Ucraina, Boris Johnson: “Putin prepara la più grande guerra in Europa dal 1945”

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Anche Boris Johnson, premier britannico, ha voluto dare la propria opinione riguardo a quel che sta succedendo in Ucraina con la Russia che minaccia di attaccare da un momento all’altro. Durante un’intervista con la BBC ha infatti affermato che, secondo le prove, la Russia sta pianificando «la più grande guerra in Europa dal 1945». Della stessa opinione è anche l’alleato Biden, presidente degli Stati Uniti d’America, che ormai da più di una settimana parla di terza guerra mondiale. L’Europa comunque rassicura che, se Putin dovesse attaccare, le sanzioni non saranno da poco.

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Il primo a parlare di terza guerra mondiale per riferirsi al conflitto fra la Russia e l’Ucraina di cui tanto stiamo parlando in questi giorni, è stato proprio il Presidente Biden, ed è sempre stato lui, insieme agli Stati Uniti, a provare a prevedere quando ci sarà un attacco. Quando, perché per gli americani è sicuro che ci sarà. Inizialmente pensavano che l’attacco dei russi avrebbe avuto inizio mercoledì 16 febbraio, ma così non è stato. «La Russia sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina», aveva detto Jake Sullivan, secondo cui un attacco della Russia inizierebbe probabilmente con dei bombardamenti aerei.

Nella giornata di ieri poi, durante un discorso alla Casa Bianca, Biden ha anche affermato che «la Russia cerca di provocare l’Ucraina e di creare false giustificazioni per una guerra contro Kiev». Il primo attacco, secondo gli Usa, sarà proprio a Kiev, o nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, ma Biden sembra essere fermamente «convinto che Vladimir Putin ha preso la decisione di invadere». Oggi comunque c’è stato anche un colloquio fra Vladimir Putin e il Presidente francese Emmanuel Macron.

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A proposito del Presidente Putin, dovete sapere che, come ha raccontato Dmitry Peskov, suo portavoce, «“scherza” sugli allarmi degli Usa e dei loro alleati occidentali riguardo a un’invasione russa in Ucraina e ci chiede di controllare se hanno pubblicato l’ora esatta in cui comincerà la guerra. Per noi è impossibile capire la follia di questa informazione maniacale da parte degli americani». La situazione, però, non è poi così divertente come pensano i russi.

Qualche giorno fa il ministero della Difesa russo aveva annunciato il ritiro di alcune forze che si trovavano nei pressi della frontiera ucraina, «che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi», tuttavia fu la NATO stessa, tramite Jens Stoltenberg, affermò che «non ci sono segnali sul terreno che la Russia stia riducendo le truppe ai confini dell’Ucraina». Ieri, poi, la situazione si è capovolta, ed è stata la Russia a chiedere il ritiro delle forze USA.

Il nostro premier, al termine del Consiglio europeo informale convocato a Bruxelles, ha comunicato che «non sarà facile ma l’obiettivo è quello, far sì che Zelensky e Putin si siedano intorno a un tavolo», e questo va fatto «il prima possibile». Conclude Draghi: «Sostanzialmente la situazione è la stessa di qualche giorno fa, questi episodi che sembravano annunciare una de-escalation non sono al momento presi seriamente. Quindi dobbiamo rimanere pronti a ogni eventualità». Nei prossimi giorni, perciò, il premier volerà in Russia.

Ucraina, Boris Johnson: «Mosca prepara la più grande guerra in Europa dal 1945»

Mentre in Donbass ci si continua ad accusare a vicenda su chi ha sparato il primo attacco, due soldati ucraini sono morti e le donne e i bambini si cimentano a lasciare la zona. Zelensky chiede quindi all’Europa che cosa stiano aspettando i vertici a sanzionare la Russia. Secondo l’agenzia russa Tass, le forze ucraine hanno tentato un attacco alla repubblica filorussa di Lugansk, distruggendo cinque edifici residenziali e bombardando altri tre insediamenti nella Repubblica popolare di Donetsk. Kiev invece accusa «il nemico» di usare «armi proibite dagli accordi di Minsk per 116 volte e che, in 24 ore, le forze separatiste hanno violato il cessate il fuoco 136 volte in 24 ore».

Da una parte c’è quindi l’Occidente che crede che la Russia stia aspettando solo un casus belli per attaccare, dall’altro invece c’è la Russia che sottolinea che non c’è «nessuna intenzione di una guerra». Secondo Boris Johnson, invece, «tutto prova che il piano è già in qualche modo iniziato», ha detto il premier in un’intervista con la BBC. «La gente ha bisogno di capire quanto questo potrebbe costare in termini di vite umane», continua e poi conclude: «Temo che il piano che stiamo vedendo è per qualcosa che potrebbe essere davvero la più grande guerra in Europa dal 1945 solo in termini di vaste proporzioni».

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Zelensky, presidente dell’Ucraina, come abbiamo scritto nei paragrafi precedenti, si chiede in un’intervista con la Cnn che cosa stia aspettando l’Europa: «Siamo l’ultimo baluardo dell’Europa. L’Occidente dovrebbe rendere note le sanzioni che intende applicare alla Russia prima che Mosca attacchi l’Ucraina». Ha voluto anche sottolineare che «non abbiamo bisogno delle vostre sanzioni dopo che ci sarà stato il bombardamento o che il nostro Paese non avrà più confini. L’elenco delle sanzioni serve a loro e a noi per sapere che cosa succede se iniziano la guerra».

Infine, Charles Michel, presidente del Consiglio dell’Ue, ha affermato che l’Occidente non potrà «offrire per sempre un ramoscello d’ulivo» alla Russia che «fa test missilistici e continua ad ammassare truppe al confine». «Rimane un grande interrogativo. La Russia vuole davvero il dialogo?». Noi, ovviamente, speriamo di sì, perché dopo due anni di pandemia una guerra è l’ultima cosa che serve all’Europa e a tutto il mondo.

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