Colombia: cosa sta succedendo?

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Negli ultimi giorni abbiamo visto diversi influencer, attori o cantanti colombiani condividere foto spaventose riguardo ciò che sta succedendo in Colombia, per cui è tempo di comprendere realmente cosa sta avvenendo, perché sta avvenendo e, purtroppo, anche quante sono le vittime, poiché, come è avvenuto a Myanmar o anche lo scorso anno nelle rivolte scatenate dalla morte di George Floyd, ci sono delle persone che esagerano.

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Fonte: twitter

In Colombia, al momento, vi è in corso una vera e propria guerra civile. I cittadini si sono ribellati e vengono uccisi o scompaiono, le donne vengono stuprate dai poliziotti che uccidono le persone anche solo per il fatto di star protestando. Sembrerebbe che, come avvenuto anche a Myanmar, internet sia stato limitato per evitare che le notizie si diffondano. Tutto questo nel silenzio delle politiche estere, inclusa quella italiana, in cui alcuni politici o cittadini hanno il coraggio di piangere per il coprifuoco.

È importante che le notizie su ciò che sta avvenendo in Colombia vengano diffuse e vengano diffuse al più presto, in modo che arrivino alle orecchie non solo dei politici (che, sinceramente, spero che siano già a conoscenza di ciò che sta subendo la popolazione) ma anche degli influencer perché, lo abbiamo visto, il potere dei social, nel 2021, è quasi alla pari di quello della politica. Condividete notizie, immagini e taggate le persone che possono far qualcosa.

Cosa sta succedendo in Colombia

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Fonte: twitter

Le proteste in Colombia sono iniziate il 28 aprile, quando il presidente Iván Duque ha proposto una riforma sul sistema di tassazione. Apriamo una piccola parentesi prima di continuare: noi in Italia abbiamo avuto due lockdown e tante morti, in Colombia le quarantene generali sono state tre e hanno portato le attività economiche al collasso e le persone alla povertà, ma invece di cercare di aiutare, il governo ha deciso di far impoverire ancora di più i propri cittadini.

Inizialmente, quindi, le rivolte erano contro una riforma sul sistema di tassazione, ma in pochi giorni si sono scatenate contro lo stesso governo. Duque infatti il 2 maggio ha ritirato la proposta di riforma fiscale, Alberto Carrasquilla, ministro delle Finanze, si è anche dimesso, ma le manifestazioni sono continuate. Perché? Principalmente per come la pandemia è stata gestita, per il lockdown immenso che ha causato, come anche in Italia possiamo confermare, molti problemi economici. Più di 500mila attività sono state costrette a chiudere, e il 43% della popolazione soffre di povertà, il 7% in più rispetto all’inizio della pandemia.

La riforma fiscale, comunque, prevedeva l’aumento generale dell’IVA e un incremento delle tasse sui redditi medi e il presidente Duque era convinto, e lo è tuttora, che una riforma fiscale sia necessaria. A essere ridotti con questa riforma sarebbero state le pensioni, i sussidi per le persone che ne hanno bisogno, e per questo i cittadini erano scesi in piazza, ma poi la questione è degenerata, soprattutto dopo che il primo maggio il Presidente aveva annunciato il dispiegamento dell’esercito ammonendo «coloro che, mediante violenza e atti di vandalismo e terrorismo, cercano di mettere paura alla società».

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Fonte: twitter

Questo ha portato, secondo i dati delle organizzazioni della società civile riportati da Amnesty International «alla data del 3 maggio la Polizia nazionale aveva ucciso 26 persone e aveva eseguito 761 arresti arbitrari. Si registravano anche 142 casi di maltrattamento, nove di violenza sessuale e 65 di sparizioni di manifestanti». Le forze di sicurezza, in più, il 30 aprile avevano utilizzati fucili Galil Tavorn e il 2 maggio armi semi-automatiche. I video condivisi dai cittadini ci dimostrano che la situazione è davvero tragica.

La rivolta, quindi, è iniziata come una protesta contro una riforma che avrebbe messo ancora più in ginocchio i cittadini, ma poi è continuata come protesta a un governo che per più di un anno non si è preso cura del popolo, senza ascoltarlo minimamente. Dobbiamo sperare che gli altri Paesi si sveglino e cerchino di aiutare delle persone. Dobbiamo sperare che nessuno si faccia più male, perché, in fin dei conti, le vite umane valgono più di un posto al governo.

Autore

  • Giulia, 22 anni, blogger. Amo scrivere, leggere, guardare serie tv e anime, i gatti e seguire le giuste polemiche. Instagram: @murderskitty

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