Polonia “minacciata” dalla Russia, ex Premier: «nostro Paese europeo preferito»

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Mentre l’Ucraina continua a essere attaccata dalla Russia, con civili che cercano di scappare abbandonando tutto ciò che posseggono pur di aver salva la vita, il vice Presidente del Consiglio di sicurezza nazionale russo, l’ex Presidente ed ex Premier Dmitry Medvedev ha firmato un articolo in lingua russa, polacca e inglese in cui paragona la missione a Kiev del Premier polacco «al viaggio di Lenin sul vagone piombato pagato dai tedeschi». Ironizza, con un filo di minaccia, facendo sapere che i polacchi si ribelleranno alle élite russofobe a Varsavia.

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Forse viene spontaneo chiamarla minaccia perché, in fin dei conti, la Russia ha affermato di voler denazificare l’Ucraina e di voler quindi salvare i cittadini che, quindi, sarebbero russofili, e quindi quelle parole pronunciate da Dmitry Medvedev fanno pensare che vogliano fare la stessa cosa con la Polonia, paese europeo. Ovviamente sono solo dei pensieri al momento, ma chissà fino a dove la Russia voglia spingersi. Tra l’altro, la Polonia sin dal principio si è schierata contro Putin e abbiamo visto quante persone dall’Ucraina hanno accolto. Per questo forse siamo un terrorizzati dalla velata (e neanche tanto) minaccia nei confronti dei polacchi.

Il governo di Mateusz Morawiecki, con il supporto del Presidente Andrzej Duda, è sempre stato dalla parte dell’Ucraina, sostenendo anche la sua entrata nell’Unione Europea. D’altronde hanno fatto così tanto da far dimenticare a tutti che fino alla settimana precedente alla Polonia erano stati bloccati i fondi del Recovery in quanto stato omofobo che non rispetta i diritti dei cittadini LGBT, creando LGBT Free Zone e leggi per far sì che la comunità venga vista come un’ideologia e non come delle persone. D’altronde, neanche in Ucraina la situazione per le persone LGBT è piacevole. Ma questa è un’altra storia.

La minaccia di Medvedev alla Polonia

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Nella giornata di ieri, l’ex presidente e l’attuale vice presidente del Consiglio di Sicurezza della Federazione Russia, ha pubblicato sul proprio account Telegram un attacco al governo polacco, al partito di Legge e Giustizia (PiS), al primo ministro Mateusz Morawiecki e al vice primo ministro Jarosław Kaczyński, che, insieme a tutta l’élite politica polacca è accusata di attuare una politica russofoba per quanto riguarda l’aggressione contro l’Ucraina. Il testo inizia proprio con una critica alle idee di “de-russificazione” dell’economia e dell’importazione del gas dalla Russia.

Secondo Medvedev la «propaganda polacca» è la «più maligna, volgare e stridula» per quanto riguarda la critica alla Federazione Russia. Parla di come la Polonia sia guidata non per il benessere dei cittadini ma per gli interessi del «sovrano» americano e per la loro «russofobia patologica». Attribuisce questo comportamento ai «dolori fantasma» della Polonia dopo la perdita del «grande impero della Confederazione polacco-lituana» e l’espulsione degli «occupanti polacchi dal Cremlino».

Medvev chiama ingrata l’élite polacca in quanto la Russia ha liberato la Polonia dall’occupazione fascista. Secondo il politico russo, i polacchi starebbero cercando di dimenticare «i soldati sovietici che sconfissero il fascismo, espulsero gli occupanti dalle città polacche e impedirono loro di far saltare in aria Cracovia, liberarono i prigionieri di Auschwitz e Majdane». Continua: «Ma l’occupazione fascista è apertamente equiparata a «sovietica». È difficile pensare a una retorica più ingannevole e disgustosa, ma i polacchi ci sono riusciti».

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Fonte: BBC

Descrive i polacchi come «una comunità di imbecilli politici» e i suoi politici come «vassalli inetti» di Washington con «evidenti segni di demenza senile», schiavi degli americani a loro volta «affetti da demenza». Tuttavia, non chiude le porte con la Polonia e ritiene che sono pronti a migliorare le relazioni con la Polonia per sviluppare una cooperazione economica vantaggiosa.

Ha voluto far sapere che in Russia non ci sono sentimenti anti-polacchi, e l’atteggiamento amichevole dei russi nei confronti del popolo polacco si è riflesso nella loro simpatia dopo l’incidente aereo di Smolensk. Medvedev crede che i polacchi ordinari «prima o poi» capiranno che l’odio verso la Russia non consoliderà la loro società e non favorirà la prosperità e la pace. «Al contrario, la cooperazione economica con il nostro paese avvantaggerebbe i polacchi, i legami umani sono indispensabili, e lo scambio culturale e scientifico tra le patrie di Pushkin e Mickiewicz, Tchaikovsky e Chopin, Lomonosov e Copernicus è vitale».

Conclude dicendo che saranno gli stessi cittadini a «fare la scelta giusta, senza suggerimenti e pressioni da élite oltremare affetti da demenza».

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