro Mateusz Morawiecki, citando la celebre frase latina “si vis pacem, para bellum“: ed è quello che sta facendo la Polonia. «Penso che se lo avessimo comunicato qualche anno fa, saremmo stati oggetto di forti critiche da parte dell’opposizione. Oggi penso che tutti siano d’accordo sul fatto che l’allenamento difensivo, gli elementi più importanti dell’allenamento difensivo che abbiamo conosciuto in passato, debba tornare», ha detto il ministro Czarnek, annunciando le nuove materie scolastiche.

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Nel regolamento leggiamo: «La crescente minaccia alla sicurezza dello stato richiede l’integrazione degli obiettivi educativi e dei contenuti didattici della materia dell’educazione alla sicurezza con questioni relative alla difesa dello stato, all’acquisizione di abilità di tiro e alla preparazione degli studenti ad affrontare le minacce causate dalle ostilità e alle basi del salvataggio tattico». Al programma sono stati aggiunti anche moduli su topografia, sicurezza informatica e principi di pronto soccorso in caso di minaccia con l’uso di armi convenzionali.

Tuttavia, questo sarà a discapito dell’educazione sanitaria, che scomparirà del tutto dalle lezioni di educazione alla sicurezza, eliminando quindi le lezioni sulle relazioni tra salute fisica, mentale, emotiva e sociale, che sappiamo essere tanto importanti per degli adolescenti. «Invece della conoscenza sulla salute, gli studenti impareranno a sparare. E questo sarà causa del crollo della condizione mentale di bambini e adolescenti», scrive Katarzyna Lubnauer, membro della camera dei deputati della Polonia. E come darle torto?

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