Mosca parla di “terza guerra mondiale”, Kiev nega

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È passato più di un mese da quando Mosca ha deciso di far iniziare un conflitto bellico nei confronti dell’Ucraina, un conflitto che ha portato la guerra in Europa sconvolgendo tutti gli europei che sembrano aver scoperto per la prima volta che esiste la guerra. Tuttavia, inizialmente, l’unico ad aver parlato di terza guerra mondiale era stato proprio Joe Biden, presidente degli Stati Uniti d’America. Adesso, invece, dopo due mesi di combattimenti, è il ministro degli esteri russo Lavrov a mettere in mezzo una guerra mondiale.

Proprio ieri in Italia si è festeggiata la giornata della liberazione, e tutti noi abbiamo parlato di resistenza, e sul nostro blog abbiamo raccontato anche della resistenza polacca. Perché la cito in quest’articolo? Perché Putin sta seguendo esattamente lo stesso schema. I russi si ergono a salvatori, ma in realtà non sono così diversi dalle persone da cui vogliono liberare un paese. Lo hanno fatto con i polacchi, facendoli passare dal totalitarismo nazista a quello comunista, e vogliono fare lo stesso con l’Ucraina. Per i russi, loro sono dei salvatori, ma per gli ucraini, e ai tempi per i polacchi, sono tutto tranne che salvatori.

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Joe Biden

«Non è come avere a che fare con una organizzazione terrorista, abbiamo a che fare con uno dei più grandi eserciti del mondo, è una situazione molto differente e le cose potrebbero impazzire velocemente», disse il Presidente Joe Biden in un’intervista a NBC. «Se Putin è così sciocco da procedere (con l’invasione dell’Ucraina, ndr), è abbastanza intelligente da non fare nulla che avrebbe un impatto negativo sui cittadini americani», continuò, aggiungendo anche che non avrebbe mandato delle truppe per un’eventuale evacuazione: «è una guerra mondiale quando americani e russi cominciano a spararsi».

Poi, abbiamo visto, la situazione è davvero degenerata ma non c’è stato alcun concreto intervento da parte degli americani – o di altri governi europei e non – nel campo di guerra, se non l’invio di armi, di munizioni e anche di aiuto per le persone che sono dovute rimanere nell’Ucraina bombardata. Ovviamente se ciò dovesse accadere, se gli Stati Uniti o un paese europeo decidessero davvero di scendere in campo, si parlerebbe di una terza guerra mondiale. Ma secondo il ministro degli esteri russo Lavrov, basta anche fornire le armi per entrare in guerra.

Ucraina: “La terza guerra mondiale è un pericolo reale”

«I rischi di una guerra nucleare sono molto significativi e questo pericolo non deve essere sottovalutato, anche se ci sono molti pronti a gonfiare artificialmente questa minaccia», ha detto il ministro degli esteri russo Lavrov. «Questa è la nostra posizione di principio, ci muoviamo da essa. E non mi piacerebbe molto ora -quando i rischi sono davvero molto, molto significativi – non mi piacerebbe molto che questi rischi fossero artificialmente gonfiati, e sono in tanti a volerlo. Il pericolo è grave, è reale, non può essere sottovalutato», ha aggiunto.

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Sergej Viktorovič Lavrov

Ovviamente poi è passato alle accuse alla Nato che, «consegnando le armi. all’Ucraina è entrata de-facto in una guerra per procura con la Russia». Secondo il ministro, che ha parlato in un’intervista all’emittente di Stato ci sarà sicuramente una fine tramite un accordo nel conflitto fra Ucraina e Russia, tuttavia il contenuto dell’accordo dipenderà solo dalla situazione militare.

Ha parlato anche dei colloqui tra Ucraina e Russa, dicendo che si sono «fermati» e non per colpa di Mosca, bensì perché questa non ha ricevuto alcuna risposta da Kiev alle ultime proposte: «Penso che questo passo indietro sia stato fatto su consiglio dei nostri colleghi americani e britannici, prima di tutto. E forse anche i polacchi hanno giocato un ruolo».

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Dmytro Kuleba

Arriva intanto la risposta degli ucraini: secondo il ministro degli Esteri Kuleba, Mosca «perde l’ultima speranza di spaventare il mondo nel suo sostenere l’Ucraina. Da qui il discorso di un ‘reale’ pericolo di Terza guerra mondiale. Questo significa solo che Mosca avverte la sconfitta in Ucraina. Pertanto il mondo deve raddoppiare il sostegno all’Ucraina in modo da prevalere e salvaguardare la sicurezza europea e globale».

Zelensky, invece, ha paragonato Putin con Hitler: «tutti nel mondo, anche coloro che non ci sostengono apertamente, concordano sul fatto che è in Ucraina che si decide il destino dell’Europa e della sicurezza globale, il destino del sistema democratico. La Russia può spendere enormi risorse per sostenere la guerra e per opporsi anche all’intero mondo libero, ma le lezioni della storia sono ben note: se hai intenzione di costruire un Reich millenario, perdi».

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