Truth: il social di Donald Trump è un flop

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Truth, il social di Donald Trump, è ufficialmente un flop. Lanciato il 21 febbraio 2022, ha perso il 93% dei nuovi utenti. Sin dal principio, in realtà, gli utenti sono stati davvero pochi rispetto alle aspettative. L’ex presidente aveva diversi followers su Twitter, così come lo è l’esercito che farebbe di tutto per lui, tuttavia i dati del Daily Beast ha comunicato che le installazioni dall’App Store di Apple sono crollate da 800 mila a 60 mila circa.

Facciamo un salto nel passato. Siamo al periodo in cui Donald Trump fu bannato da tutti o quasi i social network. «Gli sconvolgenti eventi delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il tempo rimanente in carica per minare la transizione pacifica e legittima del potere al suo successore eletto, Joe Biden», scrisse Mark Zuckerberg su Facebook, annunciando l’estensione del «blocco che abbiamo messo sul suo account Facebook e Instagram a tempo indeterminato e per almeno le prossime due settimane fino a quando la transizione pacifica del potere è completa.»

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Arrabbiato per questa censura, si trasferisce insieme a tutti i suoi fedeli (tra cui anche Matteo Salvini) su Parler, che però dura poco in quanto il server non è riuscito a ospitare così tanti iscritti. Poi comunque è riuscito a tornare in campo, ma ormai era troppo tardi. Dopo ciò, l’ex Presidente comincia a parlare di un nuovo social, o meglio Blog (From the Desk of Donald J Trump), dove il protagonista indiscusso scriveva come se fosse una pagina di diario, ma nessuno poteva commentare. È possibile, però, condividere su altri social.

Tuttavia, a ottobre 2021, c’è la svolta: «Sono entusiasta di iniziare a condividere le mie idee su Truth Social», affermò Donald Trump, annunciando l’arrivo del suo nuovo social, Truth Social, che sarebbe arrivato proprio nel 2022. E quindi eccoci qui, dopo un anno, a parlare nuovamente di quest’idea di Trump, che ovviamente non sapremo se sarà fallimentare come il blog o se, invece, riuscirà a sbaragliare la concorrenza.

Truth: il social è tutto tranne che un successo

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Donald Trump aveva tantissime aspettative per Truth, tuttavia quando dice che è un successo, sta evidentemente mentendo a se stesso. Sin dal principio il social non è per niente andato bene, forse c’è solo stato il boom iniziale per curiosità e da parte di chi voleva commentarlo, ma adesso è tutto tranne che il successo che l’ex presidente fa pensare. I dati condivisi dal Daily Beast sono la testimonianza di quello che Trump teme di più: un altro fallimento, e di questo non può urlare al complotto.

Il Daily Beast ha esaminato le analisi delle visite su Truth eseguite da SimilarWeb, che traccia il traffico dei siti web da fonti pubbliche e private. Ad esempio, i dati dimostrano come Truth, dell’ex Presidente, sia alla pari o persino peggio di Gab, un social network rivale di Truth poiché condivide lo stesso pubblico pro-Trump di nazisti, oppure di Gettr, fronteggiata da Jason Miller, un tempo aiutante politico di Trump. Il social di Trump, infatti, avrebbe avuto circa 2 milioni di visite al debutto, ma poi è sceso di circa 300.000 visite al giorno.

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Tra l’altro, a ciò si aggiunge anche come secondo il DailyDot il social sia pullulato da profili fake che si spacciano per profili ufficiali che si sarebbero iscritti nelle ultime settimane: il Federal Bureau of Investigation (FBI), la Central Intelligence Agency (CIA), il Dipartimento di Giustizia, la Marina degli Stati Uniti, l’Esercito degli Stati Uniti, il Dipartimento di Polizia di New York City (NYPD), la Casa Bianca, il Presidente degli Stati Uniti, il Segretario stampa della Casa Bianca, la National Aeronautics and Space Administration (NASA), il Dipartimento del Tesoro, il Dipartimento per la sicurezza interna, l’Agenzia per la protezione ambientale e il Dipartimento di Stato.

Truth, comunque, non li ha mai certificati (quella che su Twitter e Facebook è la spunta blu), per cui al momento sembra essere consapevole che sono solo utenti che hanno deciso di creare degli account che avrebbero potuto ottenere un verificato. Tra questi, in più, l’unico ad aver condiviso qualcosa è il profilo del NYPD, ma quando l’ufficio stampa del dipartimento di polizia di New York è stato contattato dal DailyDot, ha detto di essere estraneo al profilo sul social di Trump. In più, la Marina militare ha immediatamente chiesto la rimozione del proprio profilo (non creato da qualcuno di loro) al social, così come CIA e FBI.

Insomma, Truth non è proprio un successo come aveva immaginato il suo creatore.

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