Palestina: la guerra senza fine

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Abbiamo parlato dell’Afghanistan, abbiamo parlato dell’Ucraina, abbiamo parlato dello Sri Lanka, e continuiamo a parlare della Palestina, perché purtroppo nel Paese occupato da Israele l’oppressione non ha mai fine, e le vittime sono anche dei bambini. Ma non sono dei bambini bianchi, biondi e con gli occhi azzurri, per cui sembra che non siano troppo importanti per la comunità internazionale ed europea, e di certo non lo sono per gli Stati Uniti. Per questo motivo, oggi, a distanza di pochi giorni da quando l’oppressione si è inasprita ancora di più, torniamo a parlare della Palestina.

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Per conoscere le origini del conflitto Israelo-Palestinese, vi riporto a un nostro vecchio articolo, in cui, con l’aiuto di alcuni esperti di storia e geopolitica, e insieme ai video e alle immagini dei giorni contemporanei, cerchiamo di raccontare quello che una popolazione sta passando da tanto, troppo, tempo. Per la Palestina ci sono state delle persone che si sono schierate. C’è stata Bella Hadid, che è lei stessa palestinese, ma anche Emma Watson, che è persino stata attaccata e accusata di antisemitismo per la sua presa di posizione dall’ex ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon. Tuttavia, sono sempre pochi.

Tempo fa abbiamo acceso anche le luci sul razzismo da parte dei media, di come le guerre in paesi che non siano in Europa sia normale, di come esistano dei profughi di serie A e di serie B. Di come ogni giorno delle persone scappino dalla guerra, ma non facciano tanto scalpore mediatico o breccia nel cuore delle persone in quanto non sono, per citare  il Vice Procuratore Capo dell’Ucraina, David Sakvarelidze, «persone europee con occhi blu e capelli biondi».

«L’attacco russo all’Ucraina è una violazione dell’ordine mondiale e Israele lo condannaIsraele ha conosciuto molte guerre. La guerra non è lo strumento per risolvere i conflitti», ha detto settimane fa il Ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid. Ha anche espresso il sostegno del governo «per l’integrità territoriale e la sovranità ucraina». Il premier invece: «Come tutti, preghiamo per la pace e la calma in Ucraina e speriamo ancora che il dialogo porti a una risoluzione. Questi sono momenti difficili e tragici, i nostri cuori sono con i civili che, senza colpa, si ritrovano in questa situazione».

Eppure… Eppure sembra che se le oppressioni e le discriminazioni vengono da parte di Israele, se i bambini arrestati e attaccati sono quelli palestinesi, tutto è lecito.

Palestina: cosa sta succedendo negli ultimi giorni?

Al-Aqsa è il terzo luogo più sacro per l’Islam dopo la Medina e la Mecca, in quanto, secondo quanto stabilito dal Corano, è costruita nella “Spianata delle moschee“, un importante luogo religioso da cui il profeta Maometto fu trasportato durante il cosiddetto miracoloso «viaggio notturno» attraverso l’aldilà fino ad incontrare Allah e ricevere da lui gli insegnamenti del Corano. Ed è proprio questo luogo sacro ad essere stato protagonista degli scontri fra israeliani e palestinesi. O meglio del luogo dove gli israeliani hanno attaccato i cittadini della Palestina.

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Gli scontri sono ricominciati venerdì mattina, e almeno 160 persone sono rimaste ferite. Sembra che la polizia israeliana sia entrata nella moschea mentre i palestinesi si erano riuniti per la preghiera del venerdì e abbia cominciato ad attaccare (secondo quanto detto da Israele) dopo che qualche cittadino ha lanciato delle pietre e altri oggetti contro di loro. Tuttavia, si teme che questo sia solo uno di una serie di attacchi (d’altronde basta vedere quanti cittadini della Palestina vengono ucciso ingiustamente da Israele).

Infatti, dovete sapere che già dall’inizio di aprile, nel mese del Ramadan, gli ebrei hanno cominciato ad attaccare i palestinesi musulmani. Venerdì, però, è stata una battaglia davvero seria. Secondo the Red Crescent, la polizia israeliana ha anche arrestato 470 persone. La stragrande maggioranza dei detenuti è stata rilasciata in libertà vigilata, con alcuni ai quali è stato proibito di entrare nel complesso di Al-Aqsa fino alla fine del Ramadan. Sabato sera, circa 30 detenuti rimasti in custodia dovranno affrontare un’udienza presso il tribunale di Gerusalemme sulla proroga della loro detenzione.

In seguito a questi eventi, il primo ministro Naftali Bennett ha tenuto una riunione di sicurezza di emergenza sulla situazione a Gerusalemme. Durante la riunione, il capo della polizia Kobi Shabtai ha detto che gli ufficiali sulla scena hanno fatto tutto il possibile per evitare di entrare nella moschea (ma per i commentatori, non è esattamente quel che è successo). «Abbiamo chiesto alle guardie Waqf di prendersi cura dei rivoltosi e rimuoverli dal monte, ma purtroppo non ha funzionato», ha detto l’agente.

«Nonostante ciò, abbiamo permesso alle preghiere del mattino di continuare, ma anche dopo che gli ufficiali sono stati attaccati con rocce, pietre e fuochi d’artificio sparati direttamente contro di loro. Questo ci ha costretti ad entrare per disperdere i rivoltosi», ha continuato, neanche citando le vittime della Palestina. Il Ministro della Pubblica Sicurezza Omer Bar-Lev ha sottolineato che Israele «non ha alcun interesse che il Monte del Tempio diventi un epicentro di violenza che ferirà sia i fedeli musulmani che i fedeli ebrei al Muro Occidentale».

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«Abbiamo detto più volte che faremo il massimo per consentire la libertà di culto sul Monte del Tempio e che la realtà non è cambiata. Gli ufficiali stanno agendo coraggiosamente in queste complesse circostanze, in quanto si occupano di persone violente che hanno raccolto rocce e barre di ferro al fine di danneggiare la libertà di culto sul monte e al Muro Occidentale», ha aggiunto. Dichiarazioni che ci ricordano tanto quelle di Matteo Salvini che difende gli agenti anche quando tutte le evidenze portano a vedere che siano stati dei violenti oppressori.

La situazione al momento è questo: Israele continua ad attaccare la Palestina. Quello che vi abbiamo raccontato è un avvenimento di venerdì, ma anche ieri mattina le forze di occupazione sioniste hanno fatto irruzione nella stessa moschea, aggredendo, ferendo e arrestando tantissimi palestinesi, tra cui anche dei minorenni e dei bambini. Ma a parlarne sono davvero in pochi. Non devono esistere vite di serie A e vite di serie B, vedere come nel 2022 ci siano persone che ottengono più compassione di altre, fa venire i brividi di terrore.

Voglio darvi anche un consiglio: se volete tenervi informati sulle ultime news riguardo a ciò che avviene in Palestina, vi consigliamo la pagina Instagram giovanipalestinesi.it, aggiornata quotidianamente con diverse notizie, tramite post e storie. Insomma, è un ottimo modo per restare al passo con le novità e non dover contare sempre sui media che preferiscono scrivere notizie che fanno views.

Video dell’oppressione di Israele sulla Palestina

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