Ucraina: anche gli italiani invitati a tornare

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Abbiamo visto proprio ieri quello che sta avvenendo fra la Ruussia e l’Ucraina, con il Presidente Joe Biden che parla di terza guerra mondiale e che ha invitato i cittadini statunitensi a lasciare al più presto il Paese durante un’intervista con l’NBC. Oggi anche la Farnesina ha invitato tutti gli italiani che si trovassero in Ucraina a rientrare «in via precauzionale», e a chi è in Italia di «posticipare tutti i viaggi non essenziali verso l’Ucraina», in particolare quelli «a qualsiasi titolo nelle regioni di Donetsk e Lugansk ed in Crimea».

Stiamo seguendo con molta apprensione quello che sta succedendo tra la Russia e l’Ucraina. Secondo la CNN, Putin invaderà il territorio ucraino prima della fine delle Olimpiadim e sembra che neanche la telefonata di oggi con il presidente Biden gli abbia fatto cambiare idea. Solo due giorni fa gli Stati Uniti hanno chiesto ai propri cittadini di lasciare l’Ucraina entro domani. Secondo la Casa Bianca la deadline per l’invasione di Kiev avverrà non oltre la prossima settimana, in particolare martedì, tuttavia, come ha fatto sapere il Consigliere alla Sicurezza Nazionale Jake Sullivan, l’ultima decisione sta al presidente Putin.

«La Russia sta cercando un pretesto per invadere l’Ucraina», ha aggiunto Jake Sullivan, secondo cui un attacco della Russia inizierebbe probabilmente con dei bombardamenti aerei. In una videoconferenza a cui ha partecipato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi, organizzata dagli USA «è stato condiviso lo scenario rappresentato e confermata l’esigenza di assicurare una ferma postura di deterrenza, mantenendo aperto il dialogo con Mosca anche per dare attuazione agli accordi di Minsk», leggiamo in una nota di palazzo Chigi.

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Fonte: Repubblica

«È stato approfondito l’esame delle sanzioni che verrebbero adottate in caso di aggressione all’integrità territoriale dell’Ucraina. Draghi sostiene l’opportunità di sanzioni gravi, pur continuando a sperare in un utile dialogo», concludono. In particolare il vertice è servito per pensare a degli accordi sulle sanzioni con cui colpire Mosca in caso di invasione. Germania, Francia e Italia vorrebbero una linea più morbida. Si potrebbe anche decidere di escludere la Russia dal sistema Swift.

Vediamo adesso le parole non solo della Farnesina, ma anche degli italiani che al momento si trovano in Ucraina.

Gli italiani in Ucraina

Il ministro degli Esterni Luigi di Maio ha informato di aver preso una disposizione affinché rientri «tutto il personale della nostra sede diplomatica a Kiev non essenziale». Decisione che ovviamente non implica la chiusura dell’ambasciata che, sottolinea il ministro, «resta pienamente operativi». Unità di Crisi ha anche indicato il numero di emergenza al quale la si può raggiungere in caso di necessità: +380503102111. «Lavoriamo tutti al fine di evitare un’escalation, una soluzione diplomatica e ci auguriamo che il prima possibile possano arrivare segnali tangibili in tal senso», ha concluso Di Maio.

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Fonte: Quotidiano.net

Al momento gli italiani presenti in Ucraina sono circa duemila, la maggioranza a Kiev. La decisione del governo italiano è stata presa in coordinamento con gli altri paesi europei: in mattinata a Kiev c’è stata una riunione con tutti gli ambasciatori e il governo ucraino ha addirittura chiesto agli alleati americani di non continuare a mandare dei segnali di allarmismo sul peggioramento della situazione e su un pericolo di un attacco della Russia che, secondo gli americani, sarebbe entro mercoledì prossimo.

Lo stesso presidente ucraino, Volodimir Zelenskij, ha detto ai giornalisti «se qualcuno ha informazioni aggiuntive su un’invasione il 16 febbraio è pregato di informare il governo ucraino, il migliore amico dei nemici è il panico», facendo ovviamente riferimento alle fonti dell’intelligence americano che vedrebbero l’invasino entro mercoledì. Ascoltando alcuni italiani in zona, intervistati da ilfattoquotidiano, la situazione non sembra così grave come viene descritta.

«Qui a Odessa ho casa, moglie e figli. Sto per aprire un ristorante, ho investito tanti soldi e finché non mi cacciano rimango in Ucraina!», ha detto Marcandrea De Vito ai microfoni del quotidiano italiano. Ha poi spiegato: «Vivo a Odessa da tre anni e qui è tutto tranquillo come sempre. Per me siamo di fronte a una sorta di psicosi politica mondiale ed anche se ho ricevuto l’sms del Ministero degli Esteri non ci penso a rientrare».

Insieme a lui c’è anche Andrea Vanucci che vive a Kiev da più di dieci anni, e che ha anche vissuto in Russia. Secondo lui «non ci sarà nessuna guerra, perché Mosca non ha bisogno di annettersi l’Ucraina. Per quale motivo dovrebbe farlo? Non ci sono materie prime, l’industria è poco sviluppata, sarebbe una zavorra per il Cremlino. Biden perde consensi, l’Europa non se la passa bene, ho la sensazione che si voglia assoggettare la Russia a un nuovo ordine mondiale. La gente qui l’ha capito e vive normalmente. Ieri sera, come ogni sabato, i ristoranti e i teatri della capitale erano pieni. È un panico artificiale, creato da chi ne ha l’interesse».

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Ukrainians attend a rally in central Kyiv, Ukraine, Saturday, Feb. 12, 2022, during a protest against the potential escalation of the tension between Russia and Ukraine. Russian President Vladimir Putin and U.S. President Joe Biden are to hold a high-stakes telephone call on Saturday as tensions over a possibility imminent invasion of Ukraine escalated sharply and the U.S. announced plans to evacuate its embassy in the Ukrainian capital. (AP Photo/Efrem Lukatsky)

Al contrario, invece, Alberto De Marco, che vive e lavora a Kiev da sei anni, si dice molto «preoccupato». «La prima cosa che ho pensato è che siamo tutti assolutamente impreparati. Nessuno di noi ha idea di che cosa può significare vivere in caso di conflitto. Qui le cose vanno avanti normalmente. I negozi sono aperti, non c’è ressa, tutte le merci sono disponibili, c’è il solito traffico nelle ore di punta ma comunque ho prenotato un biglietto aereo e rientrerò in Italia per alcune settimane. Ma poi tornerò qui, in ogni caso», ha detto.

Infine, conclude: «Se ci sarà la guerra verrò a prendere i miei cani e la mia compagna ed a quel punto saremo profughi. Sarà molto dura ma non abbandonerò mai le persone che amo». Noi ci auguriamo ovviamente che non si arrivi a una guerra, ma ora come ora non abbiamo alcuna certezza. Speriamo che l’Ucraina, con tutti i suoi abitanti, possano essere al sicuro e, se dovesse andare male, che abbiano il tempo di mettersi in salvo.

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