Israele terrorizza gli studenti in possesso di libri di storia palestinese

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Continua la discriminazione, l’odio e la persecuzione di Israele nei confronti della Palestina e dei suoi abitanti da parte di Israele, che afferma ancora una volta (perché è già successo in passato) che la violenza palestinese è causata da ciò che viene insegnato nelle scuole (e quella israeliana, invece, da cosa è causata?), e per questo motivo il Congresso degli Stati Uniti sta chiedendo un’altra revisione dei curricula. Ovviamente il Comitato di Gerusalemme della Conferenza popolare per i palestinesi all’estero ha condannato questa imposizione palestinese.

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Per conoscere le origini del conflitto Israelo-Palestinese, vi riporto a un nostro vecchio articolo, in cui, con l’aiuto di alcuni esperti di storia e geopolitica, e insieme ai video e alle immagini dei giorni contemporanei, cerchiamo di raccontare quello che una popolazione sta passando da tanto, troppo, tempo. Per la Palestina ci sono state delle persone che si sono schierate. C’è stata Bella Hadid, che è lei stessa palestinese, ma anche Emma Watson, che è persino stata attaccata e accusata di antisemitismo per la sua presa di posizione dall’ex ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon. Tuttavia, sono sempre pochi.

Tempo fa abbiamo acceso anche le luci sul razzismo da parte dei media, di come le guerre in paesi che non siano in Europa sia normale, di come esistano dei profughi di serie A e di serie B. Di come ogni giorno delle persone scappino dalla guerra, ma non facciano tanto scalpore mediatico o breccia nel cuore delle persone in quanto non sono, per citare  il Vice Procuratore Capo dell’Ucraina, David Sakvarelidze, «persone europee con occhi blu e capelli biondi».

«L’attacco russo all’Ucraina è una violazione dell’ordine mondiale e Israele lo condannaIsraele ha conosciuto molte guerre. La guerra non è lo strumento per risolvere i conflitti», ha detto settimane fa il Ministro degli Esteri israeliano Yair Lapid. Ha anche espresso il sostegno del governo «per l’integrità territoriale e la sovranità ucraina». Il premier invece: «Come tutti, preghiamo per la pace e la calma in Ucraina e speriamo ancora che il dialogo porti a una risoluzione. Questi sono momenti difficili e tragici, i nostri cuori sono con i civili che, senza colpa, si ritrovano in questa situazione».

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Eppure… Eppure sembra che se le oppressioni e le discriminazioni vengono da parte di Israele, se i bambini arrestati e attaccati sono quelli palestinesi, tutto è lecito. E ricordiamo anche il caso della giornalista uccisa da Israele: Shireen Abu Aqleh, di cui lo stato ha ammesso l’omicidio (più o meno).

Israele terrorizza i bambini della Palestina che hanno libri di storia palestinese

Interessante è un articolo del Washington Report On Middle East Affairs, in cui viene affermato che già nel 2019 l’Unione Europea «ha intrapreso la stessa strada con uno studio commissionato sull’incitamento nei libri di testo palestinesi che è stato completato solo l’anno scorso, dopo che IMPACT-se, un cane da guardia con sede a Gerusalemme, ha affermato che il curriculum per il 2018-19 era “più radicale rispetto a quelli precedentemente pubblicati”». Vengono anche riportate le parole di un portavoce dell’UE a Euronews del maggio 2019:

«Ci sono state accuse secondo cui alcuni elementi nei libri di testo delle scuole palestinesi non sono in linea con gli standard internazionali per l’educazione alla pace. Queste accuse sono state contestate da più fonti. Pertanto, l’UE ha in programma di finanziare uno studio, che sarà condotto da un istituto di ricerca indipendente e riconosciuto a livello internazionale».

Questo giusto come dimostrazione che le controversie sui libri e i programmi di studio palestinesi non sono per niente nuove. Come spiega nel suo lavoro Michael Apple, un teorico dell’educazione specializzato in programmi di studio e ricerca, i libri di testo sono il risultato di complesse relazioni di potere e lotte tra classi identificabili, razza, genere/sesso e gruppi religiosi. Questo è stato anche sottolineato da Moughrabi nel suo articolo del 2001 quando ha scritto che «concentrandosi su ciò che è incluso ed escluso nei libri di testo scolastici, queste controversie servono come proxy per questioni più ampie delle relazioni di potere nella società».

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Quando Israele afferma che sono i programmi scolastici a causare la continua violenza palestinese si sta deliberatamente ignorando il contesto politico e storico. Prima del 1994, i palestinesi non avevano alcun controllo su ciò che veniva insegnato nelle loro scuole. Ai cittadini palestinesi di Israele venivano insegnati i programmi di studio approvati da Israele, eppure ci sono state anche ai tempi delle proteste e degli scontri all’interno dello Stato. Anche dopo il 1967, quando Israele ha preso il controllo della Cisgiordania e di Gaza, i palestinesi studiavano da libri di testo pesantemente censurati dal governo israeliano.

E ancora oggi, la storia si ripete, e a denunciare l’ingiustizia è il Comitato di Gerusalemme della Conferenza popolare per i palestinesi all’estero, che ha condannato tramite il Quds Press il curriculum israeliano distorto imposto agli studenti palestinesi nella Gerusalemme occupata, in seguito alla distribuzione di libri che includono false informazioni sulla Palestina e Israele presso le scuole Al Eman.

In una dichiarazione scritta, il comitato ha affermato che la distribuzione di questi libri significa che la scuola «sta prendendo parte al processo di educazione palestinese israeliana e contravviene alla cultura degli studenti palestinesi che stanno vedendo la loro civiltà spazzata via». «Questa misura è considerata una pugnalata alle spalle dei palestinesi che hanno combattuto per Gerusalemme, la resistenza e la resilienza palestinesi».

I genitori degli studenti della scuola avevano precedentemente concordato con l’amministrazione delle scuole Al Eman che i libri israeliani non sarebbero stati accettati, ma le scuole si sono ritirate dall’accordo a seguito delle pressioni delle autorità di occupazione israeliane. A luglio, le autorità di occupazione israeliane hanno ritirato le licenze delle scuole in seguito al rifiuto della modifica israeliana. La denuncia arriva anche da associazione pro Palestina italiane, come giovani palestinesi, su Instagram:

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