Finlandia: il Parlamento abolisce la necessità di vedere due medici prima dell’aborto

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Mentre in Italia ci troviamo con un governo che cerca di attaccare l’aborto senza esplicitamente toccare la 194 e un primo partito che vuole «sportelli pro vita in ogni ospedale della regione in cui si eseguono interruzioni di gravidanza», in Finlandia si fanno dei passi avanti con una riforma legislativa che faciliterà il processo di aborto nel paese, che attualmente ha la legge sull’aborto più severa della regione nordica. Insomma, un piccolo passo avanti che potrebbe portare a qualcosa di più grande.

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Senza ripetere la situazione in tutto il mondo, vi ricordiamo che ad oggi in Italia i medici obiettori sono fin troppi, per cui sebbene l’aborto sia legalmente possibile, trovare un medico che sia disposto a farti abortire è davvero complesso. E in più abbiamo diversi personaggi che contribuiscono a rendere la discussione ancora più complessa. Simone Pillon, leghista che fortunatamente è fuori dal Senato, scrive due post con in primo piano una foto di allegri neonati, scegliendo come titolo: «Una grandissima vittoria: la corte suprema ha abrogato l’aborto negli USA!». «Ora portiamo anche in Europa e in Italia la brezza leggera del diritto alla vita di ogni bambino, che deve poter vedere questo bel cielo azzurro».

Il problema dell’Italia, quindi, cari Fratelli d’Italia, non è il fatto che alla donna non venga data la scelta di non abortire. Il problema è che pur avendo il diritto di abortire (perché in Italia è legale), le donne non ne hanno la possibilità in quanto ci sono troppi medici che scelgono di essere obiettori, non svolgendo quindi il proprio mestiere. Quindi alcune donne per abortire sono costrette a spostarsi in altre regioni o persino altri Stati. E all’estero, lo sappiamo, la situazione non è migliore.

Negli USA è stata ribaltata la Roe vs Wadein Polonia una donna è morta perché non le è stato concesso di abortire e nello stesso paese le donne ucraine stuprate dai russi hanno difficoltà ad abortire proprio a causa della restrittiva leggein Ungheria le donne che vogliono abortire saranno costrette ad ascoltare il battito del feto. In Finlandia l’obiezione di coscienza non è riconosciuta dal sistema sanitario e dalla normativa, e l’aborto era concesso solo per la protezione della vita della madre, e in caso di stupro, anomalie del feto e fattori socio-economici solo entro il secondo trimestre.

Finlandia: stop alla necessità di vedere due medici prima dell’aborto

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Mercoledì la legislatura finlandese composta da 200 seggi ha votato con un ampio margine 125-41 a favore di una riforma della legge che, tra le diverse cose, abolirà la necessità dell’approvazione di due medici per ricorrere all’aborto. Secondo questa legge, che dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2023, l’approvazione di un solo medico sarà sufficiente per abortire. L’attuale legislazione è stata elaborata nel 1970 ed è stata ampiamente considerata obsoleta.

Inoltre, la richiesta di interruzione da parte di una donna incinta sarà sufficiente per ottenere la procedura medica senza dover fornire ulteriori motivi – ad esempio di posizione sociale ed economica – fino alla 12a settimana di gravidanza. La legislatrice Saara-Sofia Sirén del partito conservatore della Coalizione nazionale ha detto che «la riforma della legge sull’aborto è un aggiornamento tanto necessario alla legislazione chiaramente obsoleta».

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Ha aggiunto che la riforma, che ha goduto del sostegno trasversale in parlamento, riguarda il diritto fondamentale delle donne a decidere su se stesse, sul proprio corpo e sulla propria vita. La riforma legislativa si basa su un’iniziativa dei cittadini che ha raccolto nel 2020 53.654 firme, sulle 50.000 necessarie affinché la questione venga affrontata dai legislatori.

La presidente del gruppo parlamentare cristiano-democratico Päivi Räsänen in un articolo pubblicato nella tarda serata di mercoledì si è detta contraria, dicendo che «l’aborto non è un diritto umano, né un diritto fondamentale. Negli accordi internazionali sui diritti umani è sancito il diritto di vivere, non il diritto di porre fine alla vita». Il suo partito insieme a tutti i cristiano-democratici presenti (32 erano assenti) hanno votato contro.

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