Caso Biancaneve e politically correct: come i media italiani hanno rigirato l’articolo

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Fake news, voglia di fare views, di attaccare il politically correct o semplicemente scarsa capacità di comprendere la lingua inglese? Non sappiamo cosa ci sia dietro i tantissimi articoli, commenti, post (anche di politici!) che hanno scritto riguardo a Biancaneve e il «bacio non consensuale», ma quello che sappiamo è che, in realtà, la notizia è stata rigirata in un modo che solo i media e i politici italiani riescono a fare. Per cui, facciamo un po’ di chiarezza.

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Fonte: pinterest

La cosa che ci sorprende di più è che fra i siti che hanno rilasciato questa importantissima notizia riguardante Biancaneve in dei giorni in cui in Colombia c’è in corso una vera e propria guerra civile e in cui 800 persone hanno deciso di fare il saluto romano a Milano, ci sono delle testate molto conosciute, importanti e lette da tantissime persone, per non considerare poi i politici che hanno voluto scrivere di questo fatto lamentandosi di una «censura», ovviamente collegandosi a quello che è avvenuto negli scorsi giorni (Pio e Amedeo o Fedez, ne abbiamo parlato fino allo sfinimento!).

In ogni caso, come per tante altre notizie, anche per quella di Biancaneve e il “bacio rubato” basterebbe anche solo andare alla fonte originale per evitare di fare queste brutte figure, prendendo in giro l’Italia intera che, come al solito, abbocca a qualsiasi news venga scritta senza farsi due domande ma cavalcando l’onda del momento per aver qualche like o views in più, in questo caso il politicamente scorretto e la censura, non capendo che, in questo modo, non sono diversi da un Trump qualsiasi.

Non è la prima volta che la Disney finisce in una bufera per il politically correct, infatti già lo scorso anno aveva deciso di aggiungere un’etichetta a cartoni come Dumbo o Gli Aristogatti, in modo da invitare gli adulti a sensibilizzare i bambini sui contenuti dei cartoni pieni di stereotipi che, nel secolo scorso, erano normali. Questa volta, però, la Disney non c’entra nulla, ma è tutto iniziato da un articolo di due giornaliste di un giornale online che, fino a qualche giorno fa, era sconosciuto a molti, in particolare in Italia.

Biancaneve e il “bacio non consensuale“: la verità

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Fonte: pinterest

Il titolo dell’articolo che appare sul SFGATE, giornale di San Francisco, ha il titolo «La nuova attrazione di Biancaneve a Disneyland aggiunge nuova magia, ma anche un nuovo problema» e potete leggerlo in lingua inglese qui, ma per chi, come molti italiani che hanno condiviso la notizia senza informarsi, non masticano la lingua inglese, ci pensiamo noi ad aiutarvi a districarvi in questo semplicissimo articolo che altro non è che una recensione sulla nuova attrazione di Biancaneve a Disneyland, scritta da Katie Dowd e Julie Tremaine.

Saltando tutta la prima parte e la parte centrale in cui hanno descritto per bene tutto il gioco che, siamo sicuri, farà impazzire tutti i bambini che avranno la fortuna di visitarlo, arriviamo subito alla parte finale, in cui scrivono la frase che è stata condivisa ovunque: «Le dà il “bacio del vero amore” per liberarla dall’incantesimo, ma è un bacio che le dà senza il suo consenso mentre lei dorme. Solo che se una persona non sa che sta accadendo non può essere vero amore», commentando con:

«Non siamo già d’accordo sul fatto che insegnare ai bambini a baciarsi quando non è stato stabilito se entrambe le parti sono disposte a impegnarsi, non va bene? È difficile capire perché la Disneyland del 2021 scelga di aggiungere una scena con idee così antiquate su ciò che un uomo è autorizzato a fare a una donna, soprattutto considerando l’attuale enfasi dell’azienda sulla rimozione di scene problematiche da giostre come Jungle Cruise e Splash Mountain. Perché non re-immaginare un finale in linea con lo spirito del film e il posto di Biancaneve nel canone Disney?»

E questo è quello che tutti i giornali hanno riportato, scatenando l’indignazione di uomini adulti, politici, leader del primo partito italiano; peccato che poi l’articolo continui, ma che nessuna (o quasi) delle testate che hanno riportato la notizia abbia pensato di scrivere anche l’ultimo paragrafo dell’articolo delle due donne che oggi sono state insultate, additate come nazifemministe o in altri modi raccapriccianti solo perché hanno scritto che Biancaneve è un film in cui si vede benissimo la visione retrograda che c’era sulla donna nel secolo scorso.

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Fonte: pinterest

Sono tre righe, non ci avrebbero messo nulla a riportarle o a tradurle, ma i giornali italiani hanno preferito scrivere una notizia per metà, in modo da scatenare la rabbia e i meme di tutta l’Italia. «Tuttavia, con le luci scintillanti tutto intorno e gli effetti speciali splendidi, quella scena finale è ben eseguita, fino a quando si guarda come una favola e non come una lezione di vita», scrivono le due giornaliste. Scusate, e non è la verità?

Biancaneve è una favola del secolo scorso in cui una donna arriva in una casa e la prima cosa che fa è pulire e che viene salvata da un uomo che le dà un bacio non consenziente, ma è una favola del 1937 e avere una mentalità del genere era completamente normale, per cui nessuno sta dicendo nulla contro Biancaneve.

Le due giornaliste hanno scritto una splendida recensione all’attrazione di Disneyland su Biancaneve, aggiungendo alla fine un commento personale (com’era la storia che ognuno è libero di dire/pensare ciò che vuole?) su una favola che, dovremmo essere tutti d’accordo, è molto retrograda in quanto pensata il secolo scorso, quando la donna non era ancora emancipata. Le due giornaliste hanno per caso scritto che Biancaneve non dovrebbe più esistere? Che non dovrebbero più farla vedere ai bambini? Che non dovrebbero più leggerla? No, assolutamente no. Hanno solo sottolineato che è una favola, e non la vita reale.

Questa vicenda ci fa vedere, ancora una volta, come il giornalismo italiano preferisca un paio di views in più a una notizia completa, e come agli italiani, politici compresi, basti vedere una notizia che gli fa comodo (e, lo ripetiamo, considerando i drammi di questi giorni, ha fatto molto comodo) per cascare in qualsiasi tranello. È così che le fake news si diffondono, e il fatto che avvenga con una semplicità così disarmante, dovrebbe solo farci rendere conto quanto grande sia il loro potere.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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