Israele attacca Emma Watson per un post pro-Palestina

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La situazione Palestina – Israele è ancora abbastanza… delicata, sebbene sembra chiaro dalle vittime e da tutti i video condivisi online chi siano i carnefici, e molti vip decidono di esporsi su questo fronte, mentre altri utilizzano la scusa del «non sono abbastanza informato a riguardo», ma tra questi non c’è Emma Watson, che ha condiviso un post su Instagram con la scritta “solidarietà è un verbo” e diverse persone che manifestavano per la libertà della Palestina sotto. Come didascalia, uno scritto di Sara Ahmed, una studiosa femminista, sulla solidarietà. Tuttavia, a causa di questo post, è stata accusata di antisemitismo.

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Il post di Emma Watson

Fare un breve recap di quello che sta succedendo nel territorio palestinese è molto complesso e riassumerlo in pochi caratteri è davvero complesso, per questo vi invito a informarvi qui: Cosa sta succedendo in Palestina?. Nell’articolo troverete anche delle testimonianze, dei dati e soprattutto una lezione di storia contemporanea, perché ancora oggi questo conflitto miete vittime soprattutto fra i palestinesi che si trovano senza una dimora e si sono visti privati di tutto. Potrebbe anche essere utile seguire questa pagina Instagram:

Per quanto riguarda invece Emma Watson, è da sempre impegnata non solo con il femminismo ma anche con l’attivismo, infatti ricordiamo sempre l’influenza che la sua figura ha avuto su Malala Yousafzai, Premio Nobel per la Pace a solo 17 anni. Il suo profilo Instagram, infatti, leggiamo sulla sua bio: «è stato rilevato da un anonimo collettivo femminista», tuttavia pensiamo che lei abbia comunque un qualche potere sulla condivisione dei post. Nessuno aveva mai avuto da ridire su questo, finché non è stata accusa di essere antisemita.

Emma Watson: tra Palestina e Israele

«La solidarietà non presuppone che le nostre lotte siano le stesse lotte, o che il nostro dolore sia lo stesso dolore, o che la nostra speranza sia per lo stesso futuro. La solidarietà implica impegno e lavoro, così come il riconoscimento che anche se non abbiamo gli stessi sentimenti, o le stesse vite, o gli stessi corpi, viviamo su un terreno comune», si legge nella didascalia del post condiviso da Emma Watson, che è una citazione di Sara Ahmed e un repost della pagina Instagram Bad Activist Collective.

Subito questo post ha ricevuto più di un milione di likes e tantissimi commenti di supporto e ringraziamenti da parte di chi ogni giorno lotta per la causa palestinese. «È così incredibili che tu ti faccia sentire per quello che è giusto e per la giustizia», scrive un utente. Un altro fa proprio riferimento al suo «puro cuore da Grifondoro», mentre altri ancora la ringraziano per «essere la voce ed evidenziare questo conflitto umanitario». Ma non a tutti ha fatto piacere leggere quel post.

Uno di questi ultimo è l’ex ambasciatore israeliano presso le Nazioni Unite, Danny Danon, che scrive «dieci punti a Grifondoro per essere antisemita» insieme all’attuale ambasciatore, Gilad Erdan, che invece scrive: «La finzione può funzionare in Harry Potter, ma non funziona nella realtà. Se lo facesse, la magia usata nel mondo magico potrebbe eliminare i mali di Hamas (che opprime le donne e cerca l’annientamento di Israele) e dell’Autorità Palestinese (che sostiene il terrore). Io sarei favorevole!».

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A difendere Emma Watson, però, oltre ai tanti fan e non solo, ci pensa anche Husam Zomlot, capo della missione palestinese nel Regno Unito, che scrive: «La solidarietà con la lotta palestinese per la liberazione e la giustizia è un dovere umano e morale per tutte le persone che amano la libertà. Grazie a Emma Watson». Anche Sayeeda Warsi, deputata britannicaf dei Tory, risponde a Danon scrivendo: «Ripeti dopo di me, mostrare solidarietà ai palestinesi non è antisemitismo», e ha anche definito «spaventosi» i suoi commenti.

Lo scrittore israeliano Abraham Gutman ha invece definito il tweet di Danon «disumanizzante per i palestinesi e una presa in giro per il vero antisemitismo». Nel suo tweet ha anche sottolineato quello che ha detto anche il ministro degli Esteri Yair Lapid, ovvero: «Gridare che tutti sono antisemiti non è una politica e non è un piano di lavoro», facendo poi degli esempi su come molte situazioni moderne che nulla hanno a che fare con l’antisemitismo, vengano invece macchiate erroneamente in questo modo.

Al momento, comunque, non c’è stata alcuna risposta da parte di Emma Watson, che proprio qualche giorno fa è comparsa nella reunion di Harry Potter.

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