Fondazione Carolina in collaborazione con TikTok per un percorso di sicurezza digitale

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Più volte TikTok è stato al centro della polemica a causa di alcuni ragazzini troppo influenzabili che, purtroppo, in preda ad alcuni trend, si sono tolti la vita. Sin dal principio però abbiamo detto che la colpa non può essere del social, in quanto è anche vietato ai minori di 13 anni. Per questo motivo, TikTok insieme a Fondazione Carolina, lanciano “Genitori in Blue Jeans”, una “guida galattica per l’educazione digitale” per supportare gli educatori e le famiglie italiane in modo da aiutarli ad aiutare i propri figli che navigano online.

Fondazione Carolina prende il nome di una ragazzina che, nel 2013, si è suicidata a causa del cyberbullismo e che è, ufficialmente, la prima vittima riconosciuta di cyberbullismo. «Due anni di impegno civile, testimonianza, appelli che avevano visto il papà di Caro, Paolo Picchio, impegnarsi senza sosta. Non solo per rendere giustizia all’amata figlia, ma per dare senso e rispondere a quell’ultimo messaggio della figlia: “Spero che adesso siate più sensibili sulle parole…”.

Attorno a questi princìpi, nel febbraio 2018 nasce Fondazione Carolina Onlus, non a caso proprio in occasione della Giornata mondiale della Sicurezza in Rete. Lo slogan della No profit – “Felici di navigare – rappresenta lo spirito che dovrebbe distinguere tutti i teen ager che si affacciano alla dimensione digitale, affidando alla Rete i loro sogni, i sentimenti e le relazioni del viaggio più importante della loro vita: l’adolescenza.»

Fondazione Carolina
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Fonte: FreePik

Prima di parlare di “Genitori in Blue Jeans”, vi ricordiamo che nello scorso aprile lo stesso TikTok era stato protagonista di una petizione con più di 34k firme in cui si chiedeva di chiuderlo. La petizione era sostenuta, ovviamente dal Family Day, tanto che alla consegna al Ministero dell’Istruzione era presente anche Massimo Gandolfini, presidente del Family Day. La petizione fu scritta anche dopo la morte di una bambina di 10 anni a causa di una sfida sul social, la blackout challenge che, però, sul social neanche esiste.

A firmarla furono diverse associazioni, come Articolo26, Provita&Famiglia, Family Day, Osservatorio di bioetica di Siena. Diritto di Apprendere, con Suor Anna Monia Alfieri. Osservatorio Parlamentare “Vera Lex” e Nonni 2.0. Noi vogliamo ricordare il social è vietato ai minori dei 13 anni, tuttavia è molto facile raggirare le regole, tanto che il Garante della Privacy ha dovuto chiedere alla piattaforma di poter intervenire in qualche modo e infatti è stata richiesta la conferma dell’età agli iscritti. Ma più di così cosa può fare un social?

“Genitori in Blue Jeans”: la collaborazione fra Fondazione Carolina e TikTok

«Fondazione Carolina e TikTok lanciano insieme il progetto educativo “Genitori in Blue Jeans” pensato per supportare educatori e famiglie italiane ad accompagnare gli adolescenti nel loro percorso online in modo sicuro e consapevole», leggiamo nella nota ufficiale condivisa da TikTok. «Un’intesa che poggia sulla concretezza: parte del progetto una serie di incontri in nove città italiane e la speciale guida ideata per l’occasione, scaricabile dal sito della Onlus e ricca di utili consigli e spunti concreti». Perché, il modo migliore per salvare i pre e gli adolescenti, è quello di educare i propri genitori ad affrontare questa generazione nata con il cellulare in mano.

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«Il benessere dei nostri figli passa necessariamente dalla qualità della loro esperienza digitale che dipende non solo dalle loro scelte, ma soprattutto dai genitori e da tutti gli adulti con un ruolo educativo, in termini di ascolto, esempio e presenza», spiega il Segretario generale della Onlus, Ivano Zoppi. Nella nota vengono condivisi anche agghiaccianti dati: nel 2021 il servizio Rescue Team di Fondazione Carolina ha dovuto supportare in presenza gravi casi di cyberbullismo in 23 occasione. Circa il 25% in Lombardia, soprattutto nella provincia di Milano. Al secondo e terzo posto Piemonte e Lazio.

Continua Ivano Zoppi: «Le nostre statistiche attestano 3 ragazzi su 4 coinvolti, direttamente o meno, in episodi legati all’utilizzo scorretto o inconsapevole del Web. Negli ultimi due anni, le segnalazioni di fragilità o disagio in Rete sono passate da una media di 50 al mese ad un picco di 300, per poi stabilizzarsi sopra i 150 contatti, principalmente da parte del mondo della scuola e delle famiglie». Negli ultimi due anni ovviamente gli studenti sono stati più tempo online, tuttavia non è normale che il cyberbullismo aumenti per questo motivo.

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Giacomo Lev Mannheimer, Head of Government Affairs and Public Policy Sud Europa di TikTok, invece sottolinea come «la sicurezza della community di TikTok, in particolare quella degli utenti più giovani, è la nostra priorità assoluta». È anche soddisfatto del coinvolgimenti di genitori educatori, soprattutto perché «gli adolescenti hanno bisogno di essere ascoltati, e per questo il nostro approccio cerca di promuovere un dialogo sulla sicurezza online per contribuire alla costruzione di un clima di fiducia e apertura all’interno delle famiglie e del contesto educativo».

Le città degli eventi sono Venezia, Milano, Roma, Palermo, Perugia, Lecce, Cagliari, Genova, Novara. Questa è la Guida ideata per l’occasione, che potete trovare sul sito della Onlus ma che noi vi incolliamo qui:

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